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Salviamo Pegah dalla lapidazione

Anche Giovani.it appoggia l'appello del Gruppo EveryOne per salvare Pegah Emambakhsh dalla lapidazione

Giovani.it aderisce alla mobilitazione internazionale per scongiurare la deportazione in Iran di Pegah Emambakhsh, una donna lesbica iraniana che due anni fa è scappata dall’Iran per giungere in Gran Bretagna.
Pegah potrebbe essere riconsegnata il 28 agosto alle autorità iraniane.
La donna fuggita dal suo paese perché lesbica aveva chiesto asilo politico in Gran Bretagna, dopo che la sua compagna era stata arrestata, torturata e infine lapidata pubblicamente.
Il rimpatrio potrebbe rappresentare anche per lei la possibilità concreta della condanna a morte.
Giovani.it vuole dare il suo contributo per impedire tutto ciò.
Perchè l'Europa non condanni a morte una donna. Perchè l'Europa faccia tutto il possibile, non solo a parole, nella difesa dei diritti civili di uomini e donne in Iran e nel resto del mondo.

Il testo dell'appello di Pino Scaccia:

Pegah Emam Bakhsh è una donna lesbica iraniana che due anni fa è scappata dall’Iran per giungere in Gran Bretagna.
Nonostante il suo caso sia evidentemente rapportabile alla violazione sistematica da parte del regime di Teheran dei diritti umani, non ha ottenuto l’asilo politico.
Ora il governo britannico ha deciso di estradarla in Iran dove verrà presa in consegna dalla polizia per essere lapidata. Pegah, è attualmente detenuta a Yarlswood (Sheffield) e il Pubblico Ministero che si occupa del suo caso, rientrerà il 24 agosto dalle ferie.
Le autorità del Regno Unito hanno deciso di compiere un atto di forza, in dispregio di ogni diritto umano e di anticipare la partenza di Pegah verso l'Iran.
Il Governo britannico è in procinto di deportarla in Iran il 23 agosto 2007, con il volo diretto per Teheran della British Airline BA6633, che partirà alle 21.55 dall'aeroporto Heathrow. L’unica colpa di questa giovane donna è quella di essere lesbica dichiarata e di provenire da un paese dove governa un orribile regime integralista islamico che ogni giorno calpesta i diritti delle persone. 
Rivolgiamo un appello accorato ed urgente al Governo italiano, affinché faccia pressioni su quello del Regno Unito: se Pegah salirà su quell’aereo la sua esecuzione avverrà appena giunta in patria. Kkarl  Inviate i vostri messaggi a questo indirizzo email  relazioni.pubblico@esteri.it

L'appello del Gruppo EveryOne

“CHI VUOLE IL SANGUE DI PEGAH EMAMBAKHSH?” La deportazione di Pegah prorogata al 28 agosto. Ma non illudiamoci

Per sottoscrivere l’appello del Gruppo EveryOne per salvare Pegah Emambakhsh, inviare una mail con nome, cognome e nazione a savepegah@gmail.com e con oggetto “Save Pegah”

La vicenda di Pegah Emambakhsh è l'ennesimo caso di violazione dei diritti umani da parte dei nostri governi.
Il Gruppo EveryOne, gli attivisti e i politici che hanno aderito all'appello per la sua vita hanno ottenuto una proroga della deportazione al 28 agosto. Ma non illudiamoci, perché il governo sta solo aspettando che l'opinione pubblica si concentri su altri eventi per costringere Pegah a salire sull'aereo della morte.
Deportazioni come quella riservata a Pegah si sono già verificate, anche in tempi recenti, nel Regno Unito e negli altri paesi che si definiscono "democratici". Se abbandoneremo Pegah, rinunceremo alla nostra umanità e saranno "loro" a vincere.

Il caso di Pegah Emambakhsh dimostra come i fondamentali diritti umani siano ancora oggi calpestati non solo nei regimi totalitari, ma anche nei paesi che si ritengono civili.
Le leggi della repubblica islamica dell'Iran prevedono la tortura e la pena di morte tramite lapidazione per le lesbiche, l'impiccagione per gli omosessuali maschi. Sono forme di persecuzione disumane e non a caso, in quanto a diritti umani, l'Iran è paragonato alla Germania di Hitler.
I paesi democratici ritengono di essere migliori e di considerare la vita umana il massimo bene e per questo hanno accettato e sottoscritto la Convenzione Europea sui Diritti Umani in cui è stabilito che nessuno debba essere deportato qualora la sua vita sia in pericolo e che, dunque, deportare una persona omosessuale che chiede asilo è una grave infrazione del patto sottoscritto dai paesi democratici europei. E' un ideale che tutti condividono, finché si trova scritto sulla carta. Quando però si presentano casi reali, ecco che i governi cercano ogni pretesto per deportare i rifugiati omosessuali nei loro paesi di origine, negando il diritto legittimo di asilo e di fatto assassinandoli...

Leggi il testo completo dell'appello



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Commenti dal 1 al 1
(1)

Chiara venerdì, 24 agosto 2007

Cerchiamo di salvarla!

Vi prego, mandate una mail all'indirizzo indicato, fatevi sentire! Non è tollerabile, non è ammissibile!

n° 1
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