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Alone in the dark: quinto capitolo

Il capostipite dei videogiochi horror ritorna dopo tre anni con un nuovo episodio

Alone in the dark1Gli utenti che nei primi anni novanta ancora giocavano col pc ricorderanno con terrore “Alone in the dark”, il primo adventure-game in grado di spaventare chiunque, grazie ad una colonna sonora spettrale e a delle inquadrature inquietanti.
Dopo il primo episodio del famigerato videogames, ne sono stati prodotti altri 3, altrettanto spaventosi e entusiasmanti. Oggi, a distanza di tre anni dall’ultimo episodio, il team di sviluppatori di Eden Studios, ha sfornato il quinto capitolo della fortunata saga.
Il protagonista è sempre lui, Edward Carnby, una sorta di Dylan Dog all’americana, sempre pronto a risolvere i casi più inquietanti e ad affrontare le avventure più rischiose. Questa volta l’ambientazione è il Central Park di New York dei giorni nostri, dove Edward inizia le sue indagini, in seguito ad alcuni fenomeni anomali e misteriosi, come la migrazione degli uccelli, la mutazione di alcune piante e un’invasione di insetti.

Grazie a questi indizi Carnby verrà a conoscenza di alcune attività paranormali svolte da una setta segreta nei sotterranei del Central Park.
Il parco newyorchese è stato ricostruito in maniera iperrealistica, grazie alle innumerevoli fotografie scattate dal satellite e ad una cura meticolosa nell’assemblarle. Con tanto realismo intorno l’arrivo dei mostri suscita ancora più spavento durante il gioco. Interessante è la visuale che passa dalla terza alla prima persona, quando si raccoglie un’arma da fuoco per poi scaricarla sul mostro di turno.
alone in the dark2Oltre all’azione, nel gioco non poteva mancare il solito quantitativo di rompicapo da risolvere, quasi sempre con l’aiuto di vari oggetti sparsi nelle ambientazioni.  
Tuttavia per evitare che i giocatori si fermino di fronte ad alcuni enigmi non troppo intuitivi, il gioco è provvisto della modalità auto-risoluzione che permette di oltrepassare gli ostacoli troppo difficili, anche se in questo modo il gioco perde sicuramente fascino. Un plauso particolare merita la colonna sonora, realizzata dal suggestivo coro dei Bulgarian Voices, che qui rendono magistralmente le atmosfere horror del videogames.

Il personaggio di Edward Carnby sembra quasi essere una sorta di creatura immortale in stile Highlander, visto che il primo terrificante episodio era ambientato negli anni ’20. A quei tempi la grafica era ancora grezza e primitiva e l’ambientazione era una sorta di casa stregata, che era stata teatro di un efferato omicidio, sul quale Edward doveva indagare. Il gioco ebbe un discreto successo, grazie ad una trama originale, ispirata ai libri di H. P. Lovercraft, in particolare al Necronomicon, ma anche alla cura dei dettagli grafici e all’espansività dei livelli.
alone in the dark3Ma la cosa più sconvolgente era il senso di paura e angoscia che circondava l’utente, grazie soprattutto alla musica veloce e improvvisa che preannunciava l’arrivo del mostro di turno.

Non per nulla il primo Alone in the dark è stato incluso nella top ten dei giochi più spaventosi di tutti i tempi. Il secondo episodio fu invece un mix tra l’horror e il thriller, visto che oltre ai mostri si dovevano affrontare gangster in stile anni 30.
Alquanto riuscito fu pure il terzo, ambientato in una città fantasma nel deserto del Mojave, mentre il quarto vedeva Edward impegnato ad investigare su un’isola infestata da mostruosi rettili umanoidi.
Nel 2005 Alone in the dark è stato addirittura adattato al mondo della celluloide, grazie al regista Uwe Boll, che ha riunito due nomi famosi come Christian Slater (nel ruolo di Edward Carnby) e Tara Reid. l film tuttavia non ha avuto lo stesso successo del videogame e gli unici riconoscimenti sono stati due nomination ai Razzie Awards.

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Commenti dal 1 al 4
(4)

Negroponte sabato, 18 aprile 2009

water di gioco.....

ma bello cosa???? è il peggior gioco abbia mai comprato....
ok che in italia c'è il gusto dell'orrido, ma non fino a questo punto....

n° 4
filippo giovedì, 19 marzo 2009

bello...

quando e nato in 3d, questo gioco non mi piaceva, ma l'ultimo episodio mi ha preso parecchio

n° 3
Day_Dreamer martedì, 30 dicembre 2008

questo qui non lo ha giocato....

allora, premetto che il gioco in questione ce l'ho (purtroppo) e l'ho finito... allora, chi ha scritto questa recensione non lo ha finito e certamente non lo conosce.... allora, intanto non esiste la modalità auto-soluzione (questa opzione l'ha inventata al momento il recensore....) e poi il signor Edward Carnby (signore.... pffff... mi fà troppo ridere...) non stà eseguendo indagini sulla migrazione degli uccelli.... non sò cosa c'entri questo con il gioco..... forse è meglio che l'autore di questa recensione finisca per bene il gioco, prima di recensirlo e dare notizie o altro all'utente finale.... anche nella frase che dice "Il parco newyorchese è stato ricostruito in maniera iperrealistica, grazie alle innumerevoli fotografie scattate dal satellite e ad una cura meticolosa nell’assemblarle. " ma se è inventato di sana pianta.... ma vi pare che un gioco pluri-buggato cosi si mettano a fare un lavoraccio cosi???? e comunque, concludendo, dò il mio voto al gioco: 4/10 (di stima)

n° 2
Strifer martedì, 30 dicembre 2008

Una recensione da riscrivere

Molte cose qui scritte nn corrispondono al vero...nn e x dire ma io che l'ho giocato...rispetto a quello che viene scritto...e tutto un altro gioco...questa recensione nn so chi l'abbia scritta ma...vengono detto diverse cose false u.u
Senza offesa x nessuno ma sarebbe da modificare

n° 1
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