Pacifica: quale nome migliore per un’epidemia di influenza?
Quest’anno la Temuta si chiama così perché viene dall’Oceano Pacifico, precisamente dalle Isole Salomone.
Da noi Pacifica arriverà verso la metà di dicembre per culminare a gennaio, mettendo a letto dai tre ai cinque milioni di italiani; la Germania invece è già in ginocchio: 400mila malati solo a Berlino.
Il problema sostanziale è sapere come prevenirla ed eventualmente combatterla.
Peccato che una nuova teoria, che arriva proprio dalla Germania, sconvolga un po’ le convinzioni che abbiamo avuto finora.
Se poco tempo fa un rapporto del Cochrane Acute Respiratory Infections Group - costituito da medici di vari paesi - presentava il sesso come una delle cure migliori contro influenze a raffreddori, efficace come solo le intramontabili «cure della nonna» possono essere, e ricercatori dell'australiana Wilkes University, che forti di una serie d'esami in laboratorio, hanno affermato che fare sesso previene le malattie da raffreddamento e protegge dai virus, (a patto che si rispettino due semplici condizioni: che sia praticato regolarmente e senza eccessi), ora il professor Hans Scherer, direttore del reparto otorinolaringoiatrico dello Charité, grande ospedale berlinese a due passi dal quartiere governativo, sostiene tutto il contrario.
Il sesso sarebbe il principale veicolo per il virus dell’influenza: «È pur vero che il sesso rafforza il corpo - spiega il dottore - ma è anche vero che tramite contatti così intimi il contagio è praticamente certo».
Il partner potrebbe poi essere ancora in fase di incubazione o un portatore sano e quindi non dare segni di aver contratto il virus: la vostra metà potrebbe essere un insospettabile untore, quindi non fate pensieri strani prima della fine dell’inverno.
Come dite? Dove è finito il dolce scaldarsi che caratterizza la stagione fredda oltre alle calde tisane? Dimenticatevelo.
Una teoria, quella di Scherer destinata ad alimentare polemiche.
Il compito è arduo: quale teoria scegliere? C’è a dir poco da dilaniarsi.
Intanto vaccinarsi e lavarsi spesso le mani potrebbe servire. Forse anche fare sesso protetto, come è bene che sia in ogni occasione?
Probabilmente serve anche questo.
Secondo Scherer in ogni caso, se si opta per l’astinenza, ci si può sempre consolare con tante sane pomiciate: «Ci sono una serie di dati scientifici molto interessanti dai quali risulta che gli scambi di saliva non sono particolarmente pericolosi in termini di contagio - rivela infatti il professor Christian Drosten, virologo dell'Università di Bonn -. Baciarsi, insomma, comporta passaggi di virus da una bocca all’altra decisamente meno intensi di quanto ci si potrebbe immaginare».
Come mai fino ad ora siamo stati convinti del contrario?!?
Il mondo sta cominciando a girare al contrario.
Eppure l’indagine del prof. Carl Charnetski, professore della Wilkes University australiana, sembra provare scientificamente la prima ipotesi, quella del sesso come cura e non come contagio.
Il professore, con una schiera di docenti, ha infatti passato accuratamente in esame un gruppo di più di 100 studenti della Wilkes, di età intorno ai 20 anni, misurando i loro livelli di immunoglobulina A (IgA).
Questa immunoglobulina è un anticorpo presente nella saliva e nelle mucose.
Il prof. Charnetski, avendo in animo di valutare certe linee di difesa dell'organismo umano, ha scelto per il suo studio l'immunoglobulina A, in quanto essa rappresenta la prima barriera difensiva contro due malattie di elevata frequenza, il raffreddore e l'influenza.
Ai suoi studenti il professore ha misurato nella saliva i livelli di immunoglobulina A e ha quindi chiesto a ciascuno (garantendo la massima privacy e chiedendo piena sincerità da parte degli interpellati) quante volte avessero fatto sesso nell'ultimo mese.
I risultati? Fatto pari a 100 il livello di immunoglobulina A degli studenti che non avevano avuto nessun incontro sessuale, tale valore è risultato salire di qualche punto in chi aveva avuto nel mese da 2 a 3 rapporti.
Quanto agli studenti che avevano praticato sesso 2-3 volte ogni settimana, essi risultavano presentare una aumento del 30% del prezioso anticorpo.
La spiegazione del professore sta nel fatto che le persone sessualmente attive si espongono a un numero più elevato di antigeni, sostanze capaci di produrre una risposta immunitaria, rendendo così il loro sistema immunitario più attivo (producendo più immunoglobuline) e quindi l'organismo più forte contro influenza e raffreddori.
Quali basi scientifiche ha la tesi del dottor Scherer invece?
Il mio personalissimo consiglio è: se potete e volete, fate sesso senza paura dell’influenza. Ma non fatelo senza preservativo.
Commenti
(0)
Aggiorna i commenti
Feed RSS dei commenti