Da
quando Tommaso Padoa Schioppa ha definito i giovani
di oggi “bamboccioni”
perchè a 30 anni vivono ancora con i genitori, senza
calcolare il lavoro precario, la difficoltà nell'ottenere un
mutuo o solo nel permettersi di pagare un affitto, le polemiche non si
sono mai fermate.
I giovani non ammettono di essere considerati persone che
preferiscono
vivere alle spalle dei genitori invece di diventare indipendenti.
I problemi attuali sono tanti e molto spesso, pur volendo
crearsi una propria famiglia o una propria indipendenza, non ci sono le
possibilità.
Ma c'è qualcuno che ha pensato bene di approfittare
di questa storia.
In questi giorni stanno girando molte email in cui si viene invitati
alla manifestazione del primo dicembre, il Bamboccione Day,
che si terrà in 81 piazze italiane.
Email
che possono essere considerate spam, in quanto sono inviate, attraverso
un sito internet, da persone sconosciute che dovrebbero
essere amici della persona che riceve l'email e vogliono renderti
partecipe di questa splendida iniziativa.
Questo è in sintesi il testo dell'email: “Ciao,
sono Anna,come va? No ma hai saputo del Bamboccione Day?
L'ho letto ieri l'altro su un quotidiano, hanno inventato sta
manifestazione pro Bamboccioni e contro il Ministro T. Padoa Schioppa. Sono
dei geni questi! [...] il 1°
Dicembre, si scende nelle piazze d'Italia, sono in
più di 290 mila, no dico, 290'000, è
allucinante!!! Io mi sono iscritta e già che c'ero e che ci
sono ancora 3 giorni a disposizione, ho pure preso la t-shirt, carina
carina.”
Il sito
che promuove questa iniziativa, è stato creato da
un bamboccione, che ha pensato bene di sfruttare
l'indignazione dei giovani per guadagnare qualcosa.
Infatti
cercando maggiori informazioni, si scopre che sul sito si
può acquistare la maglietta “Sono un
bamboccione” al costo di 12 euro, da indossare
durante la manifestazione e da spedire al ministro come regalo di
Natale, scrivendo sulla busta “Mamma, me la lavi?”.
Per il resto sul sito non ci sono informazioni che
chiariscono in maniera migliore l'iniziativa, c'è
soltanto il link di una pagina di google maps con la lista delle piazze
in cui i bamboccioni possono radunarsi sabato pomeriggio.
Ma qual è il vero scopo di questi raduni?
Dopo essere scesi in piazza, ritrovandosi tutti con la stessa maglietta
come segno di riconoscimento, che cosa si dovrebbe fare? Non
è specificato.
È
stata attivata online anche una petizione per far dimettere
il ministro, perché con le sue “infelici
dichiarazioni in merito ai bamboccioni d'Italia” ogni giovane
che abita ancora con i suoi genitori si ritiene
“particolarmente offeso in quando inserito in un contesto
sociale già molto instabile come quello italiano (lavoro
precario, affitti alle stelle, pensione fantasma, futuro per i giovani
palesemente nero)”.
Ma cercare di mandare a casa il ministro Padoa Schioppa
servirebbe a qualcosa?
Secondo l'ideatore di questa giornata, “lo scopo principale
è di rendere questi milioni di italiani finalmente
visibili: nelle strade, nelle piazze, sul Web. Dobbiamo
parlare di noi, del nostro malessere, perché non siamo
più disposti a subire: siamo tanti, siamo quasi tutti
precari, avremo una pensione fantasma, il nostro futuro è
dipinto di nero. Ma non ci scoraggiamo, anzi: pretendiamo di
essere ascoltati da chi ci vuole governare, che si muovano e
facciano qualcosa di concreto per noi. E non parlo delle elemosine per
l'affitto: pochi euro che non servono a niente”.
Ma a
questo punto il dubbio nasce spontaneo: il webmaster del sito,
nonché ideatore della protesta, cosa
farà con i soldi raccolti dalla vendita delle magliette?
Non è che questa iniziativa è soltanto
un modo per sfruttare “l'infelice frase” del
ministro e guadagnare qualcosa approfittando di tutti i giovani che si
sono sentiti offesi?
È veramente un bamboccione o soltanto una persona con una
spiccata indole commerciale che ha trovato il modo di ricavare un
notevole vantaggio da una dichiarazione che ha fatto infuriare molte
persone?
Commenti dal 1 al 1
(1)
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ha ragione Tommy
complimenti per l'articolo, comunque è vero che i giovani italiani sono i più lenti ad andar via di casa, a staccarsi dalla loro mamma e tutto ciò che comporta essere uomini.
sarebbe da chiedere all'organizzatore della maniestazione se gli sembra normale che un ministro si dimetta perchè ha detto una cosa vera (solamente un po gonfiata), e poi cosa ci farà coi soldi delle magliette?? beneficienza?? oppure si pagherà l'affitto??non credo, penso piuttosto che li spenda per una bella vacanza. LUI, sela può permettere.