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Amsterdam: addio al quartiere del sesso?

La città ha raggiunto un accordo per trasformare un terzo delle vetrine del sesso in negozi normali. La famosa via a luci rosse rischia di sparire. E cosa succederà alle prostitute?

La notizia già circolava da qualche mese, dopo la decisione del consiglio comunale di Amsterdam di chiudere una parte del quartiere a luci rosse, per cercare di contrastare la criminalità.
E le prostitute, il cui lavoro è considerato legale nella città dal 2000, si erano ribellate, protestando contro questo provvedimento che le avrebbe danneggiate economicamente.
Adesso la decisione è ufficiale.
E il famoso “Red Light District”, che ogni anno attira numerosi visitatori e turisti, rischia di subire numerose perdite.
Il comune, stanziando 15 milioni di euro per questo progetto, ha infatti raggiunto un accordo con una società immobiliare per trasformare un terzo delle vetrine del sesso in negozi normali.

E le prostitute dove finiranno?
L’idea di chiudere 33 locali del quartiere a luci rosse già circolava dalla fine del 2006, quando, dopo una serie di controlli, il consiglio comunale aveva decretato la necessità di questo provvedimento per ostacolare gli affari illeciti nascosti dietro ai “negozi del sesso”.
Il sindaco Jop Cohen aveva così spiegato l’inevitabilità di questa decisione: “è meglio per le prostitute se sono gestite da persone autorizzate. Sentiamo sempre più spesso parlare di traffici che coinvolgono donne”, in quanto un’associazione che si occupa di diritti umani aveva denunciato la presenza di numerose donne asiatiche ed europee costrette a prostituirsi.

La società immobiliare acquisterà i locali da Charles Geerts, responsabile di molte attività a luci rosse nella città olandese, per la modica cifra di 25 milioni di euro.
Ed il sindaco Cohen ha ribadito l’importanza di questo provvedimento: “Siamo stati messi di fronte a episodi di sfruttamento e a ogni genere di attività criminale”, per migliorare la sicurezza del famoso quartiere.
Il sindaco infatti non è interessato alle perdite economiche che questa decisione può portare, ma preferisce impedire lo sfruttamento delle donne, per essere sicuro che tutto avvenga nella perfetta legalità: Cos'è più importante? Attirare turisti o la dignità delle donne sfruttate?”.

E le prostitute cosa ne pensano?
Metje Blaak, portavoce delle ragazze in vetrina, sostiene che questo provvedimento non cambierà la situazione: “Se le finestre chiuderanno, le donne saranno sfruttate da qualche altra parte, dove però i sindacalisti non saranno in grado di avvicinarle”.
Adesso torneranno quindi sulla strada o in case chiuse situate in altri quartieri dove nessuno le può controllare?
E allora non era forse meglio lasciare aperte le “finestre” nel distretto a luci rosse, incrementando i controlli contro lo sfruttamento?

In Olanda le case chiuse sono autorizzate dalla legge e le donne che lavorano nel quartiere a luci rosse sono tenute costantemente sotto controllo, sia da un punto di vista mediche che fiscale, contribuendo positivamente, pagando le tasse, all’incremento economico del paese.
Un’oasi felice per tutti quelli che vogliono un’avventura e possono trovare una donna per una notte, scegliendola tra le tante messe in vetrina.
Ma a quanto pare non è tutto così idilliaco, come si poteva pensare.
Adesso probabilmente qualcosa cambierà e bisogna vedere se la decisione della città sarà efficace per contrastare tutti i problemi sorti negli ultimi anni.

È giusto regolamentare in questo modo la prostituzione, legalizzando questo lavoro come ogni altro tipo di attività?
E in Italia si dovrebbe fare la stessa cosa?
Meglio riaprire le case chiuse e creare dei quartieri specifici, sempre controllati e quindi, forse, più sicuri, o continuare a lasciare le prostitute nelle strade?
O invece si dovrebbe contrastare totalmente questa attività, che molto spesso è soltanto uno sfruttamento delle donne da parte dei criminali e restituire una dignità a queste persone costrette a prostituirsi contro la loro volontà?
E le donne che invece scelgono volontariamente di intraprendere questo lavoro?
Dargli una casa o un quartiere dove svolgere la propria attività legalmente sarebbe una decisione positiva o solo un modo per ghettizzarle?

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Commenti dal 1 al 4
(4)

Martin venerdì, 5 ottobre 2007

Ingiusto

Allora, premetto di essere stato poche settimane fa ad Amsterdam, ed ovviamente, io che in Olanda posso dire di essere cresciuto, ho portato un mio amico al famoso Red Light District... In tuttà onestà credo che in Olanda abbiano trovato un buon accordo per far fronte alla prostituzione cosiddetta di "strada", come qui in Italia, e hanno dato modo alle ragazze "delle vetrine" di lavorare come fosse un normale lavoro... La notizia riguardo alla chiusura di questo famoso distretto mi turba un po' e sono totalmente contrario alla proposta del sindaco di Amsterdam... Ilfulcro del mio discorso insomma è che sono convinto che anche qui, in Italia, lasciar svolgere il proprio lavoro alle prostitute senz'altro aiuti a combattere non solo la criminalità, ma pure le condizioni di vita spesso disastrose di chi vuole svolgere il proprio lavoro. Ringrazio chi ha letto il mio articolo, alla prossima!

n° 4
elena mercoledì, 26 settembre 2007

no no no

contro ogni tipo di prostituzione..nn è giusto ke una donna venda il proprio corpo..è immorale!!!

n° 3
lycan mercoledì, 26 settembre 2007

Re: no no no

scusa ma nn credo sia il caso di tirare in ballo la "morale".... se una donna vuole lavorare come prostituta perchè non dovrebbe essere libera di farlo?? invece che chiudere le vetrine avrebbero dovuto davvero aumentare i controlli..

mattia mercoledì, 26 settembre 2007

secondo me una legge sbagliata

una volta fatto il grande passo di legalizzare e proteggere questo lavoro e chi lo pratica, è sbagliato e pericoloso tornare indietro...si rischia di cancellare uno dei migliori atti di civiltà x favorire ancora lo sfruttamento!w le vetrine e le gnocche!

n° 2
andrei pop venerdì, 21 settembre 2007

bella stronzata

Chè palle!
Io non ci sono ancora stato.

n° 1
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