Non sarebbe tanto il tempo consumato davanti ai mass media (tv, cellulari, pc in primis) a favorire questa situazione, quanto la natura stessa dei nuovi mezzi di comunicazione, sempre più dinamici, provocatori e veloci. Anche i modelli di riferimento si trasformano, modificando sia i canoni estetici (ad esempio, la bellezza dell'essere magri, che spingerebbe all'anoressia migliaia di ragazze in tutto il mondo) che quelli morali (violenza, tv spazzatura, culto delle risse).
Paradossalmente, però, è cambiata anche la percezione del rischio degli adolescenti: si sente maggiormente il pericolo dei comportamenti sbagliati (guidare senza patente, bere, fumare) eppure sono condotte sempre più frequenti. Perchè? La risposta arriva dagli stessi ragazzi: infrangere una di queste regole morali equivale ad avere coraggio e, quindi, un maggiore rispetto da parte del gruppo di appartenenza.
Un ulteriore tassello viene aggiunto, quindi, alle tante ricerche effettuate per comprendere il pianeta giovani, le abitudini e le paure delle nuove generazioni. Un risultato reso pubblico proprio il giorno in cui, a Emsdetten, nel nord-ovest della Germania, un diciottenne mascherato e armato è entrato in una scuola sparando all'impazzata e, dopo aver preso in ostaggio per qualche ora l'intero tutte le persone presenti nell'istituto, si è suicidato. Gesto estremo di un folle o un nuovo campanello d'allarme? Il dibattito è ancora aperto.
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