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Genio e sregolatezza nello sport

Il licenziamento di Laure Manaudou è uno dei tanti esempi di atleti che fanno scalpore per il loro atteggiamento senza regole: dai casi di sportivi che possono ravvedersi a quelli più eclatanti di atleti che hanno gettato al vento la propria carriera

Nelle cronache sportive non mancano gli esempi di atleti amanti di sesso e alcool o del puro divertimento oltre che dello sport, che hanno fatto notizia per il loro comportamento eccessivo o semplicemente capriccioso.

L’ultimo episodio è quello di Laure Manaudou, cacciata in questi giorni dalla società italiana LaPresse a causa del suo scarso impegno durante gli Open di Parigi e del suo atteggiamento poco professionale.
La scorsa primavera la nuotatrice francese aveva deciso di abbandonare la sua patria e il suo allenatore Philippe Lucas e di trasferirsi in Italia, vicino al fidanzato Luca Manin.
Qui era stata accolta dalla società sportiva di Torino, la stessa dove nuota anche Manin.
Ma dopo tre mesi l’idillio è finito.
Marco Durante, presidente della società, stanco delle sue continue intemperanze, le ha suggerito di “trovarsi un altro club”, lasciando aperta la possibilità di darle un’altra occasione, solo nel caso in cui la Manaudou si renda conto di aver sbagliato e di doversi allenare più seriamente, senza altri colpi di testa, perché “nello sport ad alti livelli servono regole, regole e ancora regole”.
In particolare Durante l’ha criticata per il suo comportamento agli Open di Parigi, durante i quali non ha svolto il riscaldamento prima della gara e non ha voluto partecipare alla staffetta, preferendo rimanere sugli spalti a ridere e scherzare.
Paolo Penso
, l’allenatore italiano, ha dichiarato: “i primi tre mesi servivano per conoscerci, ma ora si passa al lavoro serio e se non ha voglia di impegnarsi allora c'è un problema grosso”.
Invece i francesi, che tre mesi fa l’avevano accusata di tradimento, sono pronti a perdonare la sua fuga amorosa e a darle il loro appoggio perché la bella nuotatrice torni a prepararsi per le Olimpiadi di Pechino.
Vedremo cosa succederà…

Nella storia del nuoto mondiale sono comunque molti i casi di atleti eccentrici che hanno dato scandalo per il loro comportamento non sempre professionale e spesso fuori degli schemi: pare che Johnny Weissmuller, primo uomo a scendere sotto il minuto nei 100 metri, solitamente si calasse il costume durante il suo show acquatico per mostrare il suo “tesoro” nascosto; Dawn Fraser, vincitrice nei 100 metri stile libero nelle Olimpiadi dal 1956 al 1964, fu sorpresa a spassarsela con i marinai russi e a Tokyo su arrestata per la sua esuberanza; Eleanor Holm fu cacciata dalla squadra americana perché scoperta in “bagordi, sesso e champagne” durante il viaggio in nave verso le Olimpiadi di Berlino nel 1936.
Erano altri tempi e si gridava allo scandalo anche per atteggiamenti che oggi non farebbero tanto scalpore, ma ciò nonostante in ogni epoca si trovano sportivi trasgressivi.
E non solo nel nuoto.

Molti dei migliori calciatori di tutti i tempi hanno letteralmente rovinato la propria vita fra alcool e droghe: Diego Armando Maratona, dopo la squalifica nel 1991 per positività alla cocaina, è entrato in un vortice tra abuso di sigari, alcool e alimentazione disordinata, di cui ancora oggi sta pagando le conseguenze; George Best ha invece pagato con la vita i suoi eccessi con l’alcool.
Senza arrivare a questi casi estremi, anche in questi giorni ci sono sportivi che fanno notizia per le loro sbronze: a luglio 6 calciatori della nazionale cilena sono stati squalificati per 20 giornate a testa delle partite in Nazionale, dopo che, ubriachi, hanno devastato le stanze dell’albergo dove alloggiavano durante la Copa America; il 6 agosto Rafer Alston, playmaker degli Houston Rockets e leggenda attuale dell’Nba, dopo una serata in giro per locali a Houston si è fatto coinvolgere in una rissa, è stato arrestato ed accusato di ubriachezza molesta.
E c’è un sito sportivo americano che ha lanciato una particolare iniziativa, chiedendo ai propri lettori di inviare foto di star di football americano, baseball e basket, incontrate nei locali, in evidente stato di ebbrezza o almeno con un boccale di birra in mano.
E la galleria fotografica è sempre più ampia.

Campioni non solo sul terreno di gioco, ma anche nelle sregolatezze.
Paragonata a tanti casi estremi, la situazione di Laure Manaudou non sembra così grave e può esser considerata la semplice bravata di una ragazza di 20 anni, che ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a conquistare un posto nello star system sportivo e ora vorrebbe avere il tempo per divertirsi.
Ma viene da chiedersi: tutti questi sportivi che vengono pagati milioni di euro hanno diritto ogni tanto ad uscire fuori dagli schemi, senza però eccedere e arrivare a situazioni di non ritorno, o dovrebbero pensare solo a migliorarsi nello sport di cui sono grandi campioni senza superare mai il limite, seguendo sempre le regole rigide che la loro attività richiede e mantenendo l’immagine di persone perbene che tutti si aspettano?

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