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Apatia e immaturità: ecco i giovani di oggi

In Italia i giovani sono considerati "bamboccioni" che non vogliono andarsene di casa, in America apatici e passivi. Ma è veramente questa la realtà dei giovani di oggi?

I giovani di oggi sono considerati apatici, senza obiettivi precisi, persone che non vogliono crescere, non vogliono prendersi le proprie responsabilità e non si sentono pronti a scendere in prima linea per difendere i propri diritti.
L’idea che i “grandi” hanno dei giovani, sia in Italia che in America, non è molto diversa.
Ma è veramente cosi?
I giovani di oggi pensano soltanto a divertirsi e non vogliono impegnarsi?
Oppure il quadro descritto dai “giovani di ieri” è soltanto un’esagerazione e non tiene conto di molti aspetti importanti?

La scorsa settimana, Tommaso Padoa-Schioppa, illustrando i benefici che la nuova finanziaria porterà ai giovani, ha definito i ragazzi di oggi dei “bamboccioni” che non vogliono allontanarsi dalla famiglia d’origine e preferiscono continuare a vivere a casa, invece di diventare autonomi, andando a vivere da soli.
Secondo Padoa-Schioppa, quindi, i nuovi provvedimenti del governo potrebbero stimolare i giovani ad allontanarsi dalla gonna di mamma: “incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi”.
Ma chi l’ha detto che i giovani che abitano ancora con i genitori lo fanno perché non vogliono crescere?
 
A questo proposito, è da considerare ragionevole il commento di Manuela Palermi, capogruppo dei Verdi-Pdci al Senato, all’affermazione di Padoa-Schioppa: “Quando il ministro sarà riuscito a trasformare l'Italia in un Paese dove le banche concedono mutui anche ai lavoratori precari e dove gli stessi lavoratori precari possano, nonostante l'esibizione di buste paga che danno poche certezze, rateizzare gli acquisti, allora forse cercheremo di capire se dietro quel suo "bamboccioni" ci sia una fine analisi sociologica. Oggi è solo un infelice epiteto”.
Secondo una statistica dell’Istat del 2005, i giovani tra i 20 e i 30 anni che vivono ancora a casa sono il 69,7%.
E questa scelta è determinata principalmente da difficoltà economiche.

Circa la metà dei giovani che abitano ancora con nella famiglia d’origine hanno un lavoro, ma nei due terzi dei casi il loro stipendio non arriva a 1000 euro al mese e in un terzo non raggiunge i 500 euro mensili.
Con stipendi così bassi, come si può pensare di poter andare a vivere da soli pagando un affitto?
E quale banca concederebbe un mutuo per comprare una casa?
La realtà è questa: il lavoro precario e gli stipendi troppo bassi, contrapposti al costo della vita, sono i motivi principali per cui i giovani continuano a vivere in famiglia.
Non il non voler crescere.

Ma anche in America, la concezione che gli adulti hanno dei giovani non è molto diversa.
Thomas Friedman, nel suo editoriale sul New York Times, parlando dei ventenni, ha scritto: “Siete troppo apatici, passivi e computerizzati, le rivoluzioni non si combattono nel mondo virtuale ma nelle piazze. Fate come Martin Luther King e Bobby Kennedy e scoprite l’attivismo vecchia maniera”.
Questa sua opinione nasce dal fatto che nelle ultime elezioni soltanto il 32% degli elettori tra 18 e 24 anni è andato a votare. Da questo se ne deduce che i giovani americani non vogliono impegnarsi.politicamente, preferendo passare il loro tempo davanti al pc.
Un “atteggiamento qualunquista” che porterà, secondo Friedman, ad un “futuro disastroso” per questi ragazzi.

È giusto generalizzare in questo modo?
I ventenni sono veramente così apatici e senza ideali?
O semplicemente bisognerebbe analizzare la loro situazione e la loro effettiva realtà più attentamente per rendersi conto che questi giudizi sono molto affrettati e per nulla realistici?

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Commenti dal 13 al 17
(17)

Maria giovedì, 30 maggio 2013

Padoa Schioppa.

Dunque! Padoa Schioppa è un signore che guadagnava 30000 euro al mese per grattarsi i maroni dalla mattina alla sera! e la sua piu' grande preoccupazione dati i troppi impegni che non ha mai avuto,è quella di rompere i maroni ai giovani,discreditandoli,poichè i propri figli li aveva messo gia' tutti a posto grazie al ruolo di prestigio che aveva,abusando del potere di ministro o senatore,gli e' bastata solo mezza parola di raccomandazione,ora non trovando un diversivo,al seguito anche delle repressioni in casa,che subiva dalla moglie,che ogni sera lo incitava a mettersi la gonna come una donna,non potendo sfogare,cercava con chi prendersela,fu cosi' che escogito il capro espiatorio,cercando di rompere le palle a coloro i quali le avevano gia' a terra per i fatti loro! E questo e' tutto.Grazie.

n° 17
Ale giovedì, 4 ottobre 2012

come la penso io

sinceramente gente detto in tutta franchezza io tengo 20 anni e vivo ancora con mamma e papà lui quasi 56 anni lei quasi 58 e vivo tutt'ora con loro per tantissime ragioni e motivi forse non vivrò più con loro forse me ne andrò e vivrò con le mie sole forze al eta di 21 o 30 anni ma al momento o bisogno dei miei genitori e della famiglia non potrei fare altrimenti al momento non o le possibilità poi ce il fatto del lavoro che e difficile trovare un lavoro insomma facciamola breve non e facile essere adulti e difficile del aiuto dei genitori e dei nonni ci vuole sempre.

n° 16
Lorenxo mercoledì, 1 maggio 2013

Giudizi affrettati

Io sono un '90, e francamente non sono per nulla d'accordo sui giudizi con i quali vengono bollati i giovani d'oggi. Anche ai tempi dei nostri genitori c'erano persone capaci e altre apatiche e cialtrone, questo però non ha privato loro di dignità personale e lavoro; tant'è che se guardiamo bene sono proprio i giovani che sanno fare tante cose che i vecchi non sanno fare (come per esempio trovare modi innovativi per evitare gli sprechi). Il fatto è che la situazione è disperata non solo per i giovani, ma per tutti, anche per chi guadagna 1500 euro da 20 anni, che si trova con una famiglia da mantenere, un sacco di tasse da pagare, spese troppo alte, moglie e figlio/i a casa senza lavoro, e sarà sempre peggio. L'unica cosa che mi sento di dire a voi tutti è di non farvi rubare la vostra dignità dalle circostanze, perchè una persona non si misura dai soldi o cose che ha, ma dalla pasta di cui è fatta.

MIRKO lunedì, 2 luglio 2012

bambocci

bamboccioni.. è interessante..ma se la mettessimo sul piano che semplicemente non abbiamo nessunissima intenzione di PAGARE PER GLI ERRORI DI VECCHIE GENERAZIONI DI MERDE?? come la mettiamo così? sempre bamboccioni?? mi va benissimo preferisco essere un bamboccione che non trova lavoro e lo cerca da 2 anni che un giovane talmente stupido da accettare tutto quello che ci dicono di fare..DIRÒ DI PIÙ QUANDO TUTTE LE NOSTRE GENERAZIONI DI BAMBOCCIONI SARANNO ADULTE O IL MONDO FINIRÀ O CAMBIERÀ IN MEGLIO..E QUESTA È UNA CERTEZZA.

n° 15
dan lunedì, 21 maggio 2012

ragazzi di oggi vs ragazzi anni 90

ragazzi guardatevi questo video....riflettete http://www.youtube.com/watch?v=AIzI7lvE4z8

n° 14
Ale giovedì, 4 ottobre 2012

R: ragazzi di oggi vs ragazzi anni 90

io ci son nato negli anni 90 per essere precisi nel 92 ma ti dirò non e un fatto generazionale se si rimane a casa coi genitori o se si lavora e si fa le cose da solo in proprio ma e un fatto anche economico di soldi uno che non tiene possibilità economiche neanche grandi abbastanza da fargli fare una vita quasi normale anche se vive da solo e normale che in questo caso per quanto abbia voglia di lavorare e di spiccare il volo e costretto a ritornare al nido dai genitori.

samy sabato, 5 maggio 2012

dichiarazione

salute, devo fare una dichiarazione di questo testo ma non so dividere questo testo in differrente parte.
Per favore aiutami.

n° 13
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