La legge 405 del 22 luglio 1975 istituiva i consultori familiari, tra i cui scopi vi era anche quello di dare assistenza in materia di procreazione responsabile, tuttavia solo un anno dopo il Ministero della Sanità avrebbe autorizzato la vendita degli anticoncezionali nelle farmacie.
L'AIED (Associazione Italiana per l'Educazione Demografica) è una meritoria associazione nata nel 1953 allo scopo di favorire una crescita culturale sui temi della contraccezione, della pianificazione delle nascite e della sessualità. Alla sua azione si devono le principali conquiste ottenute in Italia sulla materia. E' molto attiva ancora oggi, attraverso campagne di sensibilizzazione ed azioni "di disturbo" quali la distribuzione gratuita di preservativi. Sul loro sito è disponibile anche una breve guida ai diversi metodi contraccettivi.
A livello mondiale importante è l'attività sul tema della pianificazione familiare svolta dalla IPPF (International Planned Parenthood Federation), che raggruppa associazioni di più di 180 nazioni.
IL PARERE DELLA CHIESA
Da Sant'Agostino in poi la Chiesa ha sempre considerato peccato la pratica contraccettiva. Negli anni '60, sotto la spinta del Concilio, vi furono numerosi tentativi per modificare questa posizione: una Commissione Pontificia diede anche un parere favorevole ad una apertura in materia.
Paolo VI non volle seguire questi consigli e con l'enciclica "Humanae Vitae" dichiarò che l'ASTINENZA era e rimaneva il metodo prediletto. Tesi ribadita e sostenuta da Giovanni Paolo II nell'enciclica "Evangelium Vitae".
Il recente Catechismo della Chiesa Cattolica definisce "l'unione carnale tra un uomo e una donna, al di fuori del matrimonio" come "gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana naturalmente ordinata... alla generazione dei figli".
Anche nell'ambito del matrimonio gli unici mezzi moralmente accettabili sono "la continenza periodica, i metodi di regolazione delle nascite basati sull'auto-osservazione e il ricorso ai periodi infecondi".
"Il profilattico non esclude la trasmissione dellAids; favorirne luso rischia di far abbassare la guardia contro la malattia; lunica vera prevenzione è lastinenza sessuale", è lincredibile tesi sostenuta dallOsservatore Romano il 4 aprile 2000.
Il caso forse più famoso è il ritiro degli opuscoli anti-AIDS da parte del ministro Rosa Russo Jervolino. Si era nell'anno scolastico 1992/93 ed i fumetti di Lupo Alberto indugiavano troppo sulla necessità della contraccezione in una consapevole pratica sessuale: l'integerrima Jervolino giudicò i testi pericolosi per le giovani menti a cui erano destinati.
Ancor più recentemente, a Civitavecchia, il vescovo locale è intervenuto contro l'introduzione di due distributori automatici di preservativi con queste parole: "Che poi la Madonna sia venuta a piangere lacrime di sangue proprio a Civitavecchia è quanto mai sintomatico".
L'1 dicembre 2000 la giornata mondiale della lotta all'AIDS ha rivelato platealmente il contrasto: monsignor Barraghan, "ministro della sanità" vaticano, ha mentito spudoratamente sul rapporto tra contraccezione e malattia in Africa, mentre il Ministro Veronesi ha chiesto addirittura che il costo dei preservativi cali per favorirne la diffusione anche tra chi non se lo può permettere.
Ma mentre nel nostro paese la realtà fa a pugni con le posizioni anacronistiche sostenute dalla Chiesa Cattolica, nei paesi in via di sviluppi, dove la denutrizione e l'AIDS sono piaghe infinite, posizioni di questo tipo sono assolutamente incoscienti.
In questi paesi, bisognosi di aiuti internazionali, la Chiesa fa una pesante opera di lobbying influenzando le politiche governative di controllo delle nascite. Ancora nel dicembre '99 l'arcivescovo kenyota Ndingi Mwana Nzeki così tuonava contro un disegno di legge sulla materia: "L'unica soluzione per le coppie sposate è la fedeltà reciproca e per coloro che non sono sposati l'astinenza".
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Quanto è sicuro il preservativo?
Perchè non fornite le cifre della reale "sicurezza" del preservativo? In caso di rapporti con sieropositivi, l'uso corretto del preservativo protegge nell'ottanta per cento dei casi. Significa che venti volte su cento avviene il contagio. Auguri.
La vostra è colpevole ed ideologica superficialità
Di incredibile non c'è l'articolo dell'Osservatore, ma la Vostra crassa e supponente ignoranza. Se non foste ideologici e aveste la umiltà di guardare la realtà, per esempio in Africa -statistiche alla mano- e magari chiedendo a chi ogni giorno lì lavora sul campo accanto ai malati di Aids, non riempireste il blog di idiozie. Ma a Voi questo non interessa, attivi come siete nello sport più in voga, che è di moda e non costa nulla, cioè l'attacco alla Chiesa. Poveracci ...