Scuole deserte e studenti in piazza.
È il primo capitolo dell’annunciato “Autunno caldo”, minacciato dalle associazioni giovanili e studentesche.
Centotrenta cortei e sit-in in tutta Italia.
Trecentomila studenti nelle strade secondo gli organizzatori, un terzo secondo le forze dell’ordine.
Comunque un bilancio importante, per questa prima grande giornata di protesta studentesca dell’anno scolastico 2007-2008.
Contro il caro-libri e gli esami riparazione da poco reintrodotti dal ministro della Pubblica Istruzione, Beppe Fioroni.
Le associazioni studentesche, fra le quali l’Uds (l’Unione degli Studenti), che hanno organizzato la manifestazione, chiedono al Governo di mantenere le promesse fatte.
«Non un V-Day studentesco – dicono – ma richieste ben precise, per rendere scuola e università priorità praticate e non solo enunciate».
In trentamila solo a Roma, dove gli studenti ben organizzati hanno dato vita a un corteo preceduto da un camion attrezzato con le casse acustiche che diffondeva musica.
I ragazzi hanno scandito cori contro il ministro e hanno mostrato striscioni con scritte come «Non cambiate l’istruzione? Noi ve famo la rivoluzione».
E anche: «Contro il governo della guerra per una scuola pubblica, laica, di massa».
Qualche studente, invece, indossava una maglietta con la strofa della poesia “Soldati” di Ungaretti, citata dal ministro Fioroni: «Si sta come d’autunno, sugli alberi le foglie».
A Milano, invece, nel mirino dei ragazzi non solo il ministro della Pubblica Istruzione, ma anche il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, promotore di una legge regionale sulle scuole professionali che gli studenti considerano come un’«ennesima minaccia alla scuola pubblica».
Non è stato risparmiato nemmeno il sindaco Letizia Moratti, nonché ex ministro dell’Istruzione. Gli studenti hanno sfilato davanti a Palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale, poi i ragazzi hanno simbolicamente cinto d’assedio l’edificio che ospita gli uffici del primo cittadino.
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finalmente!
è un provvedimento giustissimo: siamo l'unico paese dove anche chi non lo merita può andare avanti senza problemi... Così facendo il livello dell'istruzione e della preparazione si abbassa e dalla scuola passano all'università un sacco di ignoranti e pressapochisti! Certo, va migliorato il livello dell'istuzione, la completezza degli insegnamenti et caetera ma almeno una maggiore scrematura di gente che alla fine è un notevole peso per le casse del ministero e per l'immagine dell'istruzione italiana quella sì che va bene!!
Sinceramente..
Io avrei manifestato solo per il carolibri, in fin dei conti se ci si pensa su in Germania non hanno nemmeno la possibilità di recupare il debito.. Ma con un olo voto al di sotto della sufficienza si ripete l'anno senza nessun MA...
Ed essere bocciati si pesa, ma ora della fine ce la facciamo solo a noi se andiamo avanti con delle lacune.. Pensateci bene, siamo a lavoro e lavorando vediamo che non sappiamo come fare un determinato lavoro da svolgere...Come pensate di fare in quella situazione?! Di certo penserete avessi studiato prima, vabbè poi dipende da cosa farete, ma in un indirizzo come il mio, il turistico ragioneria devi sapere come fare una fattura, sapere inglese spagnolo e tedesco; altrimenti non sei un diplomato ma una presa in giro per gli altri diplomati non pensate?
Quindi in fin dei conti mi ritengo favorevole, ovviamente se si dà il debito su materie di indirizzo importanti per il mondo del lavoro ( il debito di matematica e bocciatura per chi fa il classico non ha senso, per fare un esempio; vanno tenute con maggiore importanza le materie umanistiche)
che
Io penso che questo provvedimento sia giusto, almeno cìs si guadagna un pò più di serietà, che è un grave problema per l'Italia. Lo fanno in tutto il mondo, non vedo dove ci sia il problema.
Ci lamentiamo ke in questo paese un 50% circa della popolazione nn legga mai (fonte Libero), ovvio, con un sistema che non chgiede un cazzo, nessuno si sforza.