C’è chi rimane vergine fino al matrimonio (per scelta o per necessità) e chi si rifà una verginità negli anni (fisica e morale). Chi la vende su Internet per pagarsi gli studi e chi la perde (che brutta parola) senza pensarci troppo su, convinto che il sesso sia bello e che non ci siano troppi motivi per aspettare a goderne le gioie.
Una cosa però è certa e vale per tutti quanti: la verginità e la sua perdita sono uno di quei valori che, li si voglia coltivare o meno, ci fanno pensare, discutere, e molte volte litigare.


Un marito (forse un po’ tonto), accorgendosi la prima notte di nozze che l’amata mogliettina non è poi così illibata come aveva voluto credere, tende a entrare in crisi, ma anche i tanti che a parole parlano di libertà ed emancipazione, al conoscere il numero di amanti avuti dalla propria fidanzata spesso non reggono lo stress.
E ciò ovviamente vale anche per le femminucce, perché dove sta scritto che certe cose non debbano valere anche per gli uomini? Se la verginità è importante lo deve essere per tutti.


Ma quando si è iniziato a discutere di verginità prematrimoniale? E’ sempre stato un “valore” che i sistemi sociali hanno tenuto in considerazione?
Sembrerebbe che civiltà e verginità, almeno a parole, siano strettamente legati.
Le civiltà classiche la consideravano sinonimo di purezza spirituale, e le vergini erano preposte al contatto con il sacro, e tutte le maggiori religioni hanno trasmesso ai propri fedeli dettami molto ferrei al riguardo: dall’induismo al cristianesimo, per arrivare alla religione islamica. Unica deviazione quella ebraica, che ha adottato il suo caratteristico pragmatismo anche alla sfera sessuale, anche se tentazioni sessuofobiche non sono mancate neanche lì.
Questo quello che dicono “i maestri” religiosi e le autorità politiche: ma le persone comuni?
A giudicare da quanto ci riporta la letteratura e le cronache storiche, queste ultime hanno sempre cercato di mediare tra l’ideale e il pratico, e sembra che la passione e le pulsioni abbiano quasi sempre avuto la meglio.
E anche ai nostri giorni, apparentemente così disinibiti e libertari, la conquista di un passaggio dalla verginità alla maturità sessuale non è certo priva di conflitti.


I moniti del Santo Padre all’astinenza sembrano spesso cadere nel vuoto, eppure esiste una realtà di persone che fanno della verginità prematrimoniale, e spesso della totale castità, un valore forte e da rivendicare con orgoglio. Nonché un verbo da diffondere facendo un vero e proprio proselitismo.
Regalando, come fanno negli Stati Uniti i membri dell’associazione SilverRingThing, un anello che diventa così lo status di tutti coloro che sanno dire “no” alle tentazioni della carne.
Sul web è infatti tutto un proliferare di associazioni che cercano di riportare sulla retta via i giovanissimi peccatori, pronti a sbronzarsi e a dire addio alla loro illibatezza, combattendo le tante condotte di vita alternative.


E che dire della nuova “tendenza” sessuale: quella degli Asexual?
Ovvero quell’un per cento della popolazione (i dati certi si hanno però solo per gli abitanti del Regno Unito), che non hanno mai provato il brivido dell’attrazione sessuale.
Asexual che sono diventati presto un modello di vita (esportabile?) e una nuova estetica del sempre più differenziato panorama erotico-feticistico-artistico contemporaneo.
Insomma, impossibile riassumere in un solo articolo gli infiniti spunti di riflessione e di discussione che un tema così complesso, dal punto di vista antropologico, psicologico, filosofico e religioso, è in grado di generare.
Del quale si può anche ridere insieme, guardando le simpatiche liste che alcuni siti internet pubblicano dando informazioni sull’età e sul partner con il quale personaggi famosi del presente e del passato hanno avuto il loro primo rapporto sessuale (senza scordarsi di citare i più famosi verginelli).
Ricordiamo, tra i più famosi “vergini fino alla morte”, Isaac Newton, Immanuel Kant, Cartesio e Giovanna d’Arco.
E tra le più celebri prime copule non possiamo non citare quelle di Lord Gordon Byron (a 9 anni con la tata), di James Joyce (a 14 con un prostituta di Dublino), Jerry Lewis (a 11 anni con una spogliarellista “ingaggiata” dal premuroso padre), Friedrich Nietzsche (a 15 anni con una contessa), John F. Kennedy (a 17 anni in un bordello di Harem), e soprattutto il nostro illustre connazionale Giovanni Jacopo Casanova (che cominciò alla grande a 17 anni con un rapporto a tre in compagnia delle sorelle Nanetta e Marta Sarvorgnan).
Se ne parli, si rida, si discuta e si diano giudizi, solo una cosa non deve mai più essere permessa: che i giudizi morali portino a quegli orrori raggiunti in passato nei confronti di
chi ha fatto scelte diverse riguardo alla propria sessualità rispetto a quanto voleva la società.
Un passato che purtroppo è ancora presente nel nostro mondo, e che dobbiamo, pur nella leggerezza di una discussione da sito internet, ricordare.
Perchè ancora oggi si muore per aver deciso di vivere a piano la propria sessualità. Un destino che ci è ricordato dalla drammatica vicenda di Atefeh Rajabi Sahaaleh, una ragazza iraniana lapidata a 16 anni per un rapporto sessuale con il proprio fidanzato.
E come lei tante, troppe, donne.
Commenti dal 9 al 13
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la verginità... può essere sia un valore ke un pes
Secondo me la verginità può avere entrambi i valori... dipende da cm viene valutato dalla ragazza ke la possiede... ci sn ragazze ke la perdono x moda, x sentirsi cm le altre, x nn sentirsi tagliate fuori dal gruppo oppure sentirsi a disagio quando succede ke un amica parla di cose ke gli sn successe cn il suo ragazzo, magari sn ragazze più grandi ke parlano cn ragazze più piccole... poi c'è ki fa della verginità un principio... Quindi nn bisogn concepire la verginità da un solo lato... ogni cosa a un doppio o molteplice modo di essere vista... Quindi a ognuno la sua!
non è un valore
secondo me questo fatto che la verginità è una "valore" è una cretinata.
Ognuno dovrebbe essere libero di fare sesso come, quando, quanto e con chi gli va.
Se poi a qualcuno non gliene tiene non gliene tiene, ma non tiriamo in ballo le solfe sulla verginità per favore.
Liberi...
Ognuno e libero d fare quello che vuole!Ma il problema è proprio questo: avolte nn si sa ciò che s vuole veramente ma s segue l'istinto, o (peggio) nn s vuole restare l'unico che nn l'abbia fatto! E' la cosa più sbagliata che s possa fare secondo me!Non sono d'accordo che s deve attendere per forza il matrimonio e ne che lo s debba fare appena si ha l'opprtunità!Io credo che nel momento in cui si fa s deve essere consapevoli d ciò che s sta facendo e il motivo!Lasciatevi guidare dall'amore piuttosto che dall'istinto: è molto più bello, anche il sesso!
Re: Liberi...
Sono pienamente d'accordo con te..Oggi si vive in una società fatta di trasgressioni e di persone etichettate tutte allo stesso modo..Bisogna essere sempre se stessi e cercare di vivere l'amore in maniera più sana e tranquilla.
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ank io....
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e stranamente sempre le donne a rimetterci...