Persone in pericolo, costrette a fuggire dal proprio paese per
un reale timore di persecuzione a causa della loro razza,
religione, nazionalità, per il gruppo sociale al quale
appartengono, per le loro opinioni politiche.
Questa la definizione del “rifugiato” contenuta
nella Convenzione di Ginevra del 1951.
Il
rifugiato non sceglie di spostarsi alla ricerca di migliori
opportunità di vita, ma è costretto ad
abbandonare la sua casa e a trovare protezione fuori dal proprio Paese.
Da qui nasce l’idea dell'Ufficio dell'Alto
Commissario Onu per i Rifugiati (Unhcr) di realizzare il videogioco”Against
all Odds”.
Il gioco è disponibile dal 7 novembre sul sito dell'agenzia delle Nazioni Unite.
“Basta un clic e si apre un mondo sconosciuto, per vivere
un'esperienza lontanissima dalle nostre vite”, spiega Katherine
Rodriguez-Norman, che ha sviluppato il progetto.
"Anche il target a cui ci riferiamo merita attenzione,
perché i giovani cominciano a farsi un'idea sui rifugiati in
un'età che va dai 12 a i 15 anni".
Fine ultimo è proprio questo. Quello di sensibilizzare
i giovani, al dramma dei rifugiati, ricreando,
interattivamente, la loro difficile esperienza.
Obiettivo evidente fin dalle prime parole che compaiono sulla prima
schermata del gioco, in cui campeggia la didascalia: "Gente che vedi
ogni giorno, ma che in realtà non vedi veramente. E
se fossi tu al posto loro?".
“Guerra
e conflitto”, “Oltre il confine” e
“Nuova vita”. Queste sono le tre simulazioni che il
navigatore si trova a fronteggiare.
Dovrà rispondere a interrogatori, scappare nel cuore della
notte, trovare un interprete, un nuovo lavoro, un appartamento, insomma
ricostruire una vita da zero, senza dimenticare mai da dove
siete partiti e perché.
Un'emergenza dopo l'altra che coinvolge il giocatore anche con
immagini forti. Un'esperienza che mette a confronto con
storie vere, raccontate da chi certe tragedie le ha vissute sulla
propria pelle.
Le critiche, come ovvio,non sono tardate ad arrivare.
In Norvegia e Svezia è presente addirittura dal 2005, quando
è stato distribuito nelle scuole medie per informare e
caldeggiare la conoscenza dei diritti umani.
Il gioco, al momento, è disponibile solo nella
versione inglese. Quelle in spagnolo, francese, danese,
finlandese e islandese saranno disponibili a breve. Mentre non
sembrerebbe prevista la traduzione in italiano.
“Negli
Stati Uniti – ha dichiarato Tim Irwin, responsabile
dell’informazione presso l’ufficio Acnur di
Washington – forse è difficile per la gente capire
i rischi e le difficoltà che i rifugiati incontrano.
Diffondendo questo gioco nelle aule degli Stati Uniti, speriamo di permettere
una migliore comprensione del fenomeno, anche se di
poco”.
Oltre al gioco, il sito di Against All Odds offre sezioni dedicate agli
insegnanti, che possono scaricare lezioni, progetti educativi e altre
risorse pedagogiche. Completano il progetto una serie di
schede con informazioni maggiori sulle condizioni dei rifugiati politici
nel mondo e testimonianze di chi rifugiato lo è stato nel
mondo reale.
In Italia il diritto di asilo è garantito
dall’art.10 comma 3 della Costituzione:
“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese
l’effettivo esercizio delle libertà democratiche
garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel
territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla
legge”.
Nella speranza che a noi non debba mai capitare di essere
dall’altra parte del muro, è il caso che lo
teniamo a mente un po’ tutti.
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