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Capoeira: il lato pericoloso dell' armonia

La capoeira non è, come molti pensano, una danza acrobatica; al contrario è una vera e propria lotta che fa della delicatezza, dell'armonia e della spettacolarità dei movimenti il suo punto di forza


Diffusa e ammirata oggi anche tra gli Europei, la capoeira suscita fascino e curiosità nello spettatore che si trova ad osservare uno spettacolo ibrido tra danza ed arti marziali. Sembra impossibile ma per molto tempo questa pratica, nel paese in cui si sviluppò, fu dichiarata fuorilegge e praticata in clandestinità soprattutto da persone di strada. In Brasile fu, per lungo tempo, un segno distintivo dei "delinquenti di strada", capoeiros tenuti sotto controllo dalla polizia; una fama oltremodo negativa per questa pratica nata ai tempi del colonialismo, quando gli africani in Brasile venivano schiavizzati da portoghesi e olandesi.

Per molti aspetti, in diversi periodi, la capoeira fu osteggiata e vietata. Tra il 1500 e il 1600, gli schiavi africani venivano impiegati soprattutto nelle miniere, costretti a ritmi di lavoro massacrati e a condizioni di vita bestiali; per risollevarsi da questa condizione, così come i neri d' America scoprirono il sostegno spirituale del blues, gli schiavi brasiliani generarono la capoeira. Si pensa che all' inizio le tecniche di lotta tipiche di alcune zone dell' Africa venissero dissimulate da questi schiavi con l' apparenza di una danza per evitare che i padroni, sempre vigili, si rendessero conto della loro volontà a non sottomettersi. Ma nonostante l' apparenza innocua, la capoeira risultava sempre un motivo di aggregazione e per questo poco tollerata, fino al divieto di praticarla.

Nel 1888 toccò allo schiavismo venire messo al bando ma questo non liberò gli schiavi. Alle difficoltà di integrazione sociale si aggiunse la diffidenza nei loro confronti e nella capoeira che finì per essere praticata da gruppi di capoeiros, figli della strada ed emarginati dalla società che la usarono spesso anche in modo violento ed aggressivo.

Nel 1892 una legge nazionale ne proibì la pratica ma questo non impedì,a ncora, l'aggregazione: soprattutto nacquero delle sorte di scuole dove il mestre, il maestro, insegnava agli alunni fino a formarne nuovi "trenel" o professori. Nel 1930 tutto ciò arrivò all' occhio dell'allora dittatore Vargas: due anni dopo aprì la prima accademia ufficiale gestita da mestre Bimba che riscattò secoli di diffidenza e clandestinità dando alla capoeira il nome di Lotta Regionale di Bahia. Nel 1974, la capoeira è stata dichiarata sport nazionale del Brasile.

Stili

I due stili della capoeira sono l' Angola e il Regional e si differenziano anche nell'abbigliamento. Il primo si distingue per un tribalismo più accentuato dove i due contendenti giocano soprattutto di astuzia; i colori predominanti degli Abadà, i pantaloni tipici, sono il bianco, il giallo e il nero.

Il secondo stile, perfezionato dal già citato mestre Bimba nella sua accademia, scopre e utilizza nuovi elementi portati sia da arti marziali differenti sia da movimenti di danza appositamente creati per integrarsi all' insieme; il colore unico è il bianco. Ad oggi comunque esistono molti stili differenti minori. La musica è comunque l'elemento indispensabile alla pratica, espressa attraverso l' uso del berimbau, strumento a percussione di origine africana, ai tempi dell' illegalità considerato anche come una pericolosa arma e anch' esso vietato. Con il berimbau si dettano anche le regole del gioco: la musica chiama i partecipanti, anche il pubblico della roda, la cerchia di persone che racchiude i due contendenti. Il berimbau stoppa il combattimento, ne aumenta il ritmo o lo rallenta per permettere uno scambio dei lottatori senza spezzare l'incontro. Generalmente la lotta non contempla un contatto fisico, anche se ci sono alcune scuole dove le tecniche insegnate necessitano di un contatto tra i due combattenti.

Capoeira in Italia

Nel nostro Paese esiste una Federazione Italiana Capoeira, riconosciuta ufficialmente negli anni Novanta. A questo indirizzo internet invece è possibile accedere ad una lista che presenta le scuole e i gruppi di capoeira presenti in Italia. Molte delle scuole italiane sono gestite da mestre brasiliani e contra-mestre italiani e formano, nel corso degli anni, nuove figure di riferimento nell'ambito della capoeira nazionale. Gli eventi più importanti organizzati dalle scuole sono i "batizado", l'assegnazione dei titoli di merito agli allievi. Corsi minori ma pur sempre utili ed affascinanti per avvicinarsi al mondo dell 'armonica lotta brasiliana, vengono spesso messi a disposizione nei centro sociali e di aggregazione, dove comunque lo spazio a disposizione è notevole e si ritrova in un certo qual modo, quello spirito di comunione dal sapore sottilmente clandestino che regala un brivido in più allo spettatore nel roda.

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