Home » News » Italia » Spaventoso consumo di cocaina in Italia

Spaventoso consumo di cocaina in Italia

Lo afferma il ministro Amato. Ma cosa fare per affrontare il problema droga se lo Stato ci dice che le forze dell'ordine non possono nulla?

In Italia "c'è un consumo gigantesco di cocaina, una spaventosa domanda di cocaina". E’ quanto dichiarato ieri a Napoli dal ministro dell’Interno Giuliano Amato.
Un’affermazione che conferma tutti i precedenti allarmi lanciati dalle istituzioni pubbliche e dagli operatori privati che cercano di contrastare la piaga delle tossicodipendenza nel nostro paese.
Ma il discorso di Amato non si è fermato qui, e il ministro ha pronunciato frasi destinate a far discutere: "Non si può chiedere alle forze dell'ordine di contrastare se c'è una tale domanda che viene dalle famiglie, dagli italiani adulti, dagli italiani giovani adulti".

Siamo forse di fronte a un’ammissione di impotenza delle forze dell’ordine contro il narcotraffico? Oppure è stato solo il riconoscimento di come le politiche repressive possano fare poco per sconfiggere l’uso di stupefacenti?

Di sicuro c’è il fatto che, con il cambio di governo, siano maggiormente rappresentate le idee di chi non condivide le politiche proibizioniste.
Però le parole di Amato sono troppe vaghe per far intravedere un’evoluzione della legislazione in fatto di droga che ci faccia avvicinare alle politiche liberali di paesi come l’Olanda e la Svizzera.

La speranza, come sempre, è che dopo le ammissioni di fallimento si passi ad un’analisi più approfondita dei fenomeni.
Perché le politiche proibizioniste non riescono a contrastare efficacemente la circolazione di droga nel nostro paese?
E soprattutto: Perché c’è una tale richiesta di cocaina, come di altri stupefacenti, non solo tra i ceti marginali della società, ma tra onesti lavoratori, professionisti affermati, giovani e meno giovani?

Il consumo di droga è un problema grave e da affrontare con la massima serietà. Nessuna persona dotata di un minimo di coscienza può infatti affermare che le droghe non abbiano serie ripercussioni, fisiche e psichiche, sulla vita delle persone.
Però, quando lo stesso ministro dell’Interno ci dice che sono i comuni cittadini ad essere consumatori abituali di stupefacenti e che la penetrazione della droga nella vita di tutti i giorni è tale da rendere impossibile il lavoro di contrasto, ci si pone inevitabilmente delle domande.
Perché non fare in modo che queste persone siano sottratte alla contiguità con le organizzazioni criminali che gestiscono i traffici?
Perché non accertarsi, con seri controlli inquadrati all’interno di un regime di liberalizzazione, della qualità della droga consumata?
Non si salveranno forse dalla tossicodipendenza, ma almeno si impedirà a questi cittadini di morire a causa dell’assunzione di sostanze mescolate a sostanze nocive o di pessima qualità.

Secondo le stime recenti, il numero dei consumatori giovanissimi è in continua crescita. Sarebbero sette italiani su cento, tra i 14 e i 54 anni, ad aver fatto uso di cocaina almeno una o più volte nella vita. Il 15% di coloro che si rivolgono ai Sert chiede di essere aiutato proprio per disintossicarsi dalla cocaina.

Non è un mistero che la cocaina, come le altre droghe, sia presente nella vita quotidiana di persone rispettabilissime.
Come non è un mistero che essa causi una gravissima forma di dipendenza fisica e psicologia.

La risposta per tutti e due gli aspetti del fenomeno è forse nel riconoscimento della realtà.
Con la droga si vive. Con la droga si conduce una lotta per liberarsene. Con la droga si muore.

Quali che siano le nostre opinioni personali e morali sul consumo di droga, facciamo uscire dall’illegalità chi sceglie di drogarsi, impediamogli di finanziare gli affari delle organizzazioni criminali.
Impediamo, con sempre più efficaci campagne di prevenzione, che i più giovani vedano nella droga un modo per evitare i propri problemi, per divertirsi o per essere “cool”.
Mettiamo i soldi nelle strutture che possono aiutare le persone a uscire dalla tossicodipendenza.
Non aiutiamo la droga a uccidere ancora di più: controlliamo cosa viene assunto, per lo meno per ridurre il danno di ciò che verrebbe lo stesso consumato.

Ciò che verrebbe lo stesso consumato. Non lo dice un pennivendolo qualunque. Lo dice un ministro della Repubblica.

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

Commenti dal 21 al 25
(25)

ROMANO venerdì, 25 luglio 2008

Mamma mia

Bamba mia!!!

n° 25
girlpoxer venerdì, 4 maggio 2007

oh mariaaaaaaaaaaaaa

non mi ero resa conto di quante persone mi avessero risposto!!
mi sn assentata per un pochino:-D
cmq bho,io la penso cosi,voi no.....ecchicazzosenefrega!
secondo me pero devi proma conoscerla a fondo una cosa per capirla davvero bene....
c'e anche chi riesce a non essere dipendente da niente,e certe cose le dico perche IO le so....
e con questo chiudo.
tante care cose

n° 24
imtester domenica, 29 aprile 2007

imtester

Hello good design. Very nice. 0n79p7 Enjoy. Goodbay.

n° 23
etingr udjcozwm venerdì, 27 aprile 2007

etingr udjcozwm

tkrndpa nkaxdhq csyohquwz nlybdavq cufw wfhbn bhkwyz

n° 22
Salvatore venerdì, 9 marzo 2007

Cui prodest?

Cui prodest avere dei giovani fumati, alcolizzati, cocainomani ? Naturalmente a qualcuno che molto potente vi tiene nelle sue mani con queste porcherie, così non vi interessate di cosa succede attorno a voi. In futuro: tanti, tantissimi italiani col cervello a pezzi, amebe, nelle mani di badanti e loro uomini stranieri. Svegliati e non fate i comodi di quelli che vi vogliono inebetiti, pupazzi vuoti dediti solo al vizio.

n° 21
Chiudi
Aggiungi un commento a Spaventoso consumo di cocaina in Italia...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori