Duecento reti. dal 19 settembre 1993, quando in un Juventus-Reggiana, finita 4-0, Alex del Piero segnò il suo primo gol. Reti di tutte le specie. Quasi sempre straordinarie. Di un repertorio esclusivo. Come il gol al River Plate nell'Intecontinentale vinta a Tokyo il 26 novembre 1996. Porta alle spalle, girata e gol da posizione impossibile. Oppure come la rete di tacco al Borussia Dortmund del 28 maggio 1997. Replicata il 4 luglio scorso, ma con la maglia della Nazionale: stesso stadio, stessa porta, stesso angolo. Bella, indimenticabile, proprio come la numero 200. Lontana dai teatri della serie A, dove uno come Del Piero manca tanto. Una nuova firma, un nuovo sigiillo dell'ultima bandiera della Juve.
Alessandro Del Piero è nato a Conegliano Veneto il 9 novembre 1974. Giunge diciannovenne alla Juventus, proveniente dal Padova e, oltre a debuttare in Serie A, conduce la formazione Primavera al titolo nazionale e alla vittoria nel Torneo di Viareggio. Da tempo si parlava di lui come di uno dei migliori talenti del calcio italiano e tale si sarebbe presto confermato.
Del Piero, con il passare del tempo, si ritaglia uno spazio sempre più importante nel club bianconero, tanto da essere preferito a Roberto Baggio nella squadra che di lì a pochi anni vincerà tutto. La ciliegina sulla torta arriva a Tokyo, nel 1996, quando una perla di Alex regala alla Juventus la Coppa Intercontinentale nella finale contro il River Plate. I primi anni in bianconero sono strepitosi: Alex si irrobustisce fisicamente ed abbina alla sua tecnica sopraffina, la potenza e la velocità giuste per emergere nel calcio moderno. L'Avvocato Gianni Agnelli lo soprannomina Pinturicchio, e nasce "il gol alla Del Piero", ovvero una pennellata dal vertice sinistro dell'area di rigore che va ad infilarsi nell'angolino alto opposto, con insidiosa traiettoria a spiovere.
Nel novembre 1998 arriva però un grave infortunio al ginocchio e da quel giorno la carriera di Del Piero ha una svolta. Al ritorno sui campi di gioco, dopo nove mesi
, Alex pare infatti aver perso lo smalto migliore e non tutti i colpi gli riescono con la stessa semplicità di prima. Tuttavia la grandezza del giocatore e dell'uomo emerge proprio in questo frangente.
Iil giocatore comprende con intelligenza di dover cambiare le sue caratteristiche di gioco, adattandosi alla nuova situazione.
Del Piero impara ad affermare la propria personalità di leader della squadra, non solo in campo, ma anche fuori, quando l'allenatore gli preferisce qualche compagno più in forma. Anche in maglia azzurra, dove il numero dieci è un simbolo, Alessandro compie un passo indietro a favore di Francesco Totti, scegliendo spesso il numero sette e provando comunque ad essere protagonista, dal primo minuto come a gara in corso. L'aspetto straordinario è che, pur riducendo i minuti giocati, i gol segnati crescono costantemente ed oggi Del Piero è il miglior cannoniere di sempre della storia della Juventus. Sue alcune delle reti più importanti nelle ultime stagioni. I tifosi lo adorano per il suo identificarsi con il club e per la sua immagine di atleta esemplare.
Cosa ne pensate di Alex Del Piero? Campione fuori e dentro il campo?
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