È un vero giornalista colui che riporta solo una mezza verità, deviandone per giunta il senso?
È questo che mi sono chiesta, quando il 28 settembre vari telegiornali e quotidiani hanno riportato il sensazionale scoop della pace fatta tra Beppe Grillo e il Ministro della Giustizia Clemente Mastella, offrendogli addirittura il proprio aiuto per scrivere un libro sulle varie caste esistenti in Italia.
La notizia ha rimbalzato da una parte all’altra, lasciando increduli e sconcertati molti dei firmatari della proposta di legge popolare per il Parlamento pulito.
Per conoscere quanto è stato effettivamente detto, è d’obbligo reperire la fonte di tale notizia e dunque, in questo caso, il blog di Beppe Grillo.
Il post in questione presentava effettivamente alcune delle frasi riportate dai telegiornali, i quali per la prima parte dello scritto si sono abbastanza attenuti alla realtà, trascurando però la seconda e più importante parte del messaggio che smentiva e contrastava di netto le righe sovrastanti, con un chiaro intento di prendere in giro il Ministro Mastella e criticarne ancora una volta l’operato.
In cosa consiste questa seconda parte?
Beppe Grillo ha riportato una lettera scritta dal fratello del grande Paolo Borsellino, Salvatore, e da Sonia Alfano e indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Riportiamo per onore di cronaca l’intero scritto in questione, intitolato “Il capro espiatorio”, compreso ciò che i media nazionali hanno volutamente tralasciato, forse per modellare la realtà dei fatti a proprio piacimento:
"Non ci sto più al gioco al massacro ceppalonico. Mastella è solo un capro espiatorio. Il migliore sulla piazza della politica, certo. Per questo hanno scelto lui. Ma l’indulto non è una sua idea, ne sono convinto. Gli è stato ordinato. Da chi? Dal Parlamento.
E chi nel Parlamento lo ha spinto di più? Lui, lo psiconano. Quello che straparla di sicurezza nelle piazze con la badante rossa. Mastella ha detto più volte di aver ricevuto la solidarietà di Berlusconi per l’indulto. Ci credo.
L’indulto è servito a non fare entrare in carcere gli amministratori corrotti, non a liberare i pregiudicati.
Mastella ha detto oggi una grande cosa, ha annunciato un libro “su tutte le altre caste, a partire dai giornalisti”.Questa volte sono d’accordo con lui. Gli offro la mia prefazione o, se preferisce, il libro lo possiamo scrivere a quattro mani. Vado fino a Ceppaloni se mi invita.
Pubblico una lettera del fratello di Paolo Borsellino e di Sonia Alfano indirizzata al Capo dello Stato.
“Chiediamo l'intervento del Capo dello Stato per porre fine all'imbarazzante ed offensiva attività del Ministro Mastella tesa ad imbavagliare la verità e scongiurare che la giustizia possa, definitivamente, arrivare a lui.
Per evitare ciò ha chiesto al CSM il trasferimento del PM De Magistris motivando la richiesta come atto dovuto a seguito delle risultanze delle ispezioni ministeriali presso la Procura di Catanzaro. A tale proposito, se Mastella si proclama corretto per questo atto "doveroso", saremmo curiosi di sapere come si definisce il Ministro Amato in considerazione del fatto che lo stesso talvolta preferisce ignorare le risultanze delle ispezioni ministeriali (vedi mancato scioglimento del Consiglio Comunale di Barcellona P.G.-ME).
Forse sfugge, o addirittura sconosce, al ministro Mastella che esistono problemi gravi che andrebbero sollevati al CSM e che rischiano di ingolfare la giustizia; le procure di Caltanissetta e di Catania, considerata l'importanza delle stesse nella lotta alla mafia, sono scoperte da troppo tempo. E cosa dire della paralisi disastrosa che l'entrata in vigore del nuovo ordinamento giudiziario provocherà?
Passeranno molti mesi prima che il CSM possa procedere a nuove nomine lasciando così gli uffici scoperti.
Sarebbe opportuno che Mastella si dimettesse subito, così da rendere più sereni anche gli italiani, ai quali chiediamo di non dimenticare che Mastella è testimone di nozze del pentito di mafia F.sco Campanella.
Speriamo pertanto in una forte presa di posizione da parte di tutti gli italiani onesti che non possono essere rappresentati da personaggi come Mastella e company.”
Sonia Alfano e Salvatore Borsellino"
Questo è il testo integrale del post del 27 settembre scritto da Beppe Grillo.
Può dunque una persona, con il reale intento di riappacificarsi ad un’altra, pubblicare una lettera così forte contro quest’ultima?
Va contro la coerenza e l’umana intelligenza!
E Beppe Grillo ha voluto sottolineare questo concetto il 29 settembre con un altro post, contestando l’operato di tutti quei giornalisti che hanno riportato solo quello che piaceva riportare per presentare la realtà in modo diverso e, secondo supposizione personale di chi scrive, probabilmente per gettare in discredito la figura di Grillo, tentando di dividere il popolo del V-Day e di quanti ammirano la grinta e le idee del comico.
Di fronte a un fatto del genere, viene davvero da chiedersi quante siano le realtà che giungono alle nostre orecchie e ai nostri occhi completamente deformate del loro senso originario.
Commenti
(0)
Aggiorna i commenti
Feed RSS dei commenti