Sono lontani i tempi in cui ragazzi e studenti nascondevano sotto il letto le riviste di Playboy per non farsi scoprire.
Adesso in America le pubblicazioni legate al sesso vengono ideate e stampate direttamente nei campus. Ed è subito successo.
Una “moda” che negli ultimi anni sta dilagando negli alloggi di famosi college americani, in alcuni casi con il beneplacito di professori e istituzioni universitarie.
Nelle bacheche universitarie si possono trovare annunci come questo: “Modelli e modelle cercansi per foto di nudo” e sono molte le persone che rispondono e si improvvisano modelli per fotografie erotiche da pubblicare nella rivista del campus. La paga? 200 dollari per un servizio fotografico.
Gli alloggi diventano così set fotografici ufficiali e redazioni, dove tutto viene fatto in assoluta serietà, per creare un prodotto editoriale per nulla volgare.
Riviste porno soft amatoriali, ma con gusto..
E negli ultimi anni le riviste sono aumentate a dismisura: ogni college ha il suo magazine, con caratteristiche specifiche.
La prima rivista è stata Squirm nel 2000, nel college di Vassar, nello stato di New York, incentrata sulle pratiche sadomaso e la storia del preservativo.
Poi ne sono arrivate tante altre e tutte hanno ottenuto in poco tempo un successo eccezionale all’interno dei campus.
A Yale dal 2002 viene pubblicata Sway – Sex week at Yale, una rivista educativa che nasce dall’idea di alcuni seminari autogestito dagli studenti, che si tengono ogni due anni nell’università. E oggi ha anche sponsor importanti (sempre legati in qualche modo al particolare argomento), come Pure Romance, un’azienda che vende accessori erotici alle donne durante riunioni (come quelle che organizzavano le nostre mamme nelle case per vendere o comprare cosmetici o contenitori per alimenti).
A Chicago dal 2004 circola Vita Excolatur, titolo ispirato al motto dell’università “Crescat Scientia, Vita Excolatur”.
Sempre nel 2004 ad Harvard è nata H Bomb, una rivista di letteratura sul sesso, arte e qualsiasi altro argomento attinente.
A Boston nel 2005 è arrivata Boink, creata da una studentessa, Alecia Oleyourryk, e un consulente informatico appassionato di fotografia, Christofer Anderson, dedicata al sesso tra gli studenti del campus, con foto più o meno esplicite. Ma sempre evitando la grossolanità. Sono sempre foto artistiche.
E per finire c’è Outlet, creata nel 2006 alla Columbia University e apertamente ispirata alla sessuologia e autrice di testi sulla masturbazione femminile Betti Dodson.
Molto spesso i modelli che posano per questi servizi fotografici firmano una liberatoria che gli assicura che le loro foto non circoleranno al di fuori del campus, perché, come afferma Sarah Foster, la direttrice di Squirm, “una cosa è sapere che lo scatto senza veli resterà in un luogo isolato, un’altra è sapere che sarà diffuso su vasta scala”.
Aaron Foster, un modello di Boink, ricorda con piacere questa esperienza: “Una buona esperienza ora, quando vado a una festa, la prima cosa che mi chiedono gli amici è di tirare fuori il mio lato pornografico. Credo che questo li ecciti”.
Un modo come un altro per diventare famosi all’interno del campus.
E chi pensa che questi magazine siano solo riviste pornografiche si sbaglia.
I redattori di H Bomb sottolineano la serietà del loro lavoro: “se non siete maturi per capire la differenza tra una nudità giocherellona e la pornografia allora non dovreste leggere H Bomb”.
Inoltre molto spesso collaborano con queste riviste psicologi, sessuologi, urologi per dare consigli ai ragazzi e rispondere a quesiti disparati.
E come sostiene la fondatrice di Boink: “Il sesso è dappertutto, questa generazione se l'è trovato davanti ovunque. Io sono orgogliosa del mio corpo, perché non mostrarlo?”.
Se sul web si possono trovare da anni video e immagini amatoriali porno di ogni tipo, più o meno spinti, come ad esempio il sito “ragazze in vendita”, nel quale si può scegliere la ragazza preferita per vederla esibirsi in webcam o anche solo per fare amicizia, nelle università italiane ancora non si è diffusa la realizzazione di sex magazine.
Chissà se prima o poi da noi qualcuno ci proverà…
Ma qui in Italia un sex magazine sarebbe accolto con lo stesso successo come in America?
Oppure il sesso è ancora considerato da troppe persone un argomento tabù?
E come sarebbero considerate da noi le ragazze che per soldi accettano di far da modelle in servizi fotografici porno, espliciti e non?
In fondo i calendari con attrici o donne nude hanno da sempre un successo eccezionale in Italia ed ogni anno sono attesi con trepidazione e il nudo artistico piace.
E anche i programmi televisivi o radiofonici sul sesso hanno molto successo.
Il sex magazine potrebbe essere il prossimo passo…
Commenti dal 1 al 5
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Sesso...
Ma... Andate a vedere la locandina postata in data 11 Settembre dal titolo WANTED - SEX POSITION... E voi che ne pensate?? Commentate la locandina, voglio sapere la vostra!!!
!!!!
ma che cazzo di articoli continuate a proporci!!!!!!!!!!
Interessante
Man mano che il tempo passa la gente si abitua alla vista di certe situazioni che nel momento della loro scoperta sono scolvongenti e interessanti. Tratandosi poi di nudo e di sesso l'interesse è ancora più grande. E chi lo sà? Magari queste riviste avranno l'effeto di un vaccino contro le pubblicità che mostrano situazioni sempre più intriganti come quella di questi giorni con una ragazza che va nuda di notte a prendersi uno yogurt! In Olanda volevano abassare il "vietato ai minori" a 12 anni. Sarebbe brutto perdere il piacere di scoprire da soli (con i propri sforzi) quelle situazioni e provare quelle emozioni. Anzi aumentano le aspettative e si rimane delusi. Io non so sè in italia lo faranno presto ma se lo fanno sarà scandalo.
oddio
vietano i jeans a vita bassa e poi...??? cioè...basta non dico più niente..
Re: oddio
ihihih
gli americani ogni tanto si contraddicono da soli...
> vietano i jeans a vita bassa e poi...???
> cioè...basta non dico più niente..
oddio
vietano i jeans a vita bassa e poi...??? cioè...basta non dico più niente..