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Fa discutere proposta di moratoria aborto

La proposta del cardinale Ruini di una moratoria sulla legge 194 fa infuriare il dibattito politico

Si riapre il dibattito sulla legge 194.
Dopo la richiesta di una moratoria sull'aborto del cardinale Ruini e la presentazione di una mozione da parte del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, la senatrice teodem Paola Binetti scuote l'Unione dichiarandosi pronta, in un'intervista a 'La Stampa', ad aderire all'iniziativa parlamentare dell'esponente azzurro.
Da Bondi intanto arriva oggi una precisazione: ''La mozione, depositata già da oltre tre mesi - spiega -, non chiede la revisione della legge, ma l'istituzione di linee guida (attualmente non previste dalla 194) per permetterne un'applicazione piena, coerente e omogenea".
"Si tratta di emanare direttive ministeriali, un atto puramente amministrativo, per adeguare le norme della legge 194 alle nuove tecnologie mediche'', aggiunge Bondi. Il coordinatore azzurro chiarisce: "Non si tratta dunque, come appare da alcuni titoli di giornale, di un'iniziativa presa a seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri dal cardinale Ruini, che peraltro condivido, e che non mi pare punti a una revisione della legge, ma di una riflessione maturata da tempo".

Chiusura netta a ogni prospettiva di moratoria da parte del ministro della Salute, Livia Turco, che afferma: "la legge 194 inapplicata? No, e' applicatissima. Ridiscutere dell'aborto? Dibattito pubblico si', ma nessuna modifica della legge 194".

Intanto, dopo il richiamo del cardinale Ruini e l'annuncio di una mozione, Marina Sereni, vicepresidente del gruppo Pd-l'Ulivo alla Camera dei deputati, torna a difendere la 194: ''E' stata un'ottima legge che ha contribuito a sconfiggere l'aborto clandestino e a dare alle donne tutele e aiuti per una maternità consapevole''.
''Dalla sua approvazione a oggi molte cose sono cambiate, sia per l'arrivo nel nostro Paese di molte immigrate, sia per i progressi della scienza medica nel campo della contraccezione e della cura. Compito della politica - continua - è aggiornare la legge ai tempi, partendo però dalla difesa delle ragioni che hanno portato il Parlamento italiano ad approvare quelle norme e tutti i cittadini a difenderla con un referendum.''

Da parte sua il direttore del 'Foglio' Giuliano Ferrara chiede 'udienza' al Pd per poter esporre la sua proposta di moratoria della legge sull'aborto, formulata qualche settimana fa subito dopo l'approvazione, da parte dell'assemblea generale dell'Onu della moratoria universale sulla pena capitale. "Caro Veltroni - scrive Ferrara in una lettera inviata al segretario del Pd - ti auguro buon anno e ti chiedo, se la cosa vi interessi, di consentirmi di esporre le mie ragioni in favore della moratoria sull'aborto al comitato che sta discutendo statuto e identità del Partito democratico".
Il senatore di Fi, Gustavo Selva, annuncia intanto l'imminente presentazione di una pdl per la revisione della legge sull'aborto. "Presenterò anch'io, a titolo personale, al Senato della Repubblica una mozione per la modifica della legge 194, da interpretare come aiuto alla procreazione assistita e difesa della vita e della salute della donna".
Mentre Rocco Buttiglione fa sapere che ''l'Udc appoggia con forza la richiesta di una moratoria sull'aborto lanciata dal Cardinale Ruini. Il nostro partito - sottolinea - è sempre stato all'avanguardia nella lotta in difesa della vita". Dalla Lega arriva il sì sulla sostanza ma non sui tempi. Per il vice presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord Roberto Calderoli, ''il compito di aggiornare la legge 194 spetterà a breve al prossimo Governo ''.

Dura invece la reazione della sinistra radicale. ''Aborto? Da Bondi e da altri ex CdL nuova crociata medievale. Ecco chi è che vuole rimandare il Paese indietro di decenni, con una visione oscuantista! La 194 è una buona legge: tutelarla è una questione di civiltà'', afferma Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera dei deputati. E Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a Palazzo Madama, attacca la Binetti: "sta coprendo di vergogna e di ridicolo l'intera coalizione di governo''. fonte: Adnkronos
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Commenti dal 1 al 5
(5)

giuseppe mercoledì, 9 gennaio 2008

W la vita

chi sostiene che l'aborto nn sia un omicidio,dovrebbe rispondere a qst domanda: quando un essere umano è da considerare tale?lo chiedo da un punto di vista biologico,nn etico o giuridico!a me sembra che l'essere umano sia tale fin dalla prima cellula, nn vedo altro modo di dicriminare!quando una donna è incinta ha la coscienza di aspettare un bimbo, che dentro di se c'è una vita e nn un grumo di cellule!è giusto occuparsi dei colpevoli, ma un po di attenzione nn andrtebbe data anche agli innocenti?

n° 5
josafa mercoledì, 16 gennaio 2008

Re: W la vita

> chi sostiene che l'aborto nn sia un
> omicidio,dovrebbe rispondere a qst domanda: quando
> un essere umano è da considerare tale?lo chiedo da
> un punto di vista biologico,nn etico o giuridico!a
> me sembra che l'essere umano sia tale fin dalla
> prima cellula, nn vedo altro modo di
> dicriminare!quando una donna è incinta ha la
> coscienza di aspettare un bimbo, che dentro di se
> c'è una vita e nn un grumo di cellule!è giusto
> occuparsi dei colpevoli, ma un po di attenzione nn
> andrtebbe data anche agli innocenti?

perchè non vai a sparare queste stronzate a una donna violentata che rimane incinta?

remundi giovedì, 10 gennaio 2008

Re: W la vita

> chi sostiene che l'aborto nn sia un
> omicidio,dovrebbe rispondere a qst domanda: quando
> un essere umano è da considerare tale?lo chiedo da
> un punto di vista biologico,nn etico o giuridico!a
> me sembra che l'essere umano sia tale fin dalla
> prima cellula, nn vedo altro modo di
> dicriminare!quando una donna è incinta ha la
> coscienza di aspettare un bimbo, che dentro di se
> c'è una vita e nn un grumo di cellule!è giusto
> occuparsi dei colpevoli, ma un po di attenzione nn
> andrtebbe data anche agli innocenti?

Innocente di che scusa? non può essere innocente semplicemente perché non c'è nulla che può essere innocente, allora da questo punto di vista è innocente anche un sasso perché lo lanci nello stagno poverino!
Vedi a voler usare parole lacrimevoli e buonismo mentecatto si riescono sempre a fare bei discorsi, il problema è che non hanno alcun senso dal punto di vista logico. Smettela di argomentare con la retorica e la dialettica retorica che servono soltanto per mischiare le carte in tavole con quello che non c'entra!
Ci sono due soggetti (chiamiamoli così) l'embrione da una parte, e la donna dell'altro, la maggior parte delle volte tra i due non c'è conflitto, ma accade che certe volte i loro "diritti" vedano in conflitto; in particolare il diritto della madre a non voler portare avanti la gravidanza, il che altro non è che il poter disporre del proprio corpo, e dall'altro ci sono i presunti diritti dell'embrione a nascere, diciamo, solo che sono solo presunti questi diritti in quanto l'embrione non ha statuto giuridico, non solo ma non può neppure esprimere questo diritto per mezzo di una dichiarazione, e non potrà per molto tempo, allora che facciamo creiamo un tutore per l'embrione che senza poter aver prospettiva di cosa sia realmente meglio per questo decida per lui e in contrasto con il volere della madre, soltanto sulla base delle sue personali convinzioni?
Questo sarebbe un abuso nei confronti di entrambi i soggetti, senza contare che in tutti i modi posso fissare dei diritti ma escludere certe categorie da questi diritti, gli omosessuali per esempio non per caso esclusi dal diritto di sposarsi, però non volete che si tocchi questo argomento, ma anche quel caso vi arrogate voi il diritto di negare l'esistenza di un diritto soltanto per tornaconto; soltanto perché dite che non é nell'interesse della società riconoscere il diritto di sposargli agli omosessualim bene! ma se è per questo non vedo neppure un interesse così cogente della società nel riconoscere all'embrione il diritto alla vita

Fabio giovedì, 10 gennaio 2008

Re: W la vita

L'embrione non ha status giuridico... vabbè dai romani i bambini non avevano status giuridico, il pater familias poteva ammazzarli... e a loro pareva giusto allo stesso modo... c'era un "conflitto di interessi"... si voleva disporre del proprio corpo...
il proprio corpo.... che è MIO questo corpo? mi è dato in "affitto".... ma non posso usarlo per negare ad altri la vita... la vita la da Dio e solo Lui decide quando darla e quando permettere che essa cessi... NON DOBBIAMO FARE NULLA DI TUTTO CIO'!!!!
E lasciamo stare gli omosessuali, non c'entrano con il discorso.... è puro egoismo sfrenato, ma esistono solo DIRITTI o anche DOVERI?

Raz venerdì, 11 gennaio 2008

Re: W la vita

Permettimi, remundi, rispondo io al posto tuo, ci tengo a dire ciò che penso:

Ecco, come volevasi dimostrare, il discorso va sempre a finire in ambito religioso... ma non sei stato tu il primo a dire di voler vedere la cosa da un punto di vista scientifico? Forse non hai ancora capito che non esiste solo la tua religione, puoi credere in tutto ciò che vuoi, ma non puoi pretendere che tutti gli altri si adeguino rinunciando alle proprie idee solo perché tu sei convinto che la tua sia l'unica giusta e vera. Dato che siamo (dovremmo essere) in uno stato LAICO, la legge non può privilegiare coloro che credono in una cosa piuttosto che in un'altra, né basare le proprie leggi sui principi una religione, bisogna fare in modo che tutti abbiano gli stessi diritti e le stesse possibilità davanti alla legge. Non mi pare che con la legge sull'aborto noi andiamo a toccare la tua libertà, non mi pare che ti obblighiamo a fare qualcosa che non vuoi o che ti vietiamo di fare qualcosa che vuoi. Viceversa, tu vuoi vietare qualcosa a qualcuno, vuoi vietare a una madre di disporre del proprio corpo come vuole (lascia stare Dio, io non credo che condannerà all'inferno tutte quelle madri che sono ricorse all'aborto magari una volta nella vita per evitare una vita di sofferenze a un futuro bambino, ma anche se così fosse della propria salvezza nell'altra vita non si deve certo preoccupare lo stato). Renditi conto che il corpo, per lo stato, appartiene solo e soltanto alla donna e, sempre per lo stato, l'embrione non è una persona con un proprio corpo né un proprio status giuridico, quindi la battaglia è persa: fra il diritto di un embrione e quello di una madre, la madre viene per prima. Nessuno può costringere una madre a portare a termine la gravidanza, tantomeno tu, e tieni a mente che nessuno, nel caso tuo figlio nascituro dovesse rischiare allo stadio embrionale di avere una malattia che lo farebbe vivere solo pochi mesi dalla nascita, senza possedere magari la vista e l'udito, con un sistema digerente che non funziona del tutto e per sopravvivere dovrebbe stare attaccato alle flebo, senza la speranza di vivere con dignità e solo per pochi mesi, nessuno costringerebbe te o la donna che hai messo incinta ad abortire.

Raz mercoledì, 9 gennaio 2008

Re: W la vita

Risposta: alla nascita.
Prima, è solo, come hai scritto, un grumo di cellule. Anzi, si potrebbe addirittura considerare tale (essere umano) da prima della nascita: dal momento in cui, se nascesse, sarebbe in grado di sopravvivere grazie alle sole cure della madre, senza espedienti tecnologici. Se a 8 mesi nasce un bambino, questo può vivere benissimo, essere allattato, ecc... Se nasce a 4, muore forse anche prima di venire completamente alla luce. Ma visto che si sta discutendo di una LEGGE, e quindi dal punto di vista giuridico, un embrione non viene considerato una persona con un proprio status giuridico, tanto che è la legge stessa che distingue fra aborto ed omicidio, consentendo l'uno e punendo l'altro. Dal punto di vista etico, ognuno può dire la propria, persino a me non va di considerare l'embrione né più né meno di un qualunque oggetto. Dal punto di vista biologico, si può considerare l'embrione un essere umano, ma IN POTENZA non IN ATTO: senza la madre, senza la placenta, il liquido amniotico, il cordone ombelicale, non può sopravvivere. La vita umana già in atto non si tocca, quella in potenza, per lo meno, non si neghi del tutto la possibilità di toccarla, non dico in qualunque caso possibile, ma almeno in alcuni casi, quando c'è un "conflitto d'interessi" fra la madre e l'embrione.

Gattide venerdì, 11 gennaio 2008

Re: W la vita

Io sono daccordo con Remundi eti dico anche perchè: Io sono una ragazza, mi piacerebbe avere un figlio, ma non posso permettermi di stare appresso ad un bambino malato o gravemente deforme.
Lo so è crudele, ma è la realtà!
Se sapessi che mio figlio ha la possibilità di nascere con una malattia fortemente invalidante, o possa nascere orribilmente deforme, abortirei e dovrei avere questo diritto.
Se i cattolici non mi danno questo diritto ( e se sarò ancora in Italia ), io lo lascio in ospedale e non lo voglio neanche vedere!
Ci pensassero i preti a lui!
E lo so, tu mi dirai subito...e se si ammala da grande??
Quello è un altro conto , sono cose che non potrò mai preventivare ( mentre con un embrione si può dal momento che c'è l'amniocentesi ).
E se sarà così malato da non poter sopportare quella vita vorrei che ci fosse la possibilità di interrompere le sue sofferenze.
E' naturale, queste sarebbero solo le mie scelte...sicuramente c'è qualcuno che vuole scegliere diversamente ma, al contrario di voi, io non glielo impedisco!
Se ti vuoi tenere il figlio malato, partoriscilo e tienitelo!
Nessuno te lo impedisce!

Fabio martedì, 8 gennaio 2008

Libertà di uccidere

L'aborto è un OMICIDIO, smettiamola di parlare della libertà della donna, che magari non vuole il figlio, e chi se ne frega!!!!, allora se io non voglio il mio vicino di casa lo uccido... giustissimo ragionamento... l'aborto è egoismo allo stato puro, non metto in dubbio che molti madri siano incolpevoli in quanto sopraffatte dal dolore, ma lo Stato deve aiutarle affinchè il bambino sia salvo, non affinchè questo venga ucciso!
Noi che siamo qui a inneggiare all'utero libero... la donna che decide, ma pensiamo a quanti MILIONI di bambini non hanno avuto il dono dell'esistenza... per colpa anche di queste leggi abortive come la 194... si ma ci sono i centri di aiuto alla vita, e allora??? bisogna IMPORRE che non si possa uccidere, MAI, ne a 1 giorno, ne prima della nascita, nè dopo il concepimento... e a chi osasse disgraziatamente farlo decenni di galera...
Povere ragazza incinta a cui si rovina la vita... e al povero bimbo non-nato non ci pensa nessuno!

n° 4
anonima sabato, 15 marzo 2008

Re: Libertà di uccidere

allora l'aborto secondo me non è giusto, perchè comunque anche se molte persone si riferiscono al feto come un raggrumulo di cellule o roba del genere, è comunque una vita che stà per nescere e uccidere è sbagliato... la cosa che mi spaventa di più è kome alcuni ragazzi possano lasciare da sola una ragazza incinta e questo solo perchè sono dei VIGLIACCHI e FIFONI CHE NON SANNO PRENDERSI LA LORO RESPONSABILITà. perchè diciamocelo in parte è stata colpa loro se le ragazze rimangono incinta

... martedì, 13 gennaio 2009

Re: Libertà di uccidere

> allora l'aborto secondo me non è giusto, perchè
> comunque anche se molte persone si riferiscono al
> feto come un raggrumulo di cellule o roba del
> genere, è comunque una vita che stà per nescere e
> uccidere è sbagliato... la cosa che mi spaventa di
> più è kome alcuni ragazzi possano lasciare da sola
> una ragazza incinta e questo solo perchè sono dei
> VIGLIACCHI e FIFONI CHE NON SANNO PRENDERSI LA
> LORO RESPONSABILITà. perchè diciamocelo in parte è
> stata colpa loro se le ragazze rimangono incinta
>
>

fottiti puttana

remuntdi giovedì, 10 gennaio 2008

Re: Libertà di uccidere

"i bambini, nessuno pensa ai bambini!" ma che sei la moglie del reverendo Lobjoy che va in giro a starnazzare come un'oca! i bambini, basta riempirsi la bocca di vuote parole per sentirsi etici e morali e pensare di poter imporre e determinare agli altri il proprio pensiero; se tu ancora non l'avessi capito c'è di mezzo la libertà della madre che è già viva ed è già persona con tanto di diritti, ed è lei che decide di abortire, in quanto continuare la gravidanza le causerebbe comunque un altro tipo di sofferenza;
Mi vieni a dire e i diritti dei bambini non-nati? e chissenefraga di chi è non-nato, l'hai detto appunto non è nato, non è mai venuto al mondo? o dobbiamo forse pensare ai diritti di tutti quei bambini che potenzialmente non sono mai venuti; con questi ragionamenti una donna calcolando che può rimanere in cinta mediamente dai 12 ai 50 anni, potrebbe se li fa a manetta mettere al mondo 38 bambini, pensa che bello, perché forse dovresti discriminare l'embrione da tutti i potenziali bambini che non sono venuti al mondo perché la madre non si è voluta far ingravidare, che egoista eppure anche loro come in non-nati, secondo la tua logica di dare diritti a destra e a manca avrebbero diritto a nascere no?

isa mercoledì, 9 gennaio 2008

Re: Libertà di uccidere

> L'aborto è un OMICIDIO, smettiamola di parlare
> della libertà della donna, che magari non vuole il
> figlio, e chi se ne frega!!!!, allora se io non
> voglio il mio vicino di casa lo uccido...
> giustissimo ragionamento... l'aborto è egoismo allo
> stato puro, non metto in dubbio che molti madri
> siano incolpevoli in quanto sopraffatte dal dolore,
> ma lo Stato deve aiutarle affinchè il bambino sia
> salvo, non affinchè questo venga ucciso!
> Noi che siamo qui a inneggiare all'utero libero...
> la donna che decide, ma pensiamo a quanti MILIONI
> di bambini non hanno avuto il dono
> dell'esistenza... per colpa anche di queste leggi
> abortive come la 194... si ma ci sono i centri di
> aiuto alla vita, e allora??? bisogna IMPORRE che
> non si possa uccidere, MAI, ne a 1 giorno, ne prima
> della nascita, nè dopo il concepimento... e a chi
> osasse disgraziatamente farlo decenni di galera...
> Povere ragazza incinta a cui si rovina la vita... e
> al povero bimbo non-nato non ci pensa nessuno!
>

io invece penserei ai MILIONI di bambini che purtroppo hanno avuto il dono dell'esistenza e muoiono di fame dopo un anno....a questi non ci pensi?e alla ragazza che rimane incinta dopo uno stupro cosa gli dici?se lo farà nascere vedrà per sempre gli occhi di chi l'ha violentata negli occhi del suo bimbo...è giusto questo?

Fabio giovedì, 10 gennaio 2008

Re: Libertà di uccidere

Lo stupro è una cosa terribile, orrenda, schifosa quanto vuoi... ma che colpa ne ha di questo il bambino scusa?
Se un bambino è stato concepito è allo stesso modo omicidio, anche se è frutto di violenza, anche se non lo si vuole, anche se...
I diritti finiscono dove iniziano quelli degli altri... a mio avviso l'embrione allo stesso modo del bambino allo stesso modo dell'adulto allo stesso modo dell'anziano ha diritto alla vita!
E poi chi ha detto che bisogna farli morire di fame?? il diritto alla vita vorrebbe dire permettere a tutti di vivere fino alla morte naturale.. ad ogni modo non è una bella cosa che ci siano bimbi morti di fame dopo un anno,ma perchè allora è bello che si muoia, non di fame, dopo 3 mesi dal concepimento? E' LA STESSA COSA!!

Raz venerdì, 11 gennaio 2008

Re: Libertà di uccidere

Permettimi, isa, rispondo io al posto tuo, ci tengo a dire ciò che penso:

Allora, si vede che non hai proprio capito il concetto: l'embrione NON HA gli stessi diritti di un neonato, di un bambino, di un adolescente, di un giovane, di un adulto, di un anziano, di un morente, perché l'embrione NON E' una persona, né ha uno status giuridico, al pari di una patata. Anche lei è viva, però non è una persona, non può averne gli stessi diritti. L'embrione è vita "in potenza", mentre addirittura la patata è vita "in atto". L'embrione non sopravvive al di fuori del contesto in cui esiste, senza la madre che lo ospita quell'embrione non può vivere. Lascia perdere il discorso che il nostro corpo non ci appartiene perché è un dono/prestito divino... qui stiamo parlando di scienza, ma se vuoi parlare di religione, allora sappi che ci sono delle persone, i buddisti, che ritengono sacrilego uccidere un animale, perché è la reincarnazione di qualche persona, di un essere umano, e quindi mangiare carne di maiale, mucca o pecora equivale a un omicidio. Dimmi perché dovremmo applicare la tua religione e non la loro, perché dovremmo chiamare omicidio l'aborto di un embrione e non l'uccisione di un pollo. Perché la tua religione è la prevalente in Italia? Perché è l'unica (sfortunatamente) che viene insegnata nelle scuole? Dal dire che abortire è un omicidio che come tale dev'essere proibito dalla legge a dire che la separazione, il divorzio e il semplice adulterio, seppur perdonato, sono illegali e punibili con la reclusione il passo è corto. Io non voglio tornare al Medioevo, che esistano pure tutte le religioni del mondo, che siano accettate da tutti, che chiunque possa praticare la propria senza che altri glielo impediscano, ma non si pretenda che una religione possa influenzare lo stato laico che deve riconoscere allo stesso modo TUTTE le religioni, senza vincolare chi non crede a una determinata religione ai precetti in essa contenuti. E un ultimo appunto: i virus non vengono considerati "esseri viventi" perché, al contrario di tutti gli altri, non sono in grado di riprodursi autonomamente, devono ricorrere al contenuto genetico di un'altra cellula vivente per potersi replicare, e questo non lo dico io, ma la scienza; ora, non si pensi neppure lontanamente che stia paragonando gli embrioni ai virus, questo era solo il più vistoso esempio scientifico che potessi riportare, ma ribadisco che un embrione, a differenza di una persona, non è in grado di sopravvivere senza la madre, per cui non si possono parificare i diritti di un embrione a quelli di una persona, a quelli della madre, anche l'embrione ha dei diritti, come la madre, ma quando c'è un conflitto fra questi è la madre che si deve scegliere.

Raz mercoledì, 9 gennaio 2008

Re: Libertà di uccidere

"Omicidio" dal Latino "Homicidium" composto di "Homo" = UOMO e un derivato di "Caedere" = TAGLIARE/UCCIDERE.
"Aborto" dal Latino "Abortum" composto di "Ab" = DA (letteralmente, ma che qui ha valore di negazione) e un derivato di "Oriri" = NASCERE.
L'aborto NON è un omicidio. L'omocidio si ha quando viene uccisa un'altra persona, un uomo o una donna, giovane o vecchio/a, anche appena nato/a, ma finché si parla di EMBRIONI non si può parlare di OMICIDIO. L'embrione non ha status giuridico. E infatti nei paesi del mondo più civilizzati, in cui la persona ha più diritti che negli altri, l'aborto è consentito dalla legge, l'omicidio no (poi ci sono anche i paesi che si definiscono civilizzati e prevedono la pena di morte, ma questo è un altro discorso). L'embrione non è una persona, non è un uomo né una donna, lo è solo "in potenza", non "in atto". Con questo, non nego che biologicamente e geneticamente sia un essere umano, ma ancora "in potenza", non "in atto". Non lo considero, come molti, alla stregua di un mero oggetto, ma è ovvio che, dovendo scegliere fra il diritto di una madre, donna adulta con status giuridico riconosciuto, e un embrione, non ancora formato, non ancora autosufficiente, non ancora nato e senza status giuridico, si sceglie quello della madre. Fanno eccezione le presone che ancora vorrebbero magari che la donna fosse solo una macchina per sfornare figli e fare sesso, preparare da mangiare e lavare i vestiti, un po' come in quegli stati, che noi stessi consideriamo meno civili di noi, dove queste situazioni esistono ancora, dove l'aborto è proibito per legge e quasi sempre la pena di morte è prevista da quella stessa legge, dove la donna non ha il diritto ad avere un proprio cognome, dove è costretta a vestirsi nel modo che le viene imposto, dove le adultere e le vittime di stupri vengono giustiziate... Io preferisco un mondo dove i diritti di tutti gli uomini e di tutte le donne siano garantiti e non impediti in nome di un qualche moralismo di matrice religiosa posponendoli a quelli di un embrione.

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Criticono venerdì, 4 gennaio 2008

Informazione

Forse sarebbe più utile conoscere il tipo di proposta che è stata fatta da Ruini prima delle varie reazioni dei nostri "cari" politici.

n° 3
Cecchinocieco venerdì, 4 gennaio 2008

Libertà

Un figlio dovrebbe essere una benedizione, un dono ricercato e voluto... una donna dovrebbe essere libera d scegliere se portare a termine o no una gravidanza. Sta poi alla sensibilità di ogni persona interrogarsi sui problemi morali, religiosi e sociali della decisione, ma non si può permettere che la chiesa interferisca anche con il libero arbitrio di ogni cittadino!

n° 2
Fabio martedì, 8 gennaio 2008

Re: Libertà

Che c'entra la Chiesa? ritieni che sia un discorso di fede?? io sono cattolico ma anche da ateo non muterei tale opinione... chiamalo embrione, feto, vita potenziale, bambino... quel cavolo che vuoi... fatto sta che tu ammazzandolo impedisci a lui di vivere, a lui che si era formato già nel tuo grembo.
Le chiacchiere stanno a zero... basta uccidere!!!
Cavolo pensiamo tanto ad abolire la pena di morte, dove si uccidono assassini... è sbagliata la pena di morte, ovviamente ne sono contrario, tuttavia l'aborto è ancora peggio,uccidendo un bimbetto INNOCENTE e nascente.

Raz mercoledì, 9 gennaio 2008

Re: Libertà

"Omicidio" dal Latino "Homicidium" composto di "Homo" = UOMO e un derivato di "Caedere" = TAGLIARE/UCCIDERE.
"Aborto" dal Latino "Abortum" composto di "Ab" = DA (letteralmente, ma che qui ha valore di negazione) e un derivato di "Oriri" = NASCERE.
L'aborto NON è un omicidio. L'omocidio si ha quando viene uccisa un'altra persona, un uomo o una donna, giovane o vecchio/a, anche appena nato/a, ma finché si parla di EMBRIONI non si può parlare di OMICIDIO. L'embrione non ha status giuridico. E infatti nei paesi del mondo più civilizzati, in cui la persona ha più diritti che negli altri, l'aborto è consentito dalla legge, l'omicidio no (poi ci sono anche i paesi che si definiscono civilizzati e prevedono la pena di morte, ma questo è un altro discorso). L'embrione non è una persona, non è un uomo né una donna, lo è solo "in potenza", non "in atto". Con questo, non nego che biologicamente e geneticamente sia un essere umano, ma ancora "in potenza", non "in atto". Non lo considero, come molti, alla stregua di un mero oggetto, ma è ovvio che, dovendo scegliere fra il diritto di una madre, donna adulta con status giuridico riconosciuto, e un embrione, non ancora formato, non ancora autosufficiente, non ancora nato e senza status giuridico, si sceglie quello della madre. Fanno eccezione le presone che ancora vorrebbero magari che la donna fosse solo una macchina per sfornare figli e fare sesso, preparare da mangiare e lavare i vestiti, un po' come in quegli stati, che noi stessi consideriamo meno civili di noi, dove queste situazioni esistono ancora, dove l'aborto è proibito per legge e quasi sempre la pena di morte è prevista da quella stessa legge, dove la donna non ha il diritto ad avere un proprio cognome, dove è costretta a vestirsi nel modo che le viene imposto, dove le adultere e le vittime di stupri vengono giustiziate... Io preferisco un mondo dove i diritti di tutti gli uomini e di tutte le donne siano garantiti e non impediti in nome di un qualche moralismo di matrice religiosa posponendoli a quelli di un embrione.

Sparuta Minoranza giovedì, 3 gennaio 2008

Racconto

Aborto - Legge 194 : «Io, medico dai mille aborti, pentito per fede

Quando fu votata la legge sull’aborto ero studente della facoltà di medicina. E allora mi schierai a favore. E poi per vent’anni sono stato uno di quelli che non si è tirato indietro neanche davanti agli aborti terapeutici o tardivi», racconta. Impresse nella memoria le figure di quelle donne che all'aborto ricorrono «cinque volte In un anno come scelta contraccettiva».

Piero Giorgio Rossi della Mangiagalli: ogni intervento, un peso sulla coscienza. La svolta nel 2001, diventai obiettore ascoltando le parole di Giovanni Paolo II.

Mille aborti in vent’anni da oste­trico-ginecologo non obiettore (e ateo). Tutti compiuti peraltro con dolore, mica a cuor leggero, «Ogni aborto, un peso sulla coscienza». Fino al gennaio 2005, esattamente un anno fa, quando ha deciso di svoltare e di proclamarsi obiettore. Più che un ripen­samento, una conversione, la sua. Un percorso lento e sofferto, cominciato nel 2001 aprendo il cuo­re alle parole di Giovanni Paolo II, lui che i discorsi del Papa li aveva ascoltati soltanto per criticarli. Tant’è. Adesso Piero Giorgio Rossi è un abortista pentito. Ma ancora convinto che la 194 è una legge da difendere. «Dagli atei, dai cattolici, dai laici. In nome della vita. E dalla salute delle donne».

È dal 1992 che Rossi, cinquant’anni, moglie e tre figli adolescenti, lavora alla Mangiagalli, dove i non obiettori sono da sempre una minoranza; ed oggi nello staff se ne contano 24 su 10.

«Quando fu votata la legge sull’aborto ero studente della facoltà di medicina. E allora mi schierai a favore. E poi per vent’anni sono stato uno di quelli che non si è tirato indietro neanche davanti agli aborti terapeutici o tardivi», racconta. Impresse nella memoria le figure di quelle donne che all'aborto ricorrono «cinque volte In un anno come scelta contraccettiva».

Ad ogni donna che gli capitava in visita, da non obiettore, ci teneva a prospettare tutte le opportunità previste dalle legge per evita­re quella scelta abortista, pur essendo li, in ospedale, disposto a compiere chirurgicamente quell’aborto. «Ero già convinto che la gravidanza fosse un invito a festeggiare la vita, un 'dono'. Allora le donne che volevano abortire potevano affidarsi solo a persone non qualificate, mosse da interessi commerciali», dice sottolineando che «ancor oggi l'aborto è un intervento da non sottovalutare, che richiede un ambiente idoneo per evitare le complicanze».

È una vera rivoluzione nell'anima, nella professione e nella vita privata, quella di cui è protagonista il dottor Rossi. «La mia filosofia è stata aiutare la dorma a compiere scelte ponderate, non superficiali, a comprendere che non si può rifiutare la vita perché ci si deve ancora laureare, perché non si ha casa o non si ha lavoro, perché si è rimaste incinte di uno conosciuto da poche ore». Se messo alle strette, l’exabortista, oggi obiettore, dottor Rossi scenderebbe in piazza per difendere la 194: «Alla chiesa spetta la difesa assoluta della vita, allo stato spetta invece di non far tornare le donne nelle cantine per abortire. La legge c'è e deve continuare ad esserci. Ma andrebbe interpretata meno superficialmente. Perché l'aborto non può essere utilizzato come contraccettivo. E perché aiutare una donna gravida vuoi dire aiutarla a capire se proprio non vuole accettare quella vita che porta nel ventre piuttosto che ad abortire».

Non è stato semplice tirare le somme delle sua ricerca spirituale facendole pareggiare con il suo ruolo ospedaliero. «I colleghi l’hanno presa in modo positivo, dopo qualche imbarazzo». La pillola RU486 lo lascia perplesso: «Impedisce di recuperare scelte abortive dettate dalle condizioni materiali e non dalla capacità di accogliere la vita dentro di sé». E sul Movimento per la vita candidato a essere presente nei Consultori riflette: «Con i loro volontari è stata difficile la convivenza negli anni Ottanta, era quasi guerriglia. Oggi i rapporti si sono stabilizzati e sono sereni. Possono effettivamente aiutare le donne a superare le difficoltà che ostacolano il proseguimento della loro gravidanza».

n° 1
None venerdì, 29 febbraio 2008

Re: Racconto

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Il polemico giovedì, 3 gennaio 2008

Re: Racconto

Non discuto sulle leggi.
Ma ho sempre scuse per essere polemico.
Nessuno ha mai risposto alla domanda: quando si uccide? Al nono mese? Al sesto? Al primo? Al primo secondo? Quale attimo prima che lo spermatozoo forunato penetri?
Questo è un punto, che ovviamente sarà accantonato, perchè quando non si sa rispondere e si è ignoranti, ci si autoconvince addirittura di cose inesistenti. Ma la domanda rimane. Senza risposta.

Poi, per il resto, discutere dell'aborto è come discutere dell'eutanasia. Aria fritta.
Meno male che non esiste solo l'Italia.
Punto secondo: il preservativo è condannato dalla Chiesa, come voi ben dovreste sapere.
Come mai non si fa una legge per proibirlo?
Uno deve scopare per avere figli, non per uccidere spermatozoi e ovaie.
Anche sta domanda, senza risposta.

eschericchia giovedì, 3 gennaio 2008

Re: Racconto

scopa senza preservativo, scopa, se ti viene qualche malattia non lamentarti poi!!! e non inventarti qualche altra stronzata....che tanto non ci crede nessuno.
discutere sull'aborto o sull'eutanasia non è aria fritta! e poi tu sei uomo che ne che cos'è un parto portare in grembo un bambino 9 mesi, o avere il mestruo ogni mese, non sai nulla quindi stai zitto che fai prima!

Il polemico sabato, 5 gennaio 2008

Re: Racconto

Hai capito cosa ho detto?
Hai letto?
Che c'entrano le malattie?
1) Ho detto che non usare il preservativo è peccato per la Chiesa.
2)Quando ha inizio la vita?

Che cosa centrano le malattie e le mestruazioni?

Mamma che idiozia ragazzi, mamma mia

mykhol giovedì, 3 gennaio 2008

Re: Racconto

Questo racconto è una testimonianza molto interessante!

A mio parere, la legge 194 è, in linea di principio, migliorabile (come tutte le leggi!). Ma se si vuole modificarlo bisogna essere coscienti che una sua revisione comporta gravi rischi! La 194 ha alleviato se non estirpato vere e proprie piaghe sociali (come l'aborto clandestino!); chi volesse rivederla deve essere ben cosciente che il rischio di riportare l'Italia indietro di decenni NON PUO' essere corso!

Certo: sarebbe bello un mondo dove non esistessero più aborti... ma per averlo dovremmo prima costruire un mondo senza violenza, specie sulle donne (da uomo, è una cosa che non sopporto!)... un mondo dove ognuno possa esprimere la propria sessualità libera e cosciente senza che questa debba avere come unico fine obbligato la procreazione... un mondo dove ogni donna che desideri diventare mamma, abbia le possibilità, almeno le possibilità, di procurarsi tutto ciò che necessita per offrire al nascituro una vita dignitosa... ma a questo mondo siamo terribilmente lontani!

Ecco, da cattolico, vorrei un mondo che non conoscesse l'aborto! Ma voglio un mondo dove non vi sia necessità di praticarlo, NON un mondo dove sia proibito!

eschericchia giovedì, 3 gennaio 2008

Re: Racconto

queste parole mi riempono il cuore di felicità! uomo e cattolico, due qualità che sembrano voler fare a pugni con la parole aborto ai giorni nostri, eppure ecco un esempio: il migliore che ho sentito da molto tempo.
dovremmo insegnare di più educazione sessuale nelle scuole e parlare di preservativi, distribuirli anche gratis. fare sesso è una cosa bellissima ed evitare malattie usando il preservativo e le gravidanze indesiderate dovrebbe essere un insegnamento da dare, invece di dire di astenersi dal sesso o dire altre boiate simili come sento dire da politici, opnionisti e altri. la chiesa dice il suo e non va criticata, come ogni confessione religiosa esprime la sua opinione, ma chi ha il potere di cambiare e mi rivolgo a noi con la nostra consapevolezza e ai politici con il loro potere sulle legge di contare, non fino a 10, ma fino a 1000 prima di fare qualsiasi cosa.
parlare sull'aborto non è parlare di aria fritta come dice qualcuno, ma è parlare di qualcosa di importante per essere più consapevoli. o forse è meglio fare bambini indesiderati e partorli e buttarli nel cassonetto come l'immondizia o abortire, cosa è peggio?
io sono assolutamente a favore dell'aborto, non perchè sia un mostro ma perchè voglio che ci sia libertà di scegliere. pensate veramente che l'aborto per noi donne sia una scelta facile? non credo, l'aborto è un'operazione chirurgica e con tutte le conseguenze che ne deriva, non penso che una donna lo usi come metodo tanto per...

Il polemico sabato, 5 gennaio 2008

Re: Racconto

Tu escherichia, continui a non capire un cazzo.
Ancora, che cosa c'entra la difficoltà o il dolore dell'operazione chirurgica????
Si PARLA DI ALTRO!!!

I bambini abbandonati nei cassonetti?
Tu sai quanto rischio io se abbandono un cane in mezzo alla strada? Due anni di carcere ed in più perdo il lavoro.
Sai quanto rischia una donna che abbandona un neonato? NIENTE. Anzi, dato il gesto, le vengono date sovvenzioni. E se è extracomunitaria, le viene dato il permesso di occupare una casa abusiva.
E allora?? Ci domandiamo che cosa con questo articolo???
Tanti discorsi sulla vita, e poi ce ne fottiamo di bambini nati malati, invalidi, abbandonati.
Abbiamo chiuso il lager, ma abbiamo ancora gli orfanotrofi a perti.
E le delinquenti donne che abbiamo in politica si preoccupano di aria fritta.
Una mamma è mamma quando, scopa, quando porta un figlio in grembo, quando nasce, e per tutta la vita. Non solo per 9 mesi

Cosimo venerdì, 4 gennaio 2008

Secondo me.

L'aborto, come l'eutanasia, sono scelte troppo grosse e importanti. Ognuno dovrebbe avere la libertà di scegliere cosa è meglio per se stesso. Se io sono un vegetale e ho la certezza di esserlo per il resto della mia vita, ho il diritto di sceliere se vivere o morire. Nessun'altro può scegliere per me. E lo stesso vale per l'aborto. E' giusto ed indispensabile avere una regolamentazione in entrambi i casi, ma la scelta può essere solo che personale.
La legge sull'aborto non va toccata. Andrebe anzi inserita la possibilità di utilizzare la pillola RU486. L'aborto è già psicologicamente una scelta difficile e dolorosa. Non c'è bisogno che si soffra anche per un'operazione chirurgica.

Cosimo

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