Anno 1978. In America il primo film di Superman fa registrare incassi record ai botteghini, mentre nelle discoteche del mondo si sogna al ritmo di "Stayin' Alive" dei Bee Gees. Dal Giappone intanto arriva un nuovo videogioco destinato a creare milioni di "arcade game junkies" nell'intero pianeta. Si chiama Space Invaders ed è stato creato dal programmatore Toshihiro Nishikado per la ditta giapponese Taito. Lo scopo del gioco è quello di abbattere le creature aliene dalla forma di medusa, teschio o vagamente somiglianti a un triangolino, che invadono lo schermo minacciando la terra. Entrare nell'universo di Space Invaders è facile: basta infilare una moneta nel gioco e all'improvviso si ha la sensazione di essere risucchiati dallo schermo e di entrare in una realtà parallela, questo almeno a dire dei giocatori più incalliti. In poco tempo il videogioco diventa un enorme successo arrivando a fatturare cifre astronomiche e gettando nella disperazione il Giappone dove le monete da 100 Yen da inserire negli arcade games spariscono praticamente dalla circolazione. In Italia, Space Invaders arriva nel 1980, ma l'effetto è più o meno lo stesso ed è amore a prima vista per gli amanti dei videogiochi.
A più di 25 anni dalla sua creazione, Space Invaders continua ad affascinare: se la Taito ha fatto uscire lo scorso anno Space Invaders, Space Invaders Part II, e Return of the Invaders come parte della serie Taito Legends, una collezione di classici Taito per Playstation2, Xbox e PC, questo autunno è stata la volta dell'antologia Taito Legends 2, che comprende inoltre Space Invaders DX, Super Space Invaders '91 e Space Invaders '95: Attack of the Lunar Loonies, e Taito Legends Power-Up per PSP, che comprende 21 classici tra i quali anche Space Invaders e Space Invaders Part II.
Di recente inoltre è stata rilanciata dalla Radica Games in collaborazione con la Taito un controller con 5 giochi, tra i quali anche Space Invaders, da collegare direttamente alla TV, mentre è dedicato a chi vuole esagerare l'"arcade table" dal look retrò anni '80 completo di 150 videogiochi, suono digitale e grafica ad alta risoluzione disponibile sul sito www.iwantoneofthose .com
A settembre, durante il "Come Out and Play Festival", un evento tenutosi a New York creato per festeggiare il nuovo trend degli "street games", nuovi giochi da strada per divertirsi riappropriandosi degli spazi che ci circondano, Space Invaders è stato proiettato sulla facciata di un edificio di Manhattan, ma per sconfiggere gli alieni non c'è stato bisogno di alcun joystick, ma solo del corpo del giocatore. Questa versione di Space Invaders, a cura dell'interaction designer Kuan "Hawk" Huang e dall'ingegnere e creativo Evan Barba, è una sorta di adattamento del videogioco agli spazi urbani, dal momento che la grafica e l'animazione del gioco vengono modellate sull'architettura degli edifici sui quali si gioca, mentre l'interfaccia del gioco viene modificata per leggere non i comandi di una tastiera o di un joystick, ma i movimenti del corpo del giocatore.
Tutto qui, direte voi? No perchè la passione per Space Invaders è ormai mania in tutto il mondo. Uno dei gadget più comuni è la maglietta: una T-shirt originale anni '80
rappresentante una schermata del gioco ha raggiunto i $220 sul sito della Vintage Vantage, mentre la Joystick Junkies propone addirittura un'intera linea di T-shirt dedicate a Space Invaders, e la Me &You va sulle felpe stampate con file di alieni giganti. La ditta giapponese XLarge, ha lanciato inoltre a metà novembre una linea di abbigliamento che comprende T-shirt, giacche, felpe e berretti in tema Space Invaders, mentre il designer Steve Madden ha prodotto delle sneakers in tela stampata con file di alieni invasori.
Anche nel campo degli accessori il videogioco della Taito resiste bene: la b2d4 ha lanciato le sciarpe in lana merino con sei diverse creature pixellate; la Etsy propone i gemelli di Space Invaders; la Gizmodo la sveglia con i motivi e gli effetti sonori tratti dal videogioco; la Whimsy Press la carta da regalo e gli adesivi chiudipacco e la Blik , ditta specializzata nella realizzazione di decalcomanie dalla grafica moderna, propone alieni e cannoni in varie misure da incollare sui muri di casa per ricostruire anche nella propria camera le schermate di Space Invaders.
Due ultime segnalazioni: l'artista francese che si cela dietro il nome di "Invader" ha condotto negli ultimi sei anni una vera e propria "invasione" mondiale, creando nelle strade di Parigi, Londra, Tokyo, Hong Kong, Istanbul e Los Angeles - per citare solo alcune delle capitali da lui "invase" - opere che si ispirano al famoso videogioco utilizzando per le sue installazioni, mosaici o sculture, piccole piastrelle o pezzetti di cubi di Rubik. Oltre al nastro adesivo di Space Invaders sono disponibili sul sito di questo originale artista anche le sneakers con suola a rilievo per lasciare impronte di alieni invasori ovunque si vada. Invader ha inoltre prodotto per la francese Mekanism, firma specializzata nella produzione di skateboard moderni, funzionali, ma soprattutto esclusivi e personalizzati da giovani artisti di talento, quattro modelli di skateboard "Space Invaders" ricoperti di micropiastrelle e quadretti di cubi di Rubik.
La seconda segnalazione riguarda invece l'installazione "Carpet Invaders" dell'artista polacco Janek Simon lanciata qualche tempo fa, che consiste nel proiettare su un tappeto persiano le schermate del gioco da una lavagna luminosa collegata a una PlayStation2.
Chi è al di sotto dei 15 anni e ha conosciuto solo i videogiochi più all'avanguardia riderà forse di questa mania per i piccoli alieni pixellati, ma a chi ha qualche anno in più e negli '80 era un appassionato di videogiochi, farà piacere sapere che, dopo quasi trent'anni dalla sua creazione, non è ancora "Game Over" per Space Invaders
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pensare che ce l'ho in garage
assieme ai flippers un cabinato di space invaders del 78 della midway perfettamente funzionante :)
Re: pensare che ce l'ho in garage
e dimmi, dove abiti? Porto la birra se vuoi :D