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L'Oscar al nudo femminile

Non è una provocazione maschilista, ma una seria iniziativa di un'associazione di giornaliste cinematografiche americane

Il 2006 sta ormai per volgere al termine ed è tempo di bilanci, anche per quelle fabbriche di sogni che sono le case di produzioni cinematografiche.
Solitamente il cinema rinvia tali bilanci ai grandi Festival e alla Notte degli Oscar, ma l’Alliance of Women Film Journalist, un’associazione che raggruppa giornalisti cinematografici di sesso femminile, ha deciso di bruciare tutti sul tempo lanciando dal suo sito internet degli speciali Oscar da destinare al lavoro delle donne nelle produzioni cinematografiche, sia quello che si svolge davanti alla cinepresa, sia quello che avviene dall’altra parte dell’obiettivo.

“Miglior film drammatico fatto da o sulle donne”, “Migliore commedia”, “Migliore sceneggiatura femminile”: sono queste solo alcune delle categorie per le quali sono stati segnalati i titoli.
Vi sono anche categorie più ironiche, come quella destinata all’”attrice che più ha bisogno di un nuovo agente”,  nella quale sono state candidate professioniste del calibro di Nicole Kidman e Uma Thurman.
Ma è senza ironia che è stata creata anche una categoria speciale per la miglior rappresentazione delle nudità femminile.
Nessuno scandalo per un mondo così liberale come quello che ruota intorno alla cinematografia statunitense, ma le giornaliste americane hanno però fatto scelte molto interessanti dal punto di vista della scelta dei titoli.

In concorso c’è infatti il film Borat, che tanto scandalo ha destato nel mondo per il suo linguaggio politicamente scorretto, e nel quale le donne non sono di certo trattate con i guanti bianchi.
Evidentemente le giornaliste statunitensi sono riuscite ad andare oltre l’apparenza e hanno apprezzato il messaggio autentico di tale pellicola.
E chissà se avranno sorriso ad una delle ultime notizie riguardanti la diatriba Borat vs Politicamente corretto: l’attore Sasha Cohen ha infatti voluto la pubblicazione di un libro fotografico nel quale cento modelle hanno posato nude interpretando altrettante donne del Kazakistan, patria del personaggio creato dal comico britannico.
Negli Stati Uniti la vendita nelle librerie è stata osteggiata dai timori puritani dei più, mentre dal paese caucasico si è scomodato addirittura un funzionario statale, il diplomatico Roman Vassilenko, che ha sentenziato: “Il Kazakhistan è un paese morale, nel quale le donne hanno sempre svolto un ruolo importante”.
Se un uomo di stato si mobilita per ribadirlo possiamo immaginare quali ruoli importanti abbia in mente, probabilmente tutti svolti dentro le mura di casa.

Gli altri titoli in gara sono Little Children, un film crudo che parla del dramma della pedofilia nella provincia borghese e perbenista dell’America anni ’50, e che vede un corpo femminile, quello di Kate Winslet, rappresentato nella maturità post- parto e nella naturalezza di atti semplici come quello dell’allattamento.

Il film Sherrybaby ha conquistato la sua nomination per l’interpretazione di Maggie Gyllenhaal, protagonista di realistiche scene di nudo che vedono il suo personaggio compiere il sesso disperato di una diciannovenne eroinomane.

Chiudono il quintetto delle candidature due nudi più “classici”, ma non meno interessanti: quello di Gretchen Mol nei panni dell’icona fetish Betty Page, e quello dell’attrice giapponese Rinko Kikuchi in Babel, che “sveste” i panni di un’adolescente sorda, perennemente in divisa scolastica, per un nudo integrale che svela come i più triti luoghi comuni del feticismo maschile, possano essere riutilizzati per acquisire una normalità che in realtà rompa lo stereotipo.

Una rosa di candidature di tutto rispetto, che inducono, come era l’intenzione di questa associazione cinematografica, a ripensare il ruolo femminile nella società e nella rappresentazione sociale veicolata dall’arte cinematografica, e a prendere atto di come l’emancipazione femminile passi attraverso l’uso consapevole di un corpo liberato da qualsiasi (pre)giudizio, per farlo divenire finalmente un valore.

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Commenti dal 1 al 4
(4)

Giuseppe mercoledì, 20 dicembre 2006

attualità!!!

ma questi sono argomenti di attualità non di sesso!!!!
Quando lo vogliamo capire che la nudità è un fatto naturale e non di per sé "erotico"?

n° 4
eppoi giovedì, 14 dicembre 2006

poi si lamentano

e poi si lamentano della donna-oggetto e che le donne sono trattate come oggetti...

n° 3
manu mercoledì, 13 dicembre 2006

....

Come la foto che pubblicizza l'articolo dico ke l'oscar x il nudo piùbello se lo meriti proprio KATE WINSLET, nn tnt xk sia provocante ocose delgenere,ma x la disinvoltura e la totale mancanza di secondi fini.....CIAO CIAO...passate da me.....

n° 2
0trilly0 mercoledì, 13 dicembre 2006

*

quest cose non fanno altro che remare contro la parità fra i sessi.

n° 1
già giovedì, 14 dicembre 2006

infatti

> quest cose non fanno altro che remare contro la
> parità fra i sessi.

verissimo!!!!

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