David Trezeguet è un attaccante con qualità realizzative eccezionali. Curiosamente la sua prima squadra professionistica non è stata francese, ma argentina: il Platense. Ha giocato cinque stagioni con il Monaco, prima di firmare nel 2000 per la Juventus, dove è diventato uno dei finalizzatori più micidiali del campionato italiano. Al Mondiale FIFA Under 20 1997 si è piazzato secondo nella classifica marcatori con cinque gol. In seguito ha preso parte a due edizioni della Coppa del Mondo FIFA, nel 1998 e nel 2002. Un suo golden gol in finale contro l'Italia ha regalato alla Francia la vittoria ad Euro 2000. Sebbene lo si debba senza dubbio considerare un titolare, il c.t. Domenech deve ancora trovare il modo di combinarlo al meglio con Thierry Henry. Con la nazionale transalpina ha totalizzato oltre 60 presenze, con una media di circa un gol ogni due partite. È uno dei giocatori più forti nel mondo per capacità di colpire in maniera pulita la sfera ed indirizzarla verso la porta avversaria, in special modo in acrobazia e nel gioco aereo
Kakà è un centrocampista avanzato, giovane, intelligente ed aggressivo, è dotato di una buona tenuta fisica e di straordinarie capacità di controllo della palla in corsa. Trasferitosi dal San Paolo al Milan nel 2003, dopo avere vinto nel 2002 il titolo di miglior giocatore del campionato brasiliano, durante la sua prima stagione in Italia ha subito vinto lo scudetto, dimostrandosi un fuoriclasse anche per capacità di adattamento immediato al calcio europeo. Kaká, pur giovanissimo, ha giocato alcuni scampoli di partita nella fase finale della Coppa del Mondo FIFA 2002 ed in seguito ha segnato il gol della vittoria nella partita di inaugurazione delle qualificazioni alla Coppa del Mondo FIFA 2006. Ha tutte le qualità per diventare uno dei grandi protagonisti del Mondiale tedesco
Fabio Cannavaro è il giocatore con più presenze dell'attuale formazione azzurra e quindi, come vuole la tradizione, è anche il capitano della squadra. Insieme ad Alessandro Nesta e a Gianluigi Buffon cura con la massima attenzione la fase difensiva dell'Italia e ne costituisce un pilastro imprescindibile. Compensa la mancanza di qualche centimetro in altezza con un'eccezionale reattività che gli garantisce un gioco d'anticipo a dir poco portentoso. Aggressivo ed affidabile, ha già partecipato a due edizioni dei Mondiali, nel 1998 e nel 2002.
Dopo aver lasciato la squadra della sua città, nel 1999 ha vinto con il Parma la Coppa Italia e la Coppa UEFA, mentre con la Juventus, club al quale è giunto dopo una contraddittoria esperienza all'Inter, si è esibito su livelli altissimi nel corso delle ultime due stagioni.
Alessandro Nesta è un difensore centrale scuola Lazio
fa parte di quel ristretto gruppo di calciatori della nazionale italiana emersi in giovane età ed approdati immediatamente ai massimi livelli.
Nella Lazio Nesta debutta in Serie A nel 1994 e conquista il titolo di Campione d'Italia Primavera 1994/95, diventando in poco tempo il leader della retroguardia e, dal 1997, il capitano della squadra. Il grande exploit giunge con la vittoria della Coppa delle Coppe 1999 e soprattutto, nel 2000, con la conquista del secondo scudetto nella storia del club biancoceleste, oltre che della Coppa Italia e della Supercoppa Europea. Nell'estate del 2002 passa al Milan ed entra a far parte di una delle difese più titolate di sempre, composta, fra gli altri, da mostri sacri come Paolo Maldini e Marcos Cafu. in coppia con Cannavaro forma la coppia di difensori titolari della nazionale Italiana.
David Beckham rappresenta senza alcun dubbio uno dei giocatori più famosi al mondo. Anni di successi collezionati con il Manchester United insieme ad un'intensa vita sociale gli hanno assicurato un livello molto raro di benessere economico e celebrità, anche prima che entrasse a far parte nel 2003 dei galácticos del Real Madrid.
Beckham è soprattutto un grande professionista, fiero di indossare la fascia di capitano della nazionale inglese.
Non vi sono dubbi sul fatto che negli ultimi dieci anni nessuno nel mondo del calcio sia stato in grado di tirare i calci piazzati meglio di questo giocatore, famoso anche per suoi cross perfetti dalla fascia destra
Andriy Shevchenko nel corso di una strepitosa carriera, ha vinto numerosissimi titoli e riconoscimenti individuali. Anche se parteciperà soltanto adesso, all'età di 30 anni, alla sua prima Coppa del Mondo, la sua classe brilla da tempo sui campi di tutta Europa. All'inizio della carriera ha proiettato la sua prima squadra, la Dinamo Kiev, alla vittoria di cinque campionati nazionali consecutivi, ma a dire il vero il suo talento si rivelò pienamente durante la partita di UEFA Champions League del 1997/98 contro il Barcellona al Camp Nou. La squadra spagnola era largamente favorita e si aspettava una vittoria facile, ma la Dinamo Kiev inflisse ai blaugrana una storica sconfitta per 4-0, con Shevchenko, fino ad allora sconosciuto, autore di una tripletta e protagonista su tutti i giornali. I dirigenti del Milan furono conquistati da quel talento e l'anno successivo ingaggiarono il prodigio ucraino. Sheva si laureò immediatamente capocannoniere della Serie A alla sua primissima stagione, segnando 24 gol.
Gianluca Zambrotta dopo il trasferimento alla Juventus nel 1999, è diventato uno dei migliori giocatori di fascia europei. Ha iniziato la carriera come centrocampista avanzato, per poi trasformarsi in un laterale con compiti più difensivi, solitamente sulla destra, ma all'occorrenza e spesso anche a sinistra. Fa della velocità e del cambio di passo i suoi più conosciuti marchi di fabbrica. Quando è in forma è in grado di dare vitalità a tutta la manovra della squadra
Hernan Crespo è un attaccante argentino di trent'anni. Dopo aver passato la maggior parte delle edizioni della Coppa del Mondo FIFA 1998 e 2002 all'ombra del grande Gabriel Batistuta, Hernan Crespo spera che Germania 2006 si riveli per lui l'opportunità tanto attesa. L'attuale allenatore della nazionale Jose Pekerman ha infatti aperto nuove prospettive al giocatore 30enne, che rappresenta il principale attaccante della squadra argentina. Attualmente gioca nel Chelsea di Abramovich, dopo tanti anni e valanghe di gol in squadre italiane (Parma, Inter e Milan)
Non bellissimi ma geniali:
Zlatan Ibrahimovic è l'uomo dagli scarpini d'oro e sembra aver trovato il tocco di Mida quando si tratta di segnare gol per il suo paese. Finisce sulle prime pagine dei giornali grazie a un colpo di tacco incredibile contro l'Italia agli Europei del 2004, partita in cui la Svezia si conquista il posto ai quarti di finale. Continua a mietere successi arrivando alla fase finale della Coppa del Mondo FIFA 2006 con 8 gol segnati in 10 incontri di qualificazione. Tuttavia, quello che distingue l'attaccante 24enne dai suoi compatrioti è la sua personalità. "Non credo ci sia mai stato un giocatore svedese tanto sicuro di sé come Zlatan", afferma il compagno Niclas Alexandersson.
Segna con la maglia dell'Ajax il gol vincente nelle finali della Coppa d'Olanda del 2002 e pochi si stupiscono quando la Juventus gli propone l' ingaggio. Chiamato da tutti "Zlatan", trova rapidamente il suo posto nella squadra e vince lo scudetto con la Juventus nel 2005 e nel 2006
Ronaldinho dispone di un incredibile talento ed di un controllo di palla quasi soprannaturale. Nonostante ciò è sostanzialmente un ragazzo modesto ed arrossisce ancora quando viene paragonato a Zico o a Pelè. Forse in cuor suo davvero non aspira a diventare una leggenda come i grandi brasiliani Garrincha, Didi o Vavà, ma quel che è certo e che ad ogni partita da lui disputata cresce la sensazione di trovarsi di fronte ad uno dei migliori giocatori che il mondo abbia mai visto all'opera.
Dotato di grande tecnica e di un dribbling ubriacante e mai banale, la stella del Barcellona, e recente pallone d'oro è una scelta forzata di Carlos Alberto Parreira per la squadra brasiliana alla Coppa del Mondo FIFA 2006 in Germania.
Francesco Totti è il capitano e leader della Roma.
In Nazionale maggiore non ha ancora offerto il meglio di sé ed il Mondiale tedesco, messo in dubbio da un grave infortunio occorsogli a febbraio, costituisce senza dubbio l'occasione ideale per farlo. Possiede un istinto naturale nel vedere gli inserimenti dei compagni, dote che lo porta a sorprendere molto spesso i difensori avversari con i suoi lanci e le sue giocate ad effetto, frutto della vista periferica e di un genio naturale.
Per darne un' immagine basti ricordare come spesso mandi in visibilio le platee con deliziosi pallonetti che ormai sono un suo vero e proprio marchio di fabbrica. A tal proposito ne sa qualcosa Edwin Van der Sar, portiere della nazionale olandese che, durante la serie di rigori che ha deciso la semifinale tra gli Orange e gli azzurri ad Euro 2000, è stato beffato da un leggiadro "cucchiaio" dagli undici metri
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Ibra nn è bellissimo???
Ibra è bellissimo! è un figo della miseria ed è il più forte di tutti!!! Come si fa a dire ke Ibra nn è bello????