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Genoa-Milan: stadio chiuso ai rossoneri

Inizia il campionato di calcio 2007-2008 e già si parla di possibili scontri tra tifoserie. Genoa-Milan a rischio: stadio off limit per i tifosi rossoneri

Fischio d’inizio per il campionato di calcio.
Sabato partirà ufficialmente il nuovo campionato di Serie A con gli anticipi Lazio-Torino e Juventus-Livorno e già fanno scalpore le prime decisioni per contrastare gli scontri negli stadi.

Il prefetto di Genova, Giuseppe Romano, ha deciso, dopo una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, di chiudere lo stadio di Genova ai tifosi del Milan per la prima partita che si disputerà domenica.
Genoa-Milan è considerata una partita a rischio.
Queste due squadre non si incontrano su un campo di calcio da 12 anni: da quel lontano 29 gennaio 1995, durante il quale il tifoso milanista Simone Barbaglia accoltellò a morte il tifoso genoano Vincenzo Spagnolo.
I supporter del Genoa non hanno dimenticato e minacciano vendetta.
E quindi si preferisce tener fuori i tifosi rossoneri, per prevenire qualsiasi possibile scontro.

I tagliandi per la partita saranno venduti in una sola biglietteria nei pressi dello stadio.
Ogni tifoso potrà acquistare un solo tagliando mostrando la carta d’identità.
Quindi teoricamente anche i tifosi del Milan potranno comprare i biglietti recandosi a Genova. Ma difficilmente potranno organizzarsi in gruppi per assistere alla partita. Anche perché i tagliandi non saranno venduti nella giornata di domenica, prima dell’incontro.
E il settore per gli ospiti, con i suoi 2.080 posti, resterà vuoto.
La decisione è stata presa dopo la comparsa su alcuni muri nelle vicinanze dello stadio di frasi “inquietanti” su una possibile vendetta e dopo i “farneticanti messaggi in rete che avevano contribuito a creare un’atmosfera preoccupante”.
Insomma, di fronte alla possibilità di uno scontro tra le due tifoserie, l’unica soluzione è chiudere la curva agli ospiti.
Ma è giusto? Non è possibile trovare altre alternative?
Questa decisione è considerata una sconfitta dallo stesso prefetto, che ha affermato: “tra due mali, tenere lontano i rossoneri o accettare l’eventualità di scontri, abbiamo dovuto scegliere quello minore”.

E nel mondo del calcio sembrano essere tutti d’accordo che questa sia una disfatta a tutti gli effetti per la lotta alla violenza negli stadi.
L’idea di prevenire invece che curare non convince, perché così gli unici vincitori risultano essere quelle persone che si recano allo stadio solo per creare disordini.
“E’ una misura di sicurezza preventiva, però assomiglia tanto a una resa anticipata”, scrive oggi sul quotidiano La Repubblica Maurizio Crosetti, “la paura è più forte del diritto alla sicurezza. La partita contro i violenti non si gioca perché è meglio non giocarla, perché si rischierebbe di perderla e dunque si è già persa”.
“Era l’occasione per assistere a una grande festa del calcio”, sostiene Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio, “protagoniste due tra le società più antiche e gloriose”.
Ma così non sarà. La partita si disputerà senza dare la possibilità ai tifosi rossoneri di supportare la loro squadra.
Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ha così commentato questa notizia: “è doloroso e malinconico che a dodici anni di distanza non ci sia il clima utile per fare disputare una partita di calcio”.
Anche il padre di Vincenzo Spagnolo si è sentito chiamato in causa ed è intervenuto, opponendosi chiaramente alla possibilità di una vendetta: “Non voglio altro dolore, non voglio altra violenza. Mi aspetto una lezione di civiltà”.

Non sappiamo se queste minacce di vendetta si sarebbero trasformate sul serio in scontri inevitabili o se invece i supporter del Genoa avrebbero dato al mondo del calcio una lezione di civiltà, ma l’unica cosa certa è che i club di tifosi del Milan non potranno andare allo stadio ad assistere all’avvio del campionato.
Ed ora c’è da chiedersi: questa decisione diventerà un esempio per le prossime partite a rischio o sarà solo un caso isolato?
Ed è giusto che un presunto scontro condizioni in questo modo lo svolgimento di un incontro sportivo?
Se il buongiorno si vede dal mattino, il campionato non inizia certo nel migliore dei modi.
Non ci resta che sperare che le prossime partite si svolgano senza ulteriori contrasti.

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Commenti dal 1 al 2
(2)

Piry giovedì, 23 agosto 2007

che schifo!!!

ha ragione crosetti
ma non possono fare + controlli invece d impedire ai tifosi di seguire la loro squadra in trasferta?!?!?

n° 2
tifoso romanista giovedì, 23 agosto 2007

w il calcio senza violenza

che tristezza
il campionato ancora non è iniziato e già si parla di violenza negli stadi
e ancora più triste pensare che son passati 12 anni ma la voglia di vendetta non è passata
non è con la vendetta che si risolvono le cose

n° 1
Daniele giovedì, 23 agosto 2007

Re: w il calcio senza violenza

> che tristezza
> il campionato ancora non è iniziato e già si parla
> di violenza negli stadi
> e ancora più triste pensare che son passati 12 anni
> ma la voglia di vendetta non è passata
> non è con la vendetta che si risolvono le cose

Dovrebbe cambiare la mentalità di certa gente.

Non è giusto che per il comportamento di poche persone ne
vengano penalizzate la maggior parte!

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