Home » Sport » Calcio » Partite di calcio e diritti televisivi

Partite di calcio e diritti televisivi

Dalla prossima stagione il weekend calcistico di serie A si dovrebbe ulteriormente frantumare per raccogliere maggiore ascolti. E' l'ora del calcio spezzatino?

partita di calcioDall’avvento della tv a pagamento nel sistema calcio sono cambiate molte cose per i fruitori del nostro sport nazionale. Modalità e tempistiche sono state rivoluzionate seguendo gli interessi dei principali attori coinvolti nella faccenda (società e tv in primis, meno calciatori e tifosi).
Dalla fusione di Tele + e strema nel monopolio satellitare Sky si è data la possibilità all’utente di poter comprare il pacchetto calcio senza dover scegliere la sottoscrizione delle partite di una singola squadra come era in passato. Ora il passaggio della piattaforma di Murdoch prevede che accanto ai due anticipi al sabato (alle 18 e alle 20,30) e al posticipo la domenica sera (20.30) già presenti oggi, ci sia una partita a mezzogiorno la domenica, un’altra il lunedì sera (il celebre “Monday night” alle 21.15) e flessibilità negli orari in caso di turni infrasettimanali (come è già successo quest’anno con il derby Lazio-Roma programmato all’orario “spagnolo” delle 21,15).

In pratica dovrebbe  così nascere dalla stagione 2008-2009 quello che è stato subito ribattezzato il calcio-spezzatino: i nuovi padroni del calcio hanno deciso di farci fare indigestione di pallone, facendocelo sorbire dalla mattina alla sera e togliendoci quel desiderio che ci faceva stare in ansia per tutta la settimana in attesa del fischio dell’arbitro alle 15 della domenica.
Il calcio non è più uno sport, ma un giro di affari da un miliardo di euro l’anno. L’obiettivo dichiarato è di far vedere ogni partita al tifoso della propria squadra, facendo in modo che se uno spegne la tv, un tifoso di un’altra squadra la accende, tenendo un'audience costantemente alta.
C’ è da ricordare che nel 2010 i dritti tv del calcio ritorneranno alla vendita collettiva.
martedì championsNon si sono fatti attendere i giudizi delle parti in causa. Secondo il presidente della Lega, Antonio Matarrese "la partita a mezzogiorno della domenica è un'opportunità. Stiamo ragionando anche sul monday-night, la partita il lunedì sera: per noi si possono fare entrambi a partire dal prossimo agosto”. E sul problema dei diritti in chiaro, pilastro della mutualità (andranno tutti alla B), ma che per ora non interessano a nessuno, dato che non ci sono acquirenti, chiosa: "Stiamo lavorando anche in questo senso per aumentare l'appetibilità del prodotto".

Più diretto il vicepresidente vicario del Milan ed ex presidente di Lega, Adriano Galliani che punta il dito sui giornalisti, che definisce in modo colorito: «Tipi da spiaggia, perché un giorno leggi come sono bravi gli inglesi, che sanno vendere il loro prodotto a un milione di euro, mentre gli italiani non sono capaci. Poi, quando diversifichi giorni e orari, qualche giornale parla di spezzatino televisivo. Dovete solo mettervi d’accordo, perché non si possono fare entrambe le cose. È come quando in prima pagina si invocano i bilanci sani senza spendere molti soldi e poi nelle pagine interne si chiede perché non si compra un giocatore. In Inghilterra giocano di sabato, domenica a mezzogiorno, di pomeriggio, il lunedì, a Natale e a Capodanno, ottimizzando i ricavi, e nessuno si lamenta. In Italia, invece, lo chiamate spezzatino».
calcio in tvGià l’Inghilterra. In molti hanno evocato il modello inglese come panacea di tutti i mali del calcio italico. Questa in breve la triplice spartizione dei diritti tv oltremanica: 50% in parti uguali tra le partecipanti, 25% in base alla classifica finale, con la prima classificata che guadagna 20 volte più dell’ultima, e 25% a seconda di quante partite della singola squadra vengono trasmesse in televisione.

Così il divario tra “grandi” e “piccoli” club è quantificabile in 1 a 4 a favore dei club più prestigiosi. In Italia era sbilanciato in 1 a 7 e per questo, su spinta del ministro per lo Sport, Giovanna Melandri, è stato approvato un decreto legislativo che ha riportato alla vendita collettiva dei diritti tv e non più alla vendita singola.
Qui però si inserisce l’altro annoso problema italiano: gli stadi. Sempre ponendo a modello la Premiere Legue, non si può attuare una rivoluzione televisiva del calcio e poi lasciare gli stadi nella fatiscenza, nell’insicurezza e nella scomodità più totale.
Intanto potremmo avere un quadro più chiaro della situazione a fine anno quando la prima sperimentazione della spartizione in tv sulla serie C avrà fatto il suo primo corso: dal 22 marzo infatti alcune partite vengono trasmesse alle 12.10 su Rai SportSat.

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

Commenti dal 1 al 2
(2)

Death in Fire martedì, 8 luglio 2008

Esaltati

Ma basta con questo Gioco...quando inizia il campionato (e nn solo) nn c'è una trasmissione o un ora dove nn si parli di questa cacca...giocatori ke sembano dei, pagati solo xkè rincorrono un pallone e mettono la loro faccia da culo in qualcke trasmissione TV, poi cosa fanno a fare quelle trasmissioni Tv come ad esmpio Contro campo? dicono sempre le solite pifferate: Vogliamo 1000 arbitri, 15000 video camere; oppure: era fuorigioco? era Fallo? La partita è finita ciccio ormai cosa ne discuti a fare?!!!!!!!...

n° 2
ridicolo lunedì, 31 marzo 2008

che ridicolo

"gnegne gne come l'inghilterra"
Ma matarrese, Galliani.... Buttatevi da un ponte, teste vuote che non siete altro.

n° 1
Chiudi
Aggiungi un commento a Partite di calcio e diritti televisivi...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori