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20mila persone nude per Spencer Tunick

Nuovo allestimento per il più famoso fotografo di nudi collettivi che batte il precedente record di 7mila nudi


Spencer Tunick, classe 1967, nato a Middletown (Stato del New York ). Probabilmente, il nome non vi dice niente, ma che mi dite delle fotografie pubblicate qui sotto? Sicuramente le avete già viste prima d'ora. Molto probabilmente in rete. O magari in qualche museo di arte contemporanea.

E' proprio lui, il più famoso fotografo di nudo collettivo e artistico al mondo: la sua specialità è appunto creare complesse scenografie, in contesti urbani, rurali o paesaggistici insoliti e curiosi, in cui i veri protagonisti sono i corpi umani, rigorosamente nudi, mostrati così come mamma li ha fatti. Spencer Tunick, regista di queste insolite e controverse composizioni visive, intende celebrare così la bellezza artistica della pura nudità, al di là della taglia, della bellezza fisica o del colore della pelle , quando l'uomo si spoglia degli abiti (e del pudore). Racconta, infatti: " Non è pornografico, non è volgare. E' creare nuove forme con i nostri corpi". Poi parla anche del suo metodo di lavoro, spiegando: "Generalmente lavoro alle prime ore dell'alba perché le persone sono più distese, meno violente, e poi non amo la luce piena del giorno, preferisco colori come il blu inchiostro o il grigio. Per le mie foto non capita mai che selezioni le persone in base a criteri di bellezza fisica , ritraggo solo chi me lo chiede espressamente". L'immagine di bellezza fisica assoluta, infatti, cioè l'idea di corpo perfetto, simmetrico e totalmente privo di difetti, non sembra assolutamente trasparire dalle sue opere se non altro perché i centinaia di corpi fotografati da lontano perdono le loro caratteristiche corporali per acquisire quelle di forme astratte in un paesaggio metropolitano o campestre, diventando parte dell'ambiente circostante.

Nel suo sito web il fotografo raccoglie le immagini e le fotografie scattate nel corso della sua attività. E' stato in tutti i continenti, reclutando migliaia di volontari in oltre 50 città del mondo , per citarne alcune: Montreal, San Pietroburgo, Santiago del Cile, Parigi, Barcellona (dove, tra l'altro, nel giugno 2003 ha fotografato ben 7mila persone, all'epoca stabilendo il suo record personale), Buenos Aires, Londra, New York, Roma (Piazza Navona), Helsinki, Vienna, Lisbona, Melbourne, San Paolo, Buffalo e Caracas. Tunick racconta nel dettaglio anche la lunga battaglia legale affrontata per far valere il proprio diritto di esprimersi artisticamente in base al primo emendamento della costituzione americana. Dal 1992, è stato arrestato per ben cinque volte : persino nella sua terra natale, a New York, dove Rudolph Giuliani, ex sindaco della città, nel 1999 lo fece arrestare per aver fatto distendere 50 corpi nudi a Times Square.

Nonostante queste vicissitudini legali, il pubblico gli è da sempre vicino, tant'è che i modelli reclutati attraverso la rete (per iscriversi al prossimo evento è sufficiente riempire un form presente sul sito indicando i propri dati anagrafici, il paese di residenza e il colore della pelle) non ricevono alcun compenso per il loro "lavoro". Solo l'onore di aver potuto dar vita e aver partecipato, nel proprio piccolo, insieme a tantissime altre persone, ad un'opera di Tunick. Questo mese, esattamente il 6 maggio, a Città del Messico, il fotografo ha battuto il suo precedente record personale conquistato in terra spagnola, riuscendo a fotografare quasi 20 mila persone. Il lavoro è iniziato alle 4.30 del mattino ed è stato filmato in tutte le sue fasi. In giro per il web, si possono già scovare i primi filmati montati, ma in ogni caso il video ufficiale sarà trasmesso da settembre prossimo nel museo dell'Arte e della Scienza dell'Università nazionale autonoma del Messico.

Link utili: www.spencertunick.com

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Commenti dal 1 al 3
(3)

raquel domenica, 19 aprile 2009

'my sense of freedom'

Oggi notte mi è capitato di guardare un documentario su questo fotografo Specer Tunick. Avevo già sentito parlare di lui e personalmente mi sono proprio interessati i suoi progetti e condivido la sua opinione di ciò che dice a riguardo. In fondo o sotto i vestiti, siamo tutti uguali. Le etichette isolano davvero le persone e ognuno vive il suo mondo pieno di eccessi. Spesso la nudità viene considerata una connotazione sporca e sono d'accordo ma se viene utilizzata per volgarità. Invece la nudità di Specer viene utilizzata per la libertà di espressione e per altri fini. Se capitasse di venire qui in Italia, parteciperei molto volentieri per il suo progetto!! XD

n° 3
reeeeeeeeee lunedì, 11 gennaio 2010

R: 'my sense of freedom'

ma che cacataaaaaaaaaaaaaaaa :)

margherita sabato, 26 maggio 2007

a me nn è piaciuto affatto

insomma,io ho 15 anni e capisco abbastamza bene,ma questo a me nn è piaciuto affatto visto che in giro nel mondo nn si fa altro che parlare di cio,si pu anche cambiae argomento no????????quest è solo il mio pensiero!!!megghy

n° 2
Io mercoledì, 23 maggio 2007

leggete

Ma ce la fate????

n° 1
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