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Lunedì mattina ore 8: controlli anti-alcol

Negli Usa gli studenti dovranno essere sottoposti a controlli anti-alcol prima delle lezioni. E se accadesse anche in Italia?

Che pensereste se il prossimo lunedì mattina, di fronte al cancello della vostra scuola, trovaste, oltre al bidello e ai prof, la polizia stradale con tanto di “palloncino” e kit per l’esame delle urine?
Il pensiero probabilmente andrebbe ad uno scherzo di Carnevale di dubbio gusto.
E’ questa invece la scena che si troveranno davanti gli 800 studenti della scuola superiore Pequannock Township High, una high school come tante degli Stati Uniti. E ci sarà poco da scherzare.
Perché l’iniziativa non è partita da qualche fantasioso dirigente scolastico in cerca della prima pagina sui quotidiani locali, bensì è la ferrea applicazione di un provvedimento adottato di recente nel distretto scolastico del New Jersey. Destinato a essere applicato presto anche nelle altre scuole dello Stato.

La motivazione che ha portato le autorità all’approvazione di tale norma è stata quella della lotta all’alcolismo giovanile.
Un problema serio, e in pochi si permetterebbero di mettere i bastoni tra le ruote ai tentativi di salvaguardare la salute dei minori.
Peccato che il modo di prevenire l’assunzione di alcolici da parte degli studenti, che ovviamente è maggiore durante il weekend, sia visto da molti come una palese violazione della privacy.
E peccato che questa iniziativa si continui a iscrivere in un filone legislativo che fa del proibizionismo il suo grande feticcio, con conseguenze tutt’altro che positive per quanto riguarda il consumo reale di alcolici da parte dei giovani.

In prima fila sulle barricate ci sono ovviamente gli studenti dell’istituto, accompagnati nelle loro proteste da avvocati e militanti per i diritti civili.
Dall’altra parte della barricata invece i dirigenti scolastici e altri settori dell’opinione pubblica, che ricordano i tanti funerali di ragazzi ai quali hanno dovuto presenziare per colpa dell’alcol.

In un paese come gli Stati Uniti, patria dei diritti civili e campione nel rispetto della privacy, un provvedimento del genere si scontra con l’anima profonda di una nazione con forti radici morali (e a volte moraliste). E le polemiche erano davvero inevitabili.
Ma trasferendoci a migliaia di chilometri di distanza, nelle scuole di casa nostra, che cosa provocherebbe un’iniziativa del genere?
Magari non fatta per combattere l’assunzione di alcol per i minori (dato che questa non è vietata), ma piuttosto per controllare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti?

Di fronte a interventi sempre più invasivi, tendenti a indicare le buone regole di condotta in termini di salute, quanle difesa può esserci per la libertà di scelta rispetto al proprio corpo?
E quale peso si deve dare ai risultati delle ricerche mediche (univoci nell’indicare i grandissimi pericoli dell’abuso di alcol e droghe) al momento di legiferare sui comportamenti privati degli individui?

Un consiglio che ci sentiamo di dare alle autorità del New Jersey è quella di impiegare risorse e mezzi fuori dalle discoteche e dalle sale da concerti dello Stato.
Perché non crediamo che sia la paura del test del lunedì a fermare chi si vuole prendere una sbronza con gli amici.
E perché crediamo che sia necessario invece fermare tutti coloro che si mettono al volante ubriachi o sotto l’effetto degli stupefacenti.
Ed è questo lo stesso consiglio che ci sentiamo di girare a tutti coloro i quali, in Italia, decidono di chiusure anticipate dei locali o di coprifuoco dell’alcol dalle 2 di notte.

Non è la vita di un giovane che va fermata. Con i suoi sbagli e le sue sbandate.
E’ la sua morte che va impedita.

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Commenti dal 1 al 3
(3)

cris sabato, 3 febbraio 2007

ma per favore

due cose.. 1 il new jersey non è l'unio stato americano che fa quei controlli.. sto nel montana. e i controlli ci sono anche qui.. come ovunque.. erchè bere sotto i 21 è proibito.. poi ci sono anche i controlli anti droga.. se ti beccano ei espulso da scuola.. ma credono veramente che questo basti?? è così facile non fars beccare.. e il proibire e controllare serve solo a renderci più prudenti e furbi.. non a fermarci! in italia il provvedimento finirebbe in un bagno si sangue

n° 3
Uppolo venerdì, 2 febbraio 2007

bravi, bis

l'ennesimo articolo fintobuonista. Reprimere mai, sempre e solo educare educare educare, con le parole che entrano da un orecchio e escono dall'altro.
Scommetto che a voi non andrebbe bene neanche i controllori in pianta fissa davanti ai locali che requisiscono i veicoli a chi è ubriaco....mahhh bravi continuate così a fare i radical chic

n° 2
SymplyMe venerdì, 2 febbraio 2007

....sigh....

...oh my God ! ! ! °___°'

n° 1
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