C'è chi l'ha definito pornografo e sordido mostro e chi "padre
dell'erotismo" (parole di Baudelaire).
Nato a Parigi nel 1740, studi severissimi presso religiosi, sin
da giovane la sua vita sarà attraversata dagli azzardi, dalle riflessioni
intellettuali, da esperienze erotiche brutali condite da fughe rocambolesche
e prigionia.
La reclusione in carcere, in un'altalena di fuori e dentro rappresenterà
i due terzi della sua vita, ma sarà il pretesto per la produzione
di tutte le sue opere e della teorizzazione di una nuova filosofia che
accettava come naturali tutte le devianze criminali e sessuali,
considerandole parte intrinseca dell'attività umana.
Le sue opere più famose e controverse, "La filosofia
del boudoir", "Justine" e "Le
120 giornate di Sodoma", trasposizione su carta quest'ultima,
di un'esperienza vissuta nel suo castello di La Coste insieme a quattro
signori, rappresentazione simbolica di tutti i poteri, alla moglie,
alla ragazza dissoluta che poi lo accuserà e a sei minorenni.
Il "gioco" consisteva nel fatto che i signori potevano
disporre liberamente e indiscriminatamente della vita delle vittime
obbedienti.
Temi dominanti in tutte le sue opere: morbosa curiosità verso ogni
aspetto dell'erotismo, atmosfera fredda, buia, quasi raggelante, isolamento
e schermatura per ripararsi dal mondo e agire indistirbati nella più
completa dissolutezza.
Masochismo
Anche questo termine deve la sua origine a von Krafft-Ebing e si riferisce a quelle persone che -"sono controllate dall'idea di essere completamente e incondizionatamente soggetti alla volontà di una persona del sesso opposto, una persona che le tratti da padrone, umiliandoli e abusando di loro.
Un'idea colorata da sentimenti di lussuria; il masochista vive una fantasia nella quale crea situazioni di questo genere e spesso tenta di realizzarle"-.
Storicamente anche questa parola ha un origine letteraria, deriva infatti dalle opere di Leopold von Sacher-Masoch.
Nato a Lemborg nel 1836, scrittore apprezzato, giornalista e critico, nei suoi romanzi appaiono i primi cenni ad omosessualità e travestitismo.
Nelle sue due opere più famose, "Venere in pelliccia" e "Donna divorziata" i temi centrali sono la donna sempre crudele e l'iniziazione pedagogica masochista, tra flagellazioni varie fino al supplizio sulla croce e all'antropofagia, senza però mai parlare di rapporti sessuali nudi e crudi.
Latinizzando il suo cognome, Krafft-Ebing, lo trasformò in masochismus, per delineare, non tanto il rapporto che intercorre tra piacere e dolore, quanto l'asservimento e la schiavitù accettata, compreso il piacere nel ricevere punizioni.
E Freud, come poteva non soffermarsi sullo studio di queste devianze?
Tenendo come buona la terminologia di Krafft-Ebing, teorizzò però che i due fenomeni fossero molto più strettamente correlati -"Colui che prova piacere causando dolore agli altri ha anche la capacità di provare il dolore entro relazioni sessuali come se si trattasse di piacere.
Un sadista è simultaneamente anche un masochista, anche se la parte attiva o passiva della perversione può essere più o meno sviluppata dell'altra"-.
Commenti dal 1 al 1
(1)
Aggiorna i commenti
Feed RSS dei commenti
curiosità
complimenti per l'articolo! ma là fuori c'è qlcuno o qlcuna disposta a parlarne? a me l'argomento interessa molto! fatevi sentire!