La
scorsa domenica, dopo la partita Fiorentina-Inter è successo
qualcosa sul campo che ha colpito positivamente sia l'opinione pubblica
che i dirigenti del calcio.
I giocatori viola, dopo il fischio finale, non sono
corsi subito negli spogliatoi, ma, nonostante la sconfitta, hanno
aspettato gli avversari per salutarli e applaudirli.
Un gesto di fair play che raramente si vede sui
campi di calcio (mentre avviene di norma nel rugby) e che adesso si
vuole estendere a tutto il campionato.
La società viola ha scelto di attuare questa iniziativa
nell'ambito del progetto “Viola Fair”, che
premierà anche i tifosi che si comportano correttamente
sugli spalti.
Senza dubbio un'iniziativa lodevole per contrastare la
violenza che troppo spesso caratterizza gli stadi calcistici.
Secondo Giovanna Melandri, Ministro per le
Politiche giovanili e le Attività sportive, “
l'iniziativa promossa dalla Fiorentina di sperimentare il 'terzo tempo'
al termine del confronto con l'Inter è un atto di
fair play bello ed apprezzabile, mutuato da altri sport da moltiplicare
e, se possibile, rendere permanente”.
E questa
idea (o forse il riscontro positivo che ha avuto a fine giornata)
è piaciuta talmente tanto alla Lega Calcio,
che è stato deciso di introdurla da gennaio, dopo la pausa
natalizia, su tutti i campi di calcio alla fine delle partite,
rendendola una cerimonia di chiusura che possa essere un
esempio di civiltà per tutti.
Sicuramente il gesto della Fiorentina è piaciuto a tutti, ma
la questione si sposta ora su un altro punto: è giusto obbligare
le società calcistiche a fare questa
“cerimonia” conclusiva oppure dovrebbe essere un gesto
spontaneo, scelto liberamente da dirigenti e giocatori delle
singole squadre?
In
molti infatti si sono espressi positivamente sul gesto, dichiarandosi
però contrari all'imposizione.
Bedy Moratti, sorella del presidente dell'Inter, ha
così commentato la scelta dei viola: “è
stato bello vedere a fine gara i giocatori della Fiorentina attendere i
colleghi dell'Inter per stringergli la mano. Ma non credo che una cosa
simile possa essere possibile a Milano. A San Siro basta un rigore, una
decisione dubbia per scatenare reazioni, mettere in pratica il
cerimoniale del terzo tempo come nel rugby diventerebbe
complicato”.
Anche Marcello Lippi si dichiara scettico sul
rendere questo gesto obbligatorio: “gli applausi verso gli
avversari in campo, anche se sono risultati vincitori, devono essere
sentiti dalla coscienza di ogni singolo calciatore e non imposti
dall'alto”.
E su
questa linea si sono schierati molti altri rappresentanti del calcio.
Il tecnico dell'Udinese, Pierpaolo Marino, ha
dichiarato: “il 'terzo tempo' è un'iniziativa
lodevole. Anche se personalmente preferirei che queste manifestazioni
avvenissero in modo spontaneo, senza imposizioni e obblighi”.
Gianluigi Buffon
concorda: “ a livello educativo credo sia più che
giusto farlo, però sarebbe dovuta essere un'iniziativa
spontanea, come domenica a Firenze, e non un'imposizione delle
istituzioni”.
Anche Roberto Mancini ritiene che dovrebbe essere
una libera scelta, perché “magari uno a
fine gara potrebbe essere nervoso perché ha perso e potrebbe
farlo contro voglia”.
Delio Rossi, l'allenatore della Lazio, preferirebbe
lasciare la libertà di scelta: “non trovo giusto
il fatto che venga deciso dall'alto, meglio l'iniziativa dei giocatori,
anche di un singolo”.
Mentre
sul fronte romanista, Luciano Spalletti si dichiara
favorevole: “il terzo tempo obbligatorio? Ottima
idea”, perché ritiene che sia essenziale
“mandare un bel messaggio di intesa, persuasivo verso chi ci
vede”, anche se sottolinea che “bisogna sentirlo
dentro”. Però tutto sommato non è
contrario all'idea della Lega di renderlo obbligatorio.
E voi cosa ne pensate?
È giusto imporre ai giocatori questo saluto alla fine di una
partita oppure in questo modo risulterebbe troppo forzato e perderebbe
quella spontaneità che ha contraddistinto la scelta della
Fiorentina?
Commenti dal 1 al 3
(3)
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madonna ragazzi
A adesso si che finirà la violenza. Sai che palle dopo 90 minuti mettersi a scambiare bacetti e abbracci...povera italia mamma mia, sempre peggio.
L'alternativa a sbattere e murare vivi gli ultras in carcere è il terzo tempo..che tristezza.
Locicero
io sono d'accordo con il giocatore della nostra nazionale di rugby: "se non è spontaneo non serve a niente".
terzo tempo obbligatorio
Ormai, fatta la proposta, va reso obbligatorio. Se alcune squadre lo facessero ed altre no, diventerebbe una nuova "scusa" per far scoppiare un putiferio sugli spalti..intelligenti sti calciatori..che bella zappata sulle palle (da calcio ovviamente).