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Quando è il prof a subire il bullismo

In aumento il fenomeno del "Burnout" tra gli insegnanti


Il preside della scuola media Lombardi di Bari è stato minacciato e picchiato dai parenti di uno studente. A Messina una maestra finisce all'ospedale dopo esser stata ferita con una scarpa nientemeno che da un suo alunno di 4 anni. (Sembra che non fosse la prima volta che il bambino compiva atti simili). Un insegnante di educazione fisica della scuola media Bentivoglio di Poggio Recanatico, nel ferrarese, è stato preso a calci e testate dai genitori di un suo alunno, reo di aver ripreso più volte il comportamento poco consono del ragazzino. Forse l'evento più eclatante è avvenuto a Lecce, dove una giovane professoressa è stata ripresa con un telefonino mentre veniva palpeggiata dagli alunni.

Quelli citati sono solo alcuni dei recenti casi di aggressioni subite da insegnanti e professori, che ribalta il luogo comune che vorrebbe il docente come "carnefice" e non certo "vittma" dei propri alunni. Il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni ha preso subito posizione parlando di una vera "emergenza del vivere civile".

Gli insegnanti si "ammalano" di scuola

Dal 1992 a oggi sono già 800 i casi di inabilità al lavoro per motivi di salute. Centinaia di vite andate in frantumi dietro una cattedra, a causa di quello che molti continuano a concepire come un mestiere privilegiato: l'insegnamento. A quanto pare la scuola è un luogo di sofferenza, per i professori prima di tutto. L'origine del malessere è il "burnout", termine ancora non ufficializzato dalla psichiatria e che, in sostanza, significa esaurimento psichico.

Ogni giorno i professori entrano in classe e affrontano il "tutti contro tutti", tra nevrosi, dirigenti scolastici impreparati, studenti irrequieti e genitori arroganti. I sintomi dei docenti affetti da psicosi sono vari, spaziano dall'aggressività alle manie di persecuzione. Il Dottor Lodolo D'Oria studia il fenomeno da anni ed è arrivato ad una conclusione spiritosa e al contempo amara: "O tutti i professori diventano matti o tutti i matti scelgono di fare i professori".

Secondo lo studioso sono tantissimi i fattori che incidono sul fenomeno, da quelli di carattere generazionale a quelli di tipo sociale, come l'alleanza fra genitori e figli, che troppo spesso mette all'angolo il professore e lo fa sentire accerchiato".

I nostri genitori (e forse molti di noi) non si sarebbero mai sognati, in età scolare, di picchiare un insegnante o solo rivolgegli parole irriverenti. I professori incutevano timore e le generazioni precedenti alla nostra mantenevano un comportamento timoroso e rispettoso degli "adulti". Ora sembra che i giovani siamo molto più sfacciati e diretti, a tal punto da affrontare senza remore le presunte figure "autoritarie".

Cambiano i tempi e gli approcci comportamentali o quelli citati sono solo casi di violenza gratuita?

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Commenti dal 1 al 5
(5)

cirio stefano giovedì, 22 novembre 2007

bullismo

Premetto che per me il bullismo è sempre e solo un atto di vigliaccheria, perché chi fa il bullo non è mai solo e si sente forte della sua stupidità per il sostegno dei compagni grulli come lui.
Ciò detto penso che molte colpe siano attribuibili alla educazione che detti bulli ricevono: in casa dai genitori, dalla televisione che propone sempre più spesso esempi di violenza fisica e verbale e dagli educatori che hanno perso carisma. In una intervista fatta tempo fa a Napoli veniva fuori che i ragazzini di quel tipo, ammiravano più i guappi che non i professori che giudicavano dei perdenti.
Direi inoltre che gli stessi giudici, chiamati a giudicare le punizioni inflitte dai professori agli studenti maleducati ed impertinenti, danno quasi sempre ragione agli studenti (che molto spesso di studente hanno solo il nome, ma di fatto sono dei perdigiorno). I bulli debbono essere puniti come si faceva un tempo. Proteggere i bulli vuol dire inviarli irrimediabilmente su strade sbagliate, ma soprattutto vuol dire creare profonde frustrazioni alle vittime del bullismo.

n° 5
zingarellla venerdì, 9 marzo 2007

colpa di genitori ed insegnanti

Colpa di entrambe le categorie.
Innanzitutto i miei se facevo casino a scuola (e vi assicuro che il mio "essere cattiva" non si avvicinava minimamente a queste barbarie di cui si parla in tv) mi davano punizioni e mi sgridavano a dovere: il classico niente tv per una settimana, niente dolci, o anche una sculacciata, e una volta cresciuta niente telefono, niente uscite con gli amici etc.
E se anche avevo ragione, magari mia madre difendeva la mia posizione davanti all'isegnante, ma mai davanti a me, questo per lasciare intatto il timore rispettoso nei confronti della figura dell'adulto e dell'autorità.
Perchè ora abbiamo un mondo dove nessuno tollera il posto di lavoro perchè nessuno ci insegna a sottostare ad un'autorità.
Però anche gli insegnanti...
Ragazzi, c'è sempre stato l'insegnante meno severo col quale si faceva macello, insegnanti che piangevano, che si licenziavano, ne ho visti anche io.
ma è gente che non sa fare il suo mestiere, perchè mi ricordo anche che c'erano insegnanti con i quali provavamo terrore, non volava nemmeno una mosca, e se non avevi studiato nel confessarlo ti venivano le coliche.
Gli insegnanti non devono essere amici dei ragazzi, a posteriori, ora che sono adulta, quelli che più odiavo e consideravo stronzi son quelli che mi hanno lasciato di più, che mi hanno insegnato più cose, sia a livello di nozioni che non lezioni di vita.
E per i genitori iper apprensivi se un insegnate ha fatto tutto con la massima correttezza di fronte ad un genitore lamentoso gli può rispondere benissimo di portare suo figlio in un altro istituto e che non cagassero il cazzo.

n° 4
porca eva sabato, 10 marzo 2007

Re: colpa di genitori ed insegnanti

> Colpa di entrambe le categorie.
> Innanzitutto i miei se facevo casino a scuola (e vi
> assicuro che il mio "essere cattiva" non si
> avvicinava minimamente a queste barbarie di cui si
> parla in tv) mi davano punizioni e mi sgridavano a
> dovere: il classico niente tv per una settimana,
> niente dolci, o anche una sculacciata, e una volta
> cresciuta niente telefono, niente uscite con gli
> amici etc.
> E se anche avevo ragione, magari mia madre
> difendeva la mia posizione davanti all'isegnante,
> ma mai davanti a me, questo per lasciare intatto il
> timore rispettoso nei confronti della figura
> dell'adulto e dell'autorità.
> Perchè ora abbiamo un mondo dove nessuno tollera il
> posto di lavoro perchè nessuno ci insegna a
> sottostare ad un'autorità.
> Però anche gli insegnanti...
> Ragazzi, c'è sempre stato l'insegnante meno severo
> col quale si faceva macello, insegnanti che
> piangevano, che si licenziavano, ne ho visti anche
> io.
> ma è gente che non sa fare il suo mestiere, perchè
> mi ricordo anche che c'erano insegnanti con i quali
> provavamo terrore, non volava nemmeno una mosca, e
> se non avevi studiato nel confessarlo ti venivano
> le coliche.
> Gli insegnanti non devono essere amici dei ragazzi,
> a posteriori, ora che sono adulta, quelli che più
> odiavo e consideravo stronzi son quelli che mi
> hanno lasciato di più, che mi hanno insegnato più
> cose, sia a livello di nozioni che non lezioni di
> vita.
> E per i genitori iper apprensivi se un insegnate ha
> fatto tutto con la massima correttezza di fronte ad
> un genitore lamentoso gli può rispondere benissimo
> di portare suo figlio in un altro istituto e che
> non cagassero il cazzo.

la verità è che ci sono troppi scolari e studenti appartenenti alle classi povere, che si portano dietro la cultura da mafiosetti di perifieria

nino venerdì, 9 marzo 2007

Re: colpa di genitori ed insegnanti

> Colpa di entrambe le categorie.
> Innanzitutto i miei se facevo casino a scuola (e vi
> assicuro che il mio "essere cattiva" non si
> avvicinava minimamente a queste barbarie di cui si
> parla in tv) mi davano punizioni e mi sgridavano a
> dovere: il classico niente tv per una settimana,
> niente dolci, o anche una sculacciata, e una volta
> cresciuta niente telefono, niente uscite con gli
> amici etc.
> E se anche avevo ragione, magari mia madre
> difendeva la mia posizione davanti all'isegnante,
> ma mai davanti a me, questo per lasciare intatto il
> timore rispettoso nei confronti della figura
> dell'adulto e dell'autorità.
> Perchè ora abbiamo un mondo dove nessuno tollera il
> posto di lavoro perchè nessuno ci insegna a
> sottostare ad un'autorità.
> Però anche gli insegnanti...
> Ragazzi, c'è sempre stato l'insegnante meno severo
> col quale si faceva macello, insegnanti che
> piangevano, che si licenziavano, ne ho visti anche
> io.
> ma è gente che non sa fare il suo mestiere, perchè
> mi ricordo anche che c'erano insegnanti con i quali
> provavamo terrore, non volava nemmeno una mosca, e
> se non avevi studiato nel confessarlo ti venivano
> le coliche.
> Gli insegnanti non devono essere amici dei ragazzi,
> a posteriori, ora che sono adulta, quelli che più
> odiavo e consideravo stronzi son quelli che mi
> hanno lasciato di più, che mi hanno insegnato più
> cose, sia a livello di nozioni che non lezioni di
> vita.
> E per i genitori iper apprensivi se un insegnate ha
> fatto tutto con la massima correttezza di fronte ad
> un genitore lamentoso gli può rispondere benissimo
> di portare suo figlio in un altro istituto e che
> non cagassero il cazzo.

Perfettamente d'accordo cn te!
Aggiungo ke è anke colpa dei media! di alcuni libri e di alcuni film (inutile citarli xkè si sa quali sono), che sono peggio dell'immondizia.

X venerdì, 9 marzo 2007

Il Liberalismo è criminale

Volete il liberalismo e adesso tenetevelo, con tutte le sue conseguenze.

n° 3
razzista ma con garbo giovedì, 8 marzo 2007

la verità è che

con l'allargamento dell'istruzione, nelle scuole ci sono estrati i rampolli della feccia, ossia i figli degli ex bulletti di periferia e delle case popolari che ormai hanno 40 anni.
questo è il risultato di aver indotto tutti coloro che per natura sarebbero portati a pulire le stive delle navi a 6 anni, o a raccogliere pomodori, a fare ingresso in un luogo in cui dovrebbero essere allevati i figli della fetta civile della società.
l'unica soluzione è ripristinare la segregazione che c'era una volta: da una parte la feccia; da un'altra parte la gente civile.

n° 2
Francesca giovedì, 8 marzo 2007

Re: la verità è che

visto le baggianate che scrivi, tu provieni sicuramente da quella che definisci "feccia". Le persone civili ragionano in maniera differente.

> con l'allargamento dell'istruzione, nelle scuole ci
> sono estrati i rampolli della feccia, ossia i figli
> degli ex bulletti di periferia e delle case
> popolari che ormai hanno 40 anni.
> questo è il risultato di aver indotto tutti coloro
> che per natura sarebbero portati a pulire le stive
> delle navi a 6 anni, o a raccogliere pomodori, a
> fare ingresso in un luogo in cui dovrebbero essere
> allevati i figli della fetta civile della società.
> l'unica soluzione è ripristinare la segregazione
> che c'era una volta: da una parte la feccia; da
> un'altra parte la gente civile.

zingarellla venerdì, 9 marzo 2007

Re: la verità è che

ma in realtà ste cose spesso e volentieri succedono nelle scuole dei cosiddetti "figli di papà" perchè forse se nella loro vita avessero per una volta provato la fatica di pulire le stive delle navi o di raccogliere pomodori anzichè essere così schifosamente viziati, sarebbero più educati.

> visto le baggianate che scrivi, tu provieni
> sicuramente da quella che definisci "feccia". Le
> persone civili ragionano in maniera differente.
>
>> con l'allargamento dell'istruzione, nelle scuole
>ci
>> sono estrati i rampolli della feccia, ossia i
>figli
>> degli ex bulletti di periferia e delle case
>> popolari che ormai hanno 40 anni.
>> questo è il risultato di aver indotto tutti coloro
>> che per natura sarebbero portati a pulire le stive
>> delle navi a 6 anni, o a raccogliere pomodori, a
>> fare ingresso in un luogo in cui dovrebbero essere
>> allevati i figli della fetta civile della società.
>> l'unica soluzione è ripristinare la segregazione
>> che c'era una volta: da una parte la feccia; da
>> un'altra parte la gente civile.
>
>

[L]ucifer venerdì, 9 marzo 2007

Re: la verità è che

E' anche vero però che avessero dato dei gran pattoni a questi signorotti volgari e ignoranti che portano i loro figli a scuola, che sono lo specchio degradato della loro ignoranza e inciviltà forse le cose andrebbero meglio.
Ma visto che viviamo in una società dove chi è uno stronzo pretende di avere più diritti degli altri, e glieli si danno, allora tenetevi i vostri figli insieme agli stronzi, e tastate con mano che la realtà è solo colpa vostra.

E non parlo dei musulmani, che è meglio.

E tanto per chiarire, io mi reputo di una classe "mediana". Eppure tra un signorotto viziato e una carogna che cresce un figlio come è cresciuto lui, preferisco di gran lunga il primo. Almeno avrà la decenza del rispetto verso le persone rispettose e civili.

> ma in realtà ste cose spesso e volentieri succedono
> nelle scuole dei cosiddetti "figli di papà" perchè
> forse se nella loro vita avessero per una volta
> provato la fatica di pulire le stive delle navi o
> di raccogliere pomodori anzichè essere così
> schifosamente viziati, sarebbero più educati.
>
>> visto le baggianate che scrivi, tu provieni
>> sicuramente da quella che definisci "feccia". Le
>> persone civili ragionano in maniera differente.
>>
>>> con l'allargamento dell'istruzione, nelle scuole
>>ci
>>> sono estrati i rampolli della feccia, ossia i
>>figli
>>> degli ex bulletti di periferia e delle case
>>> popolari che ormai hanno 40 anni.
>>> questo è il risultato di aver indotto tutti
>coloro
>>> che per natura sarebbero portati a pulire le
>stive
>>> delle navi a 6 anni, o a raccogliere pomodori, a
>>> fare ingresso in un luogo in cui dovrebbero
>essere
>>> allevati i figli della fetta civile della
>società.
>>> l'unica soluzione è ripristinare la segregazione
>>> che c'era una volta: da una parte la feccia; da
>>> un'altra parte la gente civile.
>>
>>
>
>

francesca giovedì, 8 marzo 2007

genitori

Ma quale mestiere privilegiato è avere a che fare con 20-30 soggetti scalmanati dei quali per diverse ore del giorno si ha la piena e completa responsabilità?
Quale privilegio è sopportare i genitori troppo o troppo poco apprensivi pronti sempre a fare denunce (e come scritto nell'articolo anche peggio)?
I ragazzi e i bambini di cui si legge nell'articolo sono i figli della tracotanza, dell'arroganza e della scarsa capacità di educare dei nuovi genitori!!!
Ps:sono un'insegnate non so se si capisce......

n° 1
fab venerdì, 9 marzo 2007

Re: genitori

Concordo, in testa a tutto è colpa dei genitori, che appoggiano i figli anche nel torto e alle volte, come si è visto negli ultimi tempi, in modo violento.
La loro esagerata permissività (uso indiscriminato dei telefoni, libertà nel mantenere certi atteggiamenti a casa come a scuola) vuole essere estesa anche in luoghi pubblici dove si deve convivere con tutti, nel rispetto di tutti.
Poi ogni famiglia è libera di educare i propri figli come meglio crede, ma a mio avviso tali comportamenti li devono tenere confinati nelle proprie mura domestiche.

...per intenderci: se vacevo qualche stupidata io a scuola non mi prendevo la girata solo dai professori, ma anche dai miei.

> Ma quale mestiere privilegiato è avere a che fare
> con 20-30 soggetti scalmanati dei quali per diverse
> ore del giorno si ha la piena e completa
> responsabilità?
> Quale privilegio è sopportare i genitori troppo o
> troppo poco apprensivi pronti sempre a fare denunce
> (e come scritto nell'articolo anche peggio)?
> I ragazzi e i bambini di cui si legge nell'articolo
> sono i figli della tracotanza, dell'arroganza e
> della scarsa capacità di educare dei nuovi
> genitori!!!
> Ps:sono un'insegnate non so se si capisce......
>

TRILLY giovedì, 8 marzo 2007

gli insegnanti

....è anche vero che gli insegnanti di una volta inquotevano paura sugli alunni, che se sbagliavano o combinavano qualcosa (chi non ha mai fatto un pasticcio?!) le prendevano a suon di bachettate, lo dico per sentito dire, da chi l'ha vissuto, sarà appunto per questo ovvio motivo che i genitori preferiscono spesso allearsi con i proprio figli, visto le loro aniche esperienze, senza tener conto però che la scuola è ormai cambiata.

mirco. giovedì, 8 marzo 2007

-

allora, innanzi tutto, ci sarebbero da fare alcune distinzioni:
Un insegnante delle elementari, ha a che fare con bambini che vanno dai 6 ai 10 anni, e se un bambino di sei anni lancia una scarpa alla maestra o ad un compagno, non credo che lo faccia perchè è contro l'istruzione o ai professori, come invece può succedere già alle medie-superiori, quando i ragazzi cominciano ad avere alcune ideologie. ( giuste o sbagliate che siano )
Siamo in italia, il professore-insegnante è un mestiere che rispetto ad altri, necessita di meno ore settimanali e in proporzione è pagato di più. Non dico che sia un male.

Quando però con 20 25 ore a settimana si guadagnano 1200-1400 euro al mese, senza faticare fisicamente, bhe, non tutti han torto a dire che è un lavoro privilegiato.

Certo cè da tenere in considerazione lo stress, che può venire più o meno a secondo di quanto una persona SIA PORTATA ALL'INSEGNAMENTO.
Se lo si fa con il cuore e con lealtà nei confronti dei propri alunni-ragazzi, di sicuro molti fatti non succederebbero. Ci saranno sempre casi estremi, direte. Avete ragione.
Ma ricollegandomi a ciò che dicevo prima, siamo in italia. I casi estremi andrebbero PUNITI nel giusto modo, cosa che sempre di meno si vede fare nelle scuole. Le punizioni non esistono più.

Esistono invece professori, che si nascondono ANCORA dietro il titolo di professore, Pensando d'avere diritti maggiorati rispetto agli altri. Non voglio parlare di potere,ci andiamo vicino però.
Conosco professori che pretendono "il lei" e sono meno preparati-leali rispetto a quelli a cui accettano "il tu". Scusate il gioco di parole.
Siamo nel 2007, il rispetto è una cosa, il dovere è un'altra.

porca trota giovedì, 8 marzo 2007

Re: -

> allora, innanzi tutto, ci sarebbero da fare alcune
> distinzioni:
> Un insegnante delle elementari, ha a che fare con
> bambini che vanno dai 6 ai 10 anni, e se un bambino
> di sei anni lancia una scarpa alla maestra o ad un
> compagno, non credo che lo faccia perchè è contro
> l'istruzione o ai professori, come invece può
> succedere già alle medie-superiori, quando i
> ragazzi cominciano ad avere alcune ideologie. (
> giuste o sbagliate che siano )
> Siamo in italia, il professore-insegnante è un
> mestiere che rispetto ad altri, necessita di meno
> ore settimanali e in proporzione è pagato di più.
> Non dico che sia un male.
>
> Quando però con 20 25 ore a settimana si guadagnano
> 1200-1400 euro al mese, senza faticare fisicamente,
> bhe, non tutti han torto a dire che è un lavoro
> privilegiato.
>
> Certo cè da tenere in considerazione lo stress, che
> può venire più o meno a secondo di quanto una
> persona SIA PORTATA ALL'INSEGNAMENTO.
> Se lo si fa con il cuore e con lealtà nei confronti
> dei propri alunni-ragazzi, di sicuro molti fatti
> non succederebbero. Ci saranno sempre casi estremi,
> direte. Avete ragione.
> Ma ricollegandomi a ciò che dicevo prima, siamo in
> italia. I casi estremi andrebbero PUNITI nel giusto
> modo, cosa che sempre di meno si vede fare nelle
> scuole. Le punizioni non esistono più.
>
> Esistono invece professori, che si nascondono
> ANCORA dietro il titolo di professore, Pensando
> d'avere diritti maggiorati rispetto agli altri. Non
> voglio parlare di potere,ci andiamo vicino però.
> Conosco professori che pretendono "il lei" e sono
> meno preparati-leali rispetto a quelli a cui
> accettano "il tu". Scusate il gioco di parole.
> Siamo nel 2007, il rispetto è una cosa, il dovere è
> un'altra.

ci sono professori che pretendono il "lei"? perché la norma sarebbe dare del "tu"???

forse sono i professori a non sapere nemmeno che cavolo di mestiere dovrebbero fare, a sto punto....

"tu" a un professore....bah....

mirco giovedì, 8 marzo 2007

Re: -

>> allora, innanzi tutto, ci sarebbero da fare alcune
>> distinzioni:
>> Un insegnante delle elementari, ha a che fare con
>> bambini che vanno dai 6 ai 10 anni, e se un
>bambino
>> di sei anni lancia una scarpa alla maestra o ad un
>> compagno, non credo che lo faccia perchè è contro
>> l'istruzione o ai professori, come invece può
>> succedere già alle medie-superiori, quando i
>> ragazzi cominciano ad avere alcune ideologie. (
>> giuste o sbagliate che siano )
>> Siamo in italia, il professore-insegnante è un
>> mestiere che rispetto ad altri, necessita di meno
>> ore settimanali e in proporzione è pagato di più.
>> Non dico che sia un male.
>>
>> Quando però con 20 25 ore a settimana si
>guadagnano
>> 1200-1400 euro al mese, senza faticare
>fisicamente,
>> bhe, non tutti han torto a dire che è un lavoro
>> privilegiato.
>>
>> Certo cè da tenere in considerazione lo stress,
>che
>> può venire più o meno a secondo di quanto una
>> persona SIA PORTATA ALL'INSEGNAMENTO.
>> Se lo si fa con il cuore e con lealtà nei
>confronti
>> dei propri alunni-ragazzi, di sicuro molti fatti
>> non succederebbero. Ci saranno sempre casi
>estremi,
>> direte. Avete ragione.
>> Ma ricollegandomi a ciò che dicevo prima, siamo in
>> italia. I casi estremi andrebbero PUNITI nel
>giusto
>> modo, cosa che sempre di meno si vede fare nelle
>> scuole. Le punizioni non esistono più.
>>
>> Esistono invece professori, che si nascondono
>> ANCORA dietro il titolo di professore, Pensando
>> d'avere diritti maggiorati rispetto agli altri.
>Non
>> voglio parlare di potere,ci andiamo vicino però.
>> Conosco professori che pretendono "il lei" e sono
>> meno preparati-leali rispetto a quelli a cui
>> accettano "il tu". Scusate il gioco di parole.
>> Siamo nel 2007, il rispetto è una cosa, il dovere

>> un'altra.
>
>ci sono professori che pretendono il "lei"? perché
>la norma sarebbe dare del "tu"???
>
>forse sono i professori a non sapere nemmeno che
>cavolo di mestiere dovrebbero fare, a sto punto....
>
>"tu" a un professore....bah....

Cos'ha un professore in più di me ? Come mai dev'essere dato del lei a un professore ? Ho dei professori da 5 anni, e ad alcuni do ancora del lei, e ad altri, coloro che veramente m'hanno insegnato ed educato, non pretendono un bel niente, perchè sanno che la lealtà non sta dietro ad una formalità come quella di dare del lei ad un professore, perchè non devono nascondersi dietro alla maschera del professore per farsi valere.

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