Il caso Atesia: la cartina di tornasole del variegato e poco limpido mercato del lavoro nostrano, è di sicuro il caso della società Atesia, il call center più grande d'Italia, (Servizio clienti Tim 119 e molto altro) che da anni paga i suoi operatori solo per il "contatto utile", cioè per la durata e l'esito della telefonata ricevuta o fatta (la tipologia di lavoro a "cottimo", veniva utilizzata nelle fabbriche di fine '800...). Gli oltre 4000 lavoratori atipici dell'azienda, (molti di questi giovani e laureati) non hanno mai avuto diritto a malattie, maternità, ferie pagate e liquidazione, vivendo solo di ciò che fatturano e sempre con contratti e rinnovi di pochi mesi. Dopo le denunce fatte più di un anno fa da un collettivo autorganizzato di operatori,
l'ispettorato provinciale del lavoro ha condotto un'indagine, sancendo
la natura subordinata del rapporto di lavoro e invitando l'azienda ad assumere con contratti stabili gli attuali 4000 "collaboratori" e a pagare i contrbuti per i quasi 10 mila che vi hanno lavorato in passato. L'azienda Atesia (del magnate Alberto Tripi) ha già fatto sapere che ricorrerà contro la sentenza e minaccia di chiudere e spostarsi all'estero, piuttosto che assumere.
Quello di Atesia non è l'unico caso in cui la trasparenza ed efficienza millantata dalla legge 30, si tramuta in tipologie contrattuali poco garantiste nei confronti dei giovani e in un mercato del lavoro dove la tanto decantata flessibilità fa spesso rima con precarietà. Con la concorrenza sfrenata tra aziende e vari settori in piena crisi, l'agognato "lavoro sicuro" è ormai una chimera legata ai racconti dei nostri genitori, e il cosiddetto "rischio d'impresa" ricade immancabilmente sui giovani neo-assunti e non sulle aziende. Dopo anni di studi e qualifiche a vari livelli, in molti arrancano per trovare una prima occupazione e inviano centinaia di curricula, come fosse solo un rito scaramantico.
Le tipologie contrattuali:
Un tempo, indipendentemente dall'attività svolta, quasi tutti ottenevano un contratto a tempo indeterminato, che prevedeva ogni tutela e garanzia per il lavoratore. Ora le leggi in vigore prevedono un florilegio di soluzioni differenti, con nomi fantasiosi e significati spesso simili:
Inserimento: Con il contratto d'inserimento è possibile risparmiare sui livelli di retribuzione da attribuire al lavoratore neoassunto; infatti, con tale contratto, l'azienda può assumere il lavoratore a 2 livelli retributivi più bassi rispetto a quello che spetterebbe per le mansioni assegnate. Si può stipulare con soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni e la a durata può raggiungere il massimo di 18 mesi, dopo i quali non c'è nessun obbligo per l'azienda di assumere a tempo indeterminato il lavoratore. (solo qualora l'azienda non mantiene in servizio una certa percentuale di lavoratori con contratto d'inserimento, non può procedere a nuove assunzioni).
Contratto a progetto: la prestazione oggetto del contratto deve essere finalizzata alla realizzazione di una specifica opera o servizio, ed esaurirsi con esso. Purtroppo la legge può contemplare una prestazione che non si esaurisce con la realizzazione di un determinato risultato, ma si ripete nel tempo, purché essa sia in concreto funzionale ad un'attività (e ad un'esigenza) del committente temporalmente definita o definibile (ad esempio, l'esecuzione di un appalto). Il contratto di lavoro a progetto non può essere utilizzato per ottenere dal collaboratore una prestazione a tempo indeterminato.
Apprendistato:
Sono previste tre tipologie di contratti: contratto di apprendistato diretto al compimento del diritto-dovere di istruzione e formazione; contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro ed un approfondimento tecnico-professionale; contratto di apprendistato per l’acquisizione di un diploma e per percorsi di alta formazione. Per tutti e tre durata minima di due anni e massima di sei. Il compenso può essere di 2 livelli inferiori rispetto a
quello previsto dal contratto aziendale per i lavoratori che svolgono la stessa mansione
e il datore di lavoro può chiudere il rapporto di lavoro e non assumere al termine del periodo di apprendistato.
Somministrazione di lavoro (ex-interinale):
La somministrazione di manodopera permette ad un soggetto (utilizzatore) di rivolgersi ad un altro soggetto appositamente autorizzato (somministratore), per utilizzare il lavoro di personale non assunto direttamente, ma dipendente del somministratore.
La somministrazione rientra nell'ambito delle esternalizzazioni delle attività di impresa, ed è diretta, ad offrire alle aziende un nuovo ed efficiente strumento per procurarsi forza lavoro. Il somministratore può concludere più contratti a termine con il lavoratore senza il rispetto di alcun intervallo di tempo.
Le forme contrattuali maggiormente utilizzate per i neolaureati
1) Stage/tirocinio 26%
2) Contratto di assunzione a tempo determinato 21% 
3) Contratto di inserimento 18%
4) Contratto di assunzione a tempo indeterminato 16%
5) Contratto a progetto 6%
6) Apprendistato 5%
7) Somministrazione di lavoro (ex-interinale) 4%
8) Apprendistato professionalizzante 3%
9) Altro 1%
Cosa ne pensate? Qual'è il futuro lavorativo e contrattuale dei giovani?
Commenti dal 22 al 26
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Non credo
Non è vero! E' una balla colossale
Ho lavorato due anni in una due multinazionali nella divisione finance e posso dire che c'è sempre stata un'attenzione elevatissima alla sicurezza del lavoratore anche se dopo 3 anni non sono stato assunto, dopo 5 rinnovi.
Inoltre avevo a disposizione palestra, piscina e mensa aziendale gratuite, oltre ad incontri di carattere culturale con vari esponenti del settore, flessibilità oraria, autonomia decisionale nell'ambito delle mie attività, e un sacco di altre agevolazioni
Se qualche azienda di merda, che magari non ha nemmeno una mensa e i buoni pasto, non rispetta la sicurezza dei dipendenti ciò avviene perchè trattasi di azienda di merda non perchè lavoro precario coincide con mancanza di sicurezza
R: Non credo
Dimenticavo, il contratto era un onestissimo contratto di commercio, E c'era perfino la 15 esima mensilità come premio.
Lavoro da 6 anni da "precario", nel senso che non sono mai stato assunto, ho cambiato 4 aziende e sono stato fermo al massimo 2 settimane, ma non ho mai lavorato in vita mia con contratti a progetto, co co pro e minchiate simili. Semplicemente non ho considerato offerte del genere
Precariato interinale coco a ritenuta d'acconto etc, vuol dire anche più rischi d'infortunio
Precariato ..cioè NON essere assunti veramente ..e continuamente lasciati a casa DISOCCUPATI..spesso assai tanto i contratti a tempo interinali, coco, cantiere lavoro , a progetto a ritenuta d'acconto etc.etc. similari NASCONDONO INSIDIE a scapito dei lavoratori mettendo persino a repentaglio la propria vita in quanto con questi contratti NON si fanno neppure i corsi di legge obbligatori sulla sicurezza ! Con conseguenti visite mediche..tanto il tempo è breve..poi magari richiamati per altro periodo in altra ditta ed altra qualifica perchè perdere tempo a fare questi corsi..ma così facendo i rischi per noi e per quelli che lavorano intorno a noi si moltiplicano che poi ricadono anche sui prodotti costruiti e venduti..una lunga catena di rischi ! PRECARIATO VUOL DIRE ANCHE NON SICUREZZA sul lavoro ! Non a caso infortuni e morti accadono di più con questi contratti interinali atipici a ritenuta d'acconto etc. simili.
Sergio Morando
R: Precariato interinale coco a ritenuta d'acconto etc, vuol dire anche più rischi d'infortunio
> Precariato ..cioè NON essere assunti veramente ..e continuamente lasciati a casa DISOCCUPATI..spesso assai tanto i contratti a tempo interinali, coco, cantiere lavoro , a progetto a ritenuta d'acconto etc.etc. similari NASCONDONO INSIDIE a scapito dei lavoratori mettendo persino a repentaglio la propria vita in quanto con questi contratti NON si fanno neppure i corsi di legge obbligatori sulla sicurezza ! Con conseguenti visite mediche..tanto il tempo è breve..poi magari richiamati per altro periodo in altra ditta ed altra qualifica perchè perdere tempo a fare questi corsi..ma così facendo i rischi per noi e per quelli che lavorano intorno a noi si moltiplicano che poi ricadono anche sui prodotti costruiti e venduti..una lunga catena di rischi ! PRECARIATO VUOL DIRE ANCHE NON SICUREZZA sul lavoro ! Non a caso infortuni e morti accadono di più con questi contratti interinali atipici a ritenuta d'acconto etc. simili.
>
> Sergio Morando
giovani e lavoro
Al seguente link potrete visualizzare il servizio dal titolo "Giovani e lavoro" riguardo alle incertezze degli studenti universitari sul loro futuro lavorativo.
http://www.uniroma.tv/?id_video=16329
Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv
disocupazione
x luca
CIAO LUCA guarda che i tirocini o stage servono...
"Fusione Coin-Upim... e a pagare sono sempre i giovani"
Dopo l'acquisto di Upim da parte di Coin, nasce un nuovo gigante della distribuzione. Non vi é stato nessun taglio all'occupazione ma... sono stati bloccati tutti i contratti di inserimento e apprendistato, a testimonianza che in questo paese sono sempre loro, i giovani, a pagare sul mercato del lavoro.
La beffa é che l'azienda li sta giá sostituendo con contratti a tempo determinato e loro invece non possono piú essere assunti, senon a tempo indeterminato, come dice la legge. I sindacati, inoltre, non hanno prenso nessun accordo a riguardo, concentrati probabilmente su qualche cavillo contrattuale di mansionamento o di orario di coloro che hanno il contratto a tempo indeterminato. E i giovani... sono stati dimenticati, fregati dall'azienda (che al posto loro ne assume degli altri in modo da evitare assunzioni a tempo indeterminato), beffati dalla legge (che non permette loro di restare neanche a tempo determinato) e dimenticati dai sindacati (che non sono riusciti a raggiungere neanche un intesa che desse loro la precedenza in caso di nuove assunzioni in futuro).