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Italia: il paese reale e quello che vorremmo

Politica, media e semplici cittadini. Chi siamo, come ci raccontiamo? Una lettura del nostro paese alla luce degli ultimi eventi di cronaca

1E’ passata una settimana dall’ultima notizia “da prima pagina”. Dall’ultimo mostro da sbatterci.
Dalla questione principe che non ci faceva più dormire la notte. L’ultimo allarme lanciato ha un nome e si chiama “Ultrà”.
Dopo gli ultimi avvenimenti di due domeniche fa, le nostre vite sono seriamente state messe in serio pericolo e il problema va debellato.
Cambiano i nomi, ma le dinamiche rimangono le stesse. Quell’allarme, poche settimane fa, si chiamava “Romeno”.
Sarebbe miope non notare che la problematica c’è. Che negli ultimi anni (forse ormai decenni) la violenza intorno agli eventi calcistici si sta espandendo e intensificando in maniera strutturale: non sono più interessate solo quelle fasce di popolazione cosiddette “emarginate”, ma il fenomeno è in diffusione orizzontale ed è arduo tracciarne confini sociali.

3Questo presupporrebbe un’analisi e uno studio sul fenomeno serio e completo.
Primo quesito: è stato mai effettivamente svolto dagli apparati dello Stato preposti ad interessarsene? O si aspetta solo il morto ammazzato e grazie a questo cavalcare l’ondata emozionale diffusa nella collettività?
Stesso si può dire nel caso dei Rom: vogliamo dire che l’esigenza di regolarizzare il flusso degli immigrati non sia cosa buona e giusta? Assolutamente no. Ma perché fare la parte dello Stato efficiente solo nel momento della tragedia e quando il clima è esacerbato?
Possibile mai che in questo paese non ci sia in nessun settore della vita pubblica, in nessun aspetto del sociale una programmazione negli interventi (riforme, decreti, leggi, etc.), ma di fatto solo provvedimenti d’emergenza?

4Certo che se poi di fatto gli “allarmismi” e le contromisure dell’ultimo minuto fossero proficue, producessero miglioramenti concreti, chi potrebbe dir nulla? Nessuno. Ma (ahimè) non è mai successo.
Di chi la responsabilità? E soprattutto che tipo di responsabilità? Semplice negligenza? Incapacità nel prendere decisioni?
Incompetenza ciclica? Oppure c’è dell’altro? C’è una vera e propria volontà affinché venga mantenuto lo status quo?
Dubbi e questioni di non facile risoluzione, ma di sicura provenienza.
Troppo spesso abbiamo assistito seppur in circostanze diverse ad una risposta in fotocopia dei poteri forti (politica e informazione in primis).
Non ultimi i due casi menzionati (Ultrà e Romeni). Coincidenze? In quanti ci credono ancora?

Ecco qui, il solito qualunquista che predica, predica per dire cosa? Né più, né meno che l’adagio più insulso di sempre, “piove, governo ladro”?
2La summa del discorso si potrebbe ridurre a questo finora. Sennonché c’è da rilevare che dello Stato facciamo parte tutti noi.
Meglio, lo Stato siamo noi. Noi che ci definiamo “gente”.
Ed è proprio sulla “gente” che i vertici della nostra società fanno leva.
Proprio sulle caratteristiche e sui connotati della gens italica. Siamo (con le ovvie eccezioni  e con le dovute differenze) pronti a guardare e criticare la “casa” degli altri quando nella nostra regnano, a dir poco, arbitrarietà e malizie.
Siamo un popolo di furbetti, furboni, furbastri. Pronti a tracciare proprie regole, che quasi mai corrispondono a quelle di un bene comune, ma buone per il nostro benessere e appagamento individuale, per le nostre scalate, per i nostri affari e le nostre convenienze.

E se, quelle stesse regole, non rispondono più alla nostra utilità, non c’è problema: via a liquidarle e a concepirne di nuove che siano in piena sintonia con gli interessi del momento.
Siamo terreno fertile per i poteri forti che ci condizionano e indirizzano. Perché abbiamo tutti (o quasi) questo genere di tendenze e propensioni.
Cambia solo il livello di responsabilità: se siedo nel salotto buono, se occupo ruoli dirigenziali e sono deputato a decidere nella comunità che mi compete ho una responsabilità totale in quello che succede nella stessa. E anche in quello che non succede.
Rimangono imbrogliati i pochi ligi alle regole, ormai relegati ai margini di questa società. Che dovrebbero fare?
C’è per questa sparuta minoranza un’ancora di salvezza?

5La mia non è una domanda retorica, ma è un quesito sincero.
Parlando da persona inglobata in questo sistema non credo ci sia né la volontà né la mentalità per cambiare lo stato delle cose.
Passeranno pochi giorni e saremo spettatori attivi (perché compreremo tal giornale, ci sintonizzeremo su tale canale, navigheremo su tale sito, etc. etc.) di un nuovo episodio di questo teatrino perpetuo.
Prima si farà passare quell’evento di cronaca “X” come segno evidente di una minaccia apocalittica per l’intera comunità.
Nei giorni che seguiranno il “fattaccio” tutti i fari saranno puntati sulla vicenda. Sapremo i dettagli più scabrosi.
Ma si andranno a notare gli effetti e si farà passare per la causa.

6Così non si andranno mai ad analizzare le cause reali, non si arriverà mai a capire le motivazioni e non ci sarà mai un tentativo di risolvere un’esigenza sociale.
Ripeto: possibile sia tutto casuale? Coincidenze che si ripetono negli anni e nei decenni?
Cambiano governi, cambiano repubbliche, ma da certe attitudini/abitudini non ci si schioda.
Non parlo di chissà quale “Grande Vecchio” che manovra i fili di noi stupidi burattini. Né alludo a un “Grande Fratello” che tutto sa e tutto dispone.
Mi riferisco più che altro ad un sistema vetusto ma sempre in piedi, fatto di abitudini inattaccabili e metodi consolidati, tenuto in vita dalla maggior parte della popolazione.
C’è una via d’uscita secondo voi?

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Commenti dal 1 al 5
(5)

fra guidi lunedì, 3 dicembre 2007

questa è l'italia

il deputato mele, beccato con una prostituta e un po di coca, si dimette dal partito (e non dalla carica di parlamentare, !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).
il segretario del suo partito CESA accetta le dimissioni e aggiunge:
“C'è molta polemica sugli stipendi dei parlamentari – ha spiegato il segretario dell'Udc - e invece andrebbero sostenuti perché conducano una vita serena. La vita del parlamentare è dura, comporta molti impegni, parlamentari ed esterni”.

In un paese come questo non c'è speranza.

n° 5
Il Polemico martedì, 27 novembre 2007

semplice

Certo che c'è una via di uscita.
Mi ubriaco, ammazzo 4 bambini, mi danno un residence con vista mare a San Benedetto del Tronto e mi offrono 300.000 euro per sfilare su un palco. Come sta succedendo al rumeno di merda assassino in questione.
Cosi non ho più problemi di pensare all'Italia, a tasse, a muti... a furbetti, ecc..
Semplice no? Perchè tanti discorsi?

n° 4
m mercoledì, 28 novembre 2007

Re: semplice

> Certo che c'è una via di uscita.
> Mi ubriaco, ammazzo 4 bambini, mi danno un
> residence con vista mare a San Benedetto del Tronto
> e mi offrono 300.000 euro per sfilare su un palco.
> Come sta succedendo al rumeno di merda assassino in
> questione.
> Cosi non ho più problemi di pensare all'Italia, a
> tasse, a muti... a furbetti, ecc..
> Semplice no? Perchè tanti discorsi?


non e rumeno ........ e non sparare tanto che non penso che sei un figlio di buona donna
come su rumeni

edoardo micozzi-ferri lunedì, 26 novembre 2007

hai capito si...

continua così figliolo, la tua penna è rovente e affilata come una baionetta...
edo

n° 3
antonio de rose venerdì, 23 novembre 2007

italia: il paese ... di Matteo De Rose

L'immagine è quella di un uomo che viene offeso e calpestato, si rialza a fatica e, facendo appello alla volontà e al senso del dovere, riprende la sua strada.
Ma di nuovo viene offeso e calpestato, e di nuovo si rialza... ecc.
Fino a quando?

n° 2
igotgame venerdì, 23 novembre 2007

Re: italia: il paese ... di Matteo De Rose

Fino a quando? mah .. è quello il quesito .. forse per sempre, anche perchè spesso quell'uomo non è proprio integerrimo, non è proprio fuori dal sistema di cui ho scritto sopra..

> L'immagine è quella di un uomo che viene offeso e
> calpestato, si rialza a fatica e, facendo appello
> alla volontà e al senso del dovere, riprende la sua
> strada.
> Ma di nuovo viene offeso e calpestato, e di nuovo
> si rialza... ecc.
> Fino a quando?

Mattia Pierantoni Cerquozzi venerdì, 23 novembre 2007

italia: il paese ... di Matteo De Rose

Sono lontano, sono fuori da prima accadesse tutto,l'ho seguito con qualche notizia e perlopiu' su you tube.
Il disco e' rotto da troppo tempo e' vero suona sempre la stessa canzone che suona la frustrazione dei molti sulla colpa dei pochi.
Ma alla fine quei molti hanno le stesse colpe,quelle di fare lo stesso gioco,quelle di seguire le notizie,di incendiarsi e di spegnere quello stesso incendio troppo presto.
Allora torniamo su you tube troveremo altro a cui pensare.....per noi sembra nn ci sia piu' nulla da fare.

ehhh? sabato, 24 novembre 2007

Re: italia: il paese ... di Matteo De Rose

> Sono lontano, sono fuori da prima accadesse
> tutto,l'ho seguito con qualche notizia e perlopiu'
> su you tube.
> Il disco e' rotto da troppo tempo e' vero suona
> sempre la stessa canzone che suona la frustrazione
> dei molti sulla colpa dei pochi.
> Ma alla fine quei molti hanno le stesse
> colpe,quelle di fare lo stesso gioco,quelle di
> seguire le notizie,di incendiarsi e di spegnere
> quello stesso incendio troppo presto.
> Allora torniamo su you tube troveremo altro a cui
> pensare.....per noi sembra nn ci sia piu' nulla da
> fare.

EEEEEEEHHHHHHHHH???

gippo79 giovedì, 22 novembre 2007

non c'è verso

ottimo servizio, purtroppo per vedere cambiare le cose ci vorrà (ammesso che ci sia la volontà e la possibilità) molto tempo, forse solo di questi tempi ,grazie ad internet (ma presto attaccheranno anche la rete) diciamo la "massa" di persone viene informata di fatti,ragionamenti e meccanismi simili, che portano avanti questo Paese, grazie anche alla classe politica piena di "anziani".........i quali non hanno nessuna intenzione, nè tanto meno quella nuova,emergente, di abbandonare la nave quando è tutt'ora navigabile con grandi vantaggi e profitti, sì ma solo per loro stessi!!!!
UNICA SOLUZIONE: EMIGRAZIONE

n° 1
igotgame giovedì, 22 novembre 2007

Re: non c'è verso

mi sa che hai della ragione, basturk.. emigrazione o sopravvivenza sono l'unica solusao..

> ottimo servizio, purtroppo per vedere cambiare le
> cose ci vorrà (ammesso che ci sia la volontà e la
> possibilità) molto tempo, forse solo di questi
> tempi ,grazie ad internet (ma presto attaccheranno
> anche la rete) diciamo la "massa" di persone viene
> informata di fatti,ragionamenti e meccanismi
> simili, che portano avanti questo Paese, grazie
> anche alla classe politica piena di
> "anziani".........i quali non hanno nessuna
> intenzione, nè tanto meno quella nuova,emergente,
> di abbandonare la nave quando è tutt'ora navigabile
> con grandi vantaggi e profitti, sì ma solo per loro
> stessi!!!!
> UNICA SOLUZIONE: EMIGRAZIONE

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