Sembrerebbe più che una voce ormai. Rumors più o
meno insistenti circolavano da tempo e ora appare imminente lo
sbarco di Apple nel mondo dei videogame. Dopo aver sfondato
nel mondo mp3 con l’ipod, nel mondo dei cellulari con
l’iphone, ora per l’azienda di Cupertino
è il momento di lanciare la sfida a Microsoft con XBox 360,
Sony con PS3 e Nintendo con il suo Wii.
Qualche giorno fa Apple ha richiesto all’Ufficio
Brevetti e Marchi di includere nel proprio brand anche prodotti
correlati ai videogiochi. L’estensione del business
presentata dalla casa di mister Jobs parla di
“unità portatili per l’uso di giochi
elettronici e videogame, apparecchi stand alone per videogiochi, giochi
elettronici con diverso uso di quelli adattati esclusivamente con
apparecchi TV, apparecchi da gioco LCD, ecc”.
Dal
noto sito di settore Gamasutra si legge che Apple ha
recentemente assunto videogame designer ed esperti hardware.
Ma dal colosso statunitense non trapela alcuna dichiarazione ufficiale
e quindi tra i gossip cominciano ad apparire voci di smentita.
Sembra accreditata l’ipotesi che Steve Jobs voglia
riscattarsi della sfortunata esperienza che Apple ebbe nel settore con
la console Pippin. costruita con la giapponese Bandai, anche
perchè il prodotto commercializzato non ebbe alcuna
possibilità di competere con le allora egemoni Playstation,
Nintendo 64 e Sega Saturn. Il risultato fu scadente: venduti circa 50
mila pezzi e pessima figura a livello mondiale.
Sono passati dieci anni da allora ma la casa di Cupertino di certo non
si può dimenticare come allora venne schiacciata dalla
concorrenza di Sony e di Nintendo segnando uno di quei record che Jobs
ama tanto: top 25 tra i prodotti tecnologici peggiori.
L'avventura di Pippin (il nome di una varietà di mele),
prende avvio al principio degli anni '90 quando il mercato delle
console da gioco (su tutte la Nintendo e Sega), è in piena
espansione. A Cupertino comprendono che si tratta di un settore vasto e
dai profitti enormi, in cui la Apple può e deve inserirsi,
essendone completamente tagliata fuori. Eppure, il progetto sembra non
decollare: anzi, langue.
La
console è annunciata ufficialmente verso la fine del 1994.
Contrariamente a come si era sempre fatto, Pippin sbarca prima in
Giappone, nel 1995, e poco dopo arriva anche negli U.S.A. (ad un costo
di circa 600$).
Il prodotto appare viziato da rigidità (il provider
imposto), e incongruenze (tastiera venduta a parte). La sua
limitata memoria, rende arduo utilizzare Netscape 2.0
assieme a Java. Vero è che la si può espandere,
con "tagli" da 2, 4 e 8 MB, ma non è una soluzione
soddisfacente. Il sistema operativo usato (una versione "leggera" di
Mac OS), crea grosse aspettative negli acquirenti, che immaginano di
acquistare un piccolo computer. Ma così non è.
Certo nel 1995 Apple non era l'azienda che è oggi, con il
successo incredibile e con l'appeal legato alla mela morsicata del
carismatico Jobs.
E’ quindi probabile che imboccare la strada dei
videogames ormai non sia più un impresa impossibile
anche se mettere in campo una console in grado di competere con
Playstation 3 e Xbox 360 sul piano tecnico richiede un notevole
dispendio in termini di risorse e di tempo di progettazione,
più facile sarebbe invece competere con Nintendo Wii sul
piano dell'innovazione, ma anche qui poi si riproporrebbe il problema
di titoli in grado di supportare l'eventuale console.
Infatti è tutto da capire il coinvolgimento di Apple nel
progetto "iGame": se è da intendersi come un probabile
interesse di Apple verso i dispositivi di gioco mobili, sulla
scia del Nintendo DS e della PSP, e quindi fare concorrenza
alla Nintendo, Sony e Microsoft con una vera e propria console, oppure
se nel giro di qualche mese uscirà semplicemente una nuova
versione di iPhone o di iPod più orientata ai videogame di
quelle attuali.
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