Chi e come ha votato: contro l'indulto l'Italia dei Valori, la Lega e An. Il Pdci si è astenuto. Gli altri gruppi di maggioranza e opposizione si sono espressi a favore.
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Alla Camera:
il provvedimento di clemenza è passato con maggioranza qualificata, così come richiesto dalla Costituzione. Hanno cioè votato a favore oltre i due terzi dei deputati. I sì sono stati 460, i no 94, gli astenuti 18.
- Al Senato:
approvato in via definitiva l'indulto presentato dal governo. Il provvedimento è passato con 245 voti favorevoli contro 56 contrari . Su 307 votanti, gli astenuti sono stati 6
Cos'è L'Indulto:
L' indulto è una causa di estinzione della pena prevista dall'art. 174 del Codice penale. Si tratta di un provvedimento generale di clemenza, ispirato, almeno originariamente, a ragioni di opportunità politica e pacificazione sociale, ma a volte degenerato nella prassi in strumento di periodico sfoltimento delle carceri. L'indulto in senso proprio è un provvedimento con il quale il Parlamento condona o commuta parte della pena per i reati commessi prima della presentazione del disegno di legge di indulto. La Costituzione richiede una maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, per la sua approvazione; legge deliberata in ogni suo articolo e nella votazione finale. Per l'applicazione dell'indulto è competente il giudice dell'esecuzione, il quale procede senza formalità, secondo la procedura de plano prevista anche per l'amnistia.
Cosa stabilisce il provvedimento sull'indulto:
Le cifre precise non sono ancora disponibili: n é al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria né al ministero della Giustizia, ma le somme sono più o meno calcolabili:
sui 38.086 detenuti oggi in cella a scontare una condanna definitiva, circa un terzo tornerà subito in libertà grazie all'indulto. "In pratica lasceranno i nostri penitenziari all'incirca in 12.700" conferma il direttore generale del Dipartimento, Giovanni Tinebra. E poi, sempre fra quei 38.086, altri 3-4 mila avranno diritto allo sconto di pena ma lasceranno le carceri in periodi successivi, portando a oltre 16.000 il numero dei detenuti definitivi che oggi ha i requisiti per poter ottenere i tre anni di riduzione pena. Ma la clemenza votata ieri al Senato va applicata (quando il reato lo consente) anche alle migliaia di persone che sono sottoposte a misure alternative al carcere, cioè la detenzione ai domiciliari (che oggi riguarda 5.009 persone), la semilibertà (attualmente per 1.728) e l'affidamento in prova (concesso a 15.685 condannati). Gli esperti del ministero e dell'Amministrazione penitenziaria hanno stimato che, nel caso delle pene alternative, i "liberati" saranno circa 8 mila. In tutto, quindi, saranno liberi subito circa 20 mila persone.
"L'indulto dei famosi":
Nella lista infinita di chi avrà uno sconto di detenzione la maggioranza è sconosciuta ai più. Ma ci sono anche nomi e volti che la gente ha imparato a conoscere.
Annamaria Franzoni, per esempio. Se la mamma di Cogne sarà condannata in via definitiva potrà anche lei chiedere la riduzione dei tre anni. Ruggero Jucker, l'imprenditore milanese che nel 2002 uccise la fidanzata. Oppure Vanna Marchi e la figlia, Stefania Nobile, sempre che le loro condanne vengano confermate. Stesso discorso per Calisto Tanzi e Fausto Tonna, del caso Parmalat. Riduzione automatica anche per Erika De Nardo e Omar, i ragazzi del duplice delitto di Novi Ligure. Libertà anche per Romilda Odin, protagonista di uno degli omicidi più cruenti degli Anni '90: il "delitto del freezer" di None. Per tutti c'è però ancora da aspettare, lo sconto arriverà fra anni. Il solo che finirà i suoi arresti domiciliari fra pochi giorni è Cesare Previti.
I contrari:
Antonio Di Pietro (ministro delle Infrastrutture): Questo indulto è stato un voto di scambio politico-parlamentare con cui l'Unione ha svenduto la propria dignità politica cedendo al ricatto della Cdl e, in particolare, di Fi. Hanno votato un provvedimento per i corrotti, i corruttori e per il voto di scambio ai mafiosi. La legge sull'indulto è una sconfitta della legalità. Il risultato di un patto tra forze politiche solo in apparenza antagoniste. Ognuno ha tirato fuori i suoi dalle carceri o dai processi. Io ho deciso di non dimettermi per continuare a testimoniare nella mia funzione di ministro e in Consiglio dei ministri la necessità di uno Stato basato sulla legalità, trasparente verso i cittadini, rispettoso degli impegni presi in campagna elettorale
Gerardo D'Ambrosio, senatore dell'Ulivo ed ex magistrato milanese: "Una cosa gravissima. Questo indulto avrà un effetto devastante. Un esempio? «Solo a Milano usciranno 358 detenuti per rapina a mano armata. La lista dei reati ammessi allo sconto di pena va dall'omicidio al furto, dalla rapina al traffico di droga e al voto di scambio. E poi ci sono gran parte dei reati finanziari.
Oliviero Diliberto, segretario comunisti italiani a commentare l'astensione del suo gruppo al provvedimento di clemenza appena approvato: "Certo, sono contento che 20mila persone, prevalentemente povera gente, escano dal carcere perché sono sempre a favore di un provvedimento di clemenza. Ma se nell'indulto si mette anche il voto di scambio mafioso, allora non posso proprio votare a favore». Diliberto però garantisce: «Al Senato continueremo la nostra battaglia perché altrimenti come faccio a dire ai ragazzi di Locri che combattono contro al mafia che sono con loro? Io non ho votato a favore e quindi posso tornare a Locri".
Giuliano Amato ( ministro dell'Interno): "Sono tra quelli che pensano e sanno che se non cambia la nostra durata dei processi, l'indulto e' un rimedio di brevissimo periodo. Comunque, ho preso atto della volonta' del Parlamento. Il provvedimento è destinato a rimettere in liberta circa 15mila detenuti, sono rimasto colpito dal fatto che ne beneficeranno anche i condannati per i reati finanziari e contro la pubblica amministrazione, colletti bianchi che non necessariamente affollano le carceri. Un indulto ha senso, e' piu' comprensibile e spiegabile se riguarda i poveracci, quelli che sono costretti a un furtarello, o tossicodipendenti che avrebbero bisogno di una terapia di disintossicazione. Mi rendo conto, pero', che certi reati previsti dall'indulto sono stati il prezzo pagato a quel terzo di parlamentari dell'opposizione che hanno consentito di approvarlo".
I favorevoli:

Romano Prodi: "'L'indulto non e' una proposta del Governo. Era l'unica alternativa alle carceri che scoppiavano. Bisognava avere una maggioranza dei 2/3, lo diceva la legge. Bisognava mettere anche qualcosa che non condividevamo. Queste sono le regole della democrazia"
Fausto Bertinotti (Presidente della Camera): quando le istituzioni sono capaci di atti di clemenza che alleviano anche una pena supplementare a quella comminata dal giudice, visto il sovraffollamento delle carceri, è la dimostrazione che vince la natura dello stato di diritto
Massimo D'alema (vicepresidente del Consiglio e Ministro degli esteri): ''E' stato raggiunto il quorum con un ampio margine su una misura di carattere umanitario che secondo me era giusta. io sono sempre stato infatti favorevole all'indulto''
Luigi Pagano, (ex direttore del carcere di San Vittore e ora provveditore agli Istituti di pena lombardi): "Questo provvedimento ci consentirà di tirare il fiato. Parlo dello svuotamento delle celle, delle risorse economiche e umane che ci ritroveremo in più e che potremo indirizzare verso la dignità della detenzione. E credo che sia giusto anche fare uno sforzo per aiutare i più bisognosi fra chi esce di prigione".
Cosa ne pensate? Atto di clemenza o convenienza politica "bipartisan"?
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