Dopo il successo riscosso dal Conan il barbaro nell’immaginario collettivo, era prevedibile l’uscita di un videogame che rende omaggio al mondo fantasy in cui si muove il celebre personaggio.
Si tratta di “Age of Conan”, un Multiplayer Online RPG per X-box, nel quale tuttavia non si può vestire i panni di Conan, il cui personaggio ispira soltanto il contesto del gioco.
Prima di giocare infatti si utilizza un editor con il quale l’utente può crearsi il proprio personaggio rendendolo se vuole simile al famoso barbaro, scegliendone le fattezze, le armi e l’etnia.
Vi sono infatti gli Aquiloniani (simili di aspetto a Greci e Romani), gli Stigiani (che assomigliano agli Egiziani) ed ovviamente i Cimmeriani, il popolo dal quale proviene Conan, simile per aspetto alle popolazioni celtiche dell’Europa del nord.
Scelta la razza, il personaggio può essere arricchito in vari modi: colore dei capelli e degli occhi, carnagione, tatuaggi e piercing potranno rendere il vostro guerriero originale e distinguibile da quelli degli altri utenti che giocheranno con voi.
Per i più pigri esiste inoltre l’opzione random che sfornerà automaticamente il personaggio bello e finito.
Il gioco inizia all’interno della prigione di un galeone, da cui si dovrà fuggire per poi ritrovarsi su una spiaggia che sarà il punto di partenza dell’avventura.
Il gioco multiplayer consente l’interazione con altri utenti, con i quali si può allearsi oppure combattere in un’area di oltre 500 chilometri quadrati.
La verietà di armi è enorme, si va dalle spade alle asce, senza contare gli archi e le balestre. Vi è inoltre la possibilità di forgiarsi le proprie armi facendo acquisire al proprio personaggio l’abilità del fabbro.
L’iper-realismo rende il combattimento crudo e violento, proprio come nei due film dedicati a Conan, con Arnold Schwarzenegger.
Non mancano infatti tagli di arti e teste, morti per dissanguamento e mostri assetati di sangue pronti a scuoiare chiunque gli si pari davanti.
Tuttavia, nel gioco non vige l’anarchia totale e le missioni da completare per accedere a varie zone sono frequenti. In ogni modo gli imprevisti e i diversivi rendono il gioco particolarmente piacevole.
Basti pensare alla possibilità di attaccare rissa nelle taverne e la costruzione di vere e proprie fortezze per difendersi dal nemico.
Inoltre vi sono alcuni effetti speciali alquanto realistici, basti pensare alle sbornie che rendono il personaggio lento di riflessi e meno sensibile ai colpi subiti.
Probabilmente il gioco deluderà chi si aspetta di trovare in esso il personaggio di Conan, ma sarà un vero e proprio must per coloro che vogliono rivivere in formato videogame le stesse avventure cupe e sanguinarie di cui il famoso barbaro è protagonista.
Conan è nato nel 1936 dalla penna di Robert Ervin Howard, iniziatore del genere heroic-fantasy.
Il personaggio letterario si presenta come un barbaro coraggioso e poco amante del meschino atteggiamento dell’uomo civilizzato, avvezzo alle comodità e all’egoismo.
La stessa filosofia traspira dal fumetto, edito dalla Marvel negli anni ’70 e protagonista di un discreto successo, tanto da eguagliare perfino l’Uomo Ragno in quanto a popolarità.
Nel 1981 arriva il primo film diretto da John Milius, “Conan il barbaro” che vede il protagonista a caccia della setta Tulsa Doom, colpevole di aver sterminato la sua famiglia.
Il film è un discreto successo, benché inizialmente tacciato di misoginia, individualismo anarchico e razzismo (basti pensare che il cattivo è un uomo di colore).
Tre anni dopo esce il sequel, “Conan, il distruttore” di Richard Fleischer, un vero e proprio flop, nonostante un cast dai nomi importanti, tra cui Grace Jones.
Nello stesso periodo esce addirittura un cartone animato che stravolge l’attitudine del personaggio, per renderlo visibile anche ai bambini in tenera età.
Il tutto con ovvia indignazione da parte dei veri estimatori del feroce barbaro tagliatore di teste, trasformato in un pupazzone sempre con il sorriso sulle labbra e con la battuta pronta.
Tale stravolgimento ha però contribuito a rendere il personaggio ancora più conosciuto, visto che la sua fama ha raggiunto perfino i bambini.
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