Il ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha aperto la sua relazione alla conferenza sul clima, che si sta tenendo a Roma, sottolineando la gravità dei problemi causati dai cambiamenti climatici in Italia: “la temperatura in Italia è aumentata quattro volte in più che nel resto del mondo: 1,4 gradi negli ultimi 50 anni mentre la media mondiale è di 0,7 gradi nell'intero secolo”.
Un problema preoccupante su cui esperti e non si stanno confrontando in questi giorni a Roma.
Il ministro, sottolineando i problemi dovuti alla diminuzione delle piogge, alla conseguente siccità e desertificazione, che sta colpendo anche la pianura padana, ha ribadito la necessità di attuare una politica specifica: “noi sappiamo che il nostro Paese è tra quelli che pagheranno il maggior prezzo in termini di danni ambientali, perdite di vite umane e salute, costi economici”.
Ogni anno le temperature sono sempre più alte, lo abbiamo constatato lo scorso inverno, e gli incendi estivi non fanno altro che aumentare i danni ambientali.
Inoltre i cambiamenti climatici non sono solo un problema ambientale, ma anche economico, perché “i costi per far fronte ai danni prodotti dai cambiamenti climatici si stimano a partire da 50 miliardi di euro all'anno”.
Occorre un intervento serio senza esitazioni e prima di tutto è necessario attuare il protocollo di Kyoto: “l'Italia ha accumulato dieci anni di ritardo e per colmare questo gap non basta la prima inversione di tendenza nelle emissioni dei gas serra che, secondo le stime dell'Apat, c'è stata nel 2006, […] combattere i cambiamenti climatici significa innanzitutto attuare il Protocollo di Kyoto entro il 2012 e procedere alle ulteriori riduzioni delle emissioni di gas serra indicate dall'Unione europea".
Una possibile soluzione per cercare di arginare il problema, potrebbe essere quella di sfruttare l’energia solare: “si deve lavorare all'adattamento sostenibile”, sostiene sempre il ministro, “inteso come lotta biologica, che permette di salvare la natura, la salute e permette di risparmiare”.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto per mettere in risalto l’importanza di una collaborazione a livello internazionale per frenare i cambiamenti climatici: “è essenziale che l'Europa parli con una sola voce. E' necessario che si porti davvero avanti quella politica europea integrata dell'ambiente e dell'energia che è stata avviata nel Consiglio Europeo in primavera, e che l'Italia faccia la sua parte”.
Tutti devono quindi far qualcosa e capire che l’ambiente deve essere difeso.
Ogni stato dovrebbe rendersi conto della gravità della situazione e cercare di trovare soluzioni per migliorarla, invece di continuare a peggiorarla.
Il direttore del programma speciale Ambiente e Salute dell'Oms Europa, Roberto Bertollini, ha sottolineato invece la necessità di interventi da parte della sanità, in quanto i cambiamenti climatici influiscono notevolmente sulla salute delle persone.
Bertollini ha infatti affermato che la sanità deve svolgere “un ruolo più attivo e informato, un servizio che sia più attivo e consapevole” sulle problematiche derivanti dal clima, aggiungendo che “per ogni grado in più, sopra una soglia limite, si assiste a un aumento della mortalità del 3% nelle singole città”.
Un quadro allarmante che non si può far finta di non vedere.
Ma sono solo i governi e le grandi industrie che devono intervenire per migliorare la situazione ambientale?
Oppure ognuno, nel proprio piccolo, dovrebbe far qualcosa e capire che l’ambiente è importante e va rispettato invece di pensare che sia un problema che non ci riguarda?
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