Di eiaculazione precoce soffre 1 italiano su 4.
Ma è ormai assodato che si può migliorare. Guarire è una parola brutta, implica la presenza di una patologia (che a volte esiste davvero, vedi prostatiti, vescicoliti, diabete, etc, ma non ce ne occuperemo in questo articolo).
Nella maggior parte dei casi non si tratta di malattia, ma piuttosto di una semplice caratteristica che ha comunque delle valide origini antropologiche: più veloce è il rapporto e più sono infatti le possibilità di procreare, nonché minori le possibilità di essere colti in flagrante da qualche belva inferocita mentre si è distratti e notoriamente indifesi.
Ahimè però i tempi cambiano, in tutti i sensi.
La conservazione della specie non è in pericolo e non dobbiamo difenderci da nessuna belva feroce, a meno che non andiamo a far sesso allo zoo.
Esistono sempre casi in cui fare in fretta è sacrosanto, divertente e anche utile: la sveltina in ascensore, la toccata e fuga negli angoli bui dell’ufficio, la presenza di bambini in casa, o ancora peggio la presenza di adulti in casa.
Ma rimangono due ordini di problemi, che si presentano in tutti gli altri casi e luoghi: il maschio, a causa di pregiudizi sociali, può sentirsi ferito nel suo orgoglio di uomo che non deve chiedere mai; in secondo luogo l’uomo (in rari casi) si interessa alla partner e arriva alla conclusione che forse i tempi di lei sono diversi dai suoi.
Più semplicemente l’uomo caratterizzato dall’eiaculazione precoce può voler prolungare il suo piacere.
A questo punto spontanea sorge la domanda: come fare per migliorare?
Innanzitutto, il primissimo passo è riconoscere il problema.
Attenzione, l’eiaculazione precoce non lo è necessariamente: può essere vissuto serenamente da entrambi i partner e in tal caso non necessita di alcuna soluzione.
In caso contrario ricordiamoci che la vera debolezza è non riconoscere le proprie fragilità: se per voi l’eiaculazione precoce rappresenta un problema non nascondetevi, almeno a voi stessi.
Ammettere un problema è metà della sua soluzione.
Una volta superato questo primo scoglio si aprono diverse strade. L’andrologo è una di queste.
Via i pregiudizi! Le donne vanno dal ginecologo e nessuno ha niente da dire. E l’uomo va dall’andrologo, non c’è la parità dei sessi?
Intanto fatevi un’idea di chi sia il temuto andrologo:
Andrologia.org è un ottimo sito per l’approfondimento di alcune conoscenze utili all’argomento.
Poi tenete presente che esistono diverse terapie per superare efficacemente il problema. Niente di spaventoso né di chirurgico.
Intanto usare preservativi ritardanti può essere già un aiuto. In seconda battuta esistono farmaci ad uso orale, esercizi e creme ad uso locale.
I farmaci agiscono sulla produzione di serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore per intenderci.
Il meccanismo è il seguente: riducendo il consumo di questa sostanza nei centri periferici e nelle vie spinali del riflesso eiaculatorio, queste medicine inibiscono l'eiaculazione consentendo progressivamente un incremento della durata del rapporto sessuale.
La cura farmacologia se ben seguita è anche priva di effetti collaterali, oltre che efficace.
In un secondo tempo si integreranno i farmaci ad alcuni esercizi rieducativi, con cui si impara a controllare il riflesso eiaculatorio.
Una sorta di ginnastica del pene, che non dovrebbe risultare nemmeno troppo noiosa: una valida alternativa ai solitari fini a se stessi.
Una volta riallenato il tronchetto della felicità e raggiunto lo scopo, la terapia farmacologica cesserà del tutto.
Per chi vuole evitare i farmaci o abbinarli a rimedi ad uso locale, esistono in commercio creme anestetiche e quindi ritardanti.
Diffidare di simili prodotti venduti in rete e fidarsi invece dei prodotti regolarmente distribuiti nelle farmacie e reperibili sotto ricetta medica.
Ecco come funzionano tali prodotti: tramite associazioni di lidocaina e prilocaina, si riduce la sensibilità a livello della cute peniena innalzando cosi' la soglia orgasmica.
Entro la fine del 2007 sarà poi distribuito un nuovo farmaco, creato appositamente per il problema dell’eiaculazione precoce.
Della serie: per gli impotenti esiste il viagra, per i campioni di velocità esisterà la dapoxetina.
Tale farmaco è anch'esso un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina ad azione molto rapida.
Una singola somministrazione produce un forte effetto inibitorio sul riflesso eiaculatorio realizzando un sensibile aumento della latenza orgasmica .
Saranno disponibili probabilmente due dosaggi: si partirà con la dose minima da assumersi tre ore prima del rapporto sessuale.
Quindi un rimedio veloce, efficace e utilizzabile solo all’occorrenza, che sembra non avrà effetti collaterali.
Per esserne sicuri però bisognerà attenderne la messa in commercio.
L’aspetto negativo? Il rapporto andrà programmato e addio all’imprevisto.
Insomma soluzioni ce ne sono, basta agire. E se non volete sottoporvi al catastrofico giudizio di un andrologo (maschio e magari affetto dagli stessi problemi…), esiste sempre il tantra.
In questo caso..auguri.
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ciao
ciao ho letto questa cosa e volevo dire che anche il mio moroso ha questo problema dell'eiaculazione precoce...ieri gli ho chiesto se è sempre stato così o lo è da knd sta con me e mi ha risposto che è sempre stato ksi...vorremo trovare una soluzione a kst ks...siccome non ci è possibile fare tutti i giorni gli esercizi che avete skritto in un'altra risposta volevo chiedervi come potremo risolverlo??
grazie in anticipo rispondete...preferirei se mi mandate un' e-mail grazie
stupidaggini
mi dispiace ma sto per dire qualcosa che gia' so che a qualcuno dara' fastidio. Ho 21 anni e ho appena finito un relazione con una persona della mia stessa eta', e nei rapporti sessuali incorrevo esattamente in questo stesso problema, l'eiaculazione precoce. Probabilmente ci sono varie cause al problema, ma io ho individuato la mia: questa persona non mi piaceva, rappresenta la peggior parte di me, inoltre in un certo periodo conobbi un altra persona che diciamo era un amante e con lei questo problema NON esisteva. Inoltre quando la relazione con la prima persona stava diventando, senza dirselo, qualcosa di piu' simile a una compagna di sesso, il sesso e' migliorato automaticamente. Con questo voglio dire che il problema per me radica nella psiche piu' che altro. Di fatto in quest'articolo se non sbaglio si consigliano farmaci antidepressivi per la risoluzione del problema....con questo non voglio dire che il problema debba per forza essere il fatto che il partner sia sbagliato, ma un problema di depressione dovuto a altre cause NON fisiche mi sembra quasi certo nella maggioranza dei casi....