E’
passata una settimana dall’ultima notizia “da prima
pagina”. Dall’ultimo mostro da sbatterci.
Dalla questione principe che non ci faceva più dormire la
notte. L’ultimo allarme lanciato ha un nome e si
chiama “Ultrà”.
Dopo gli ultimi avvenimenti di due domeniche fa, le nostre vite sono
seriamente state messe in serio pericolo e il problema va debellato.
Cambiano i nomi, ma le dinamiche rimangono le stesse. Quell’allarme,
poche settimane fa, si chiamava “Romeno”.
Sarebbe miope non notare che la problematica
c’è. Che negli ultimi anni (forse ormai
decenni) la violenza intorno agli eventi calcistici si sta espandendo e
intensificando in maniera strutturale: non sono più
interessate solo quelle fasce di popolazione cosiddette
“emarginate”, ma il fenomeno è in
diffusione orizzontale ed è arduo tracciarne confini
sociali.
Questo
presupporrebbe un’analisi e uno studio sul fenomeno serio e
completo.
Primo quesito: è stato mai effettivamente svolto dagli
apparati dello Stato preposti ad interessarsene? O si aspetta solo il
morto ammazzato e grazie a questo cavalcare l’ondata
emozionale diffusa nella collettività?
Stesso si può dire nel caso dei Rom: vogliamo dire
che l’esigenza di regolarizzare il flusso degli immigrati non
sia cosa buona e giusta? Assolutamente no. Ma
perché fare la parte dello Stato efficiente solo nel momento
della tragedia e quando il clima è esacerbato?
Possibile mai che in questo paese non ci sia in nessun settore della
vita pubblica, in nessun aspetto del sociale una programmazione negli
interventi (riforme, decreti, leggi, etc.), ma di fatto solo
provvedimenti d’emergenza?
Certo
che se poi di fatto gli “allarmismi” e le
contromisure dell’ultimo minuto fossero proficue,
producessero miglioramenti concreti, chi potrebbe dir nulla? Nessuno.
Ma (ahimè) non è mai successo.
Di chi la responsabilità? E soprattutto che tipo di
responsabilità? Semplice negligenza?
Incapacità nel prendere decisioni?
Incompetenza ciclica? Oppure c’è
dell’altro? C’è una vera e propria
volontà affinché venga mantenuto lo status quo?
Dubbi e questioni di non facile risoluzione, ma di sicura provenienza.
Troppo spesso abbiamo assistito seppur in circostanze diverse ad una
risposta in fotocopia dei poteri forti (politica e informazione in
primis).
Non ultimi i due casi menzionati (Ultrà e Romeni). Coincidenze?
In quanti ci credono ancora?
Ecco qui, il solito qualunquista che predica,
predica per dire cosa? Né più, né meno
che l’adagio più insulso di sempre,
“piove, governo ladro”?
La summa
del discorso si potrebbe ridurre a questo finora. Sennonché
c’è da rilevare che dello Stato facciamo parte
tutti noi.
Meglio, lo Stato siamo noi. Noi che ci definiamo
“gente”.
Ed è proprio sulla “gente” che
i vertici della nostra società fanno leva.
Proprio sulle caratteristiche e sui connotati della gens italica. Siamo
(con le ovvie eccezioni e con le dovute differenze) pronti a
guardare e criticare la “casa” degli altri quando
nella nostra regnano, a dir poco, arbitrarietà e malizie.
Siamo un popolo di furbetti, furboni, furbastri.
Pronti a tracciare proprie regole, che quasi mai corrispondono a quelle
di un bene comune, ma buone per il nostro benessere e appagamento
individuale, per le nostre scalate, per i nostri affari e le nostre
convenienze.
E se, quelle stesse regole, non rispondono più alla nostra
utilità, non c’è problema: via a
liquidarle e a concepirne di nuove che siano in piena sintonia con gli
interessi del momento.
Siamo terreno fertile per i poteri forti che ci condizionano e
indirizzano. Perché abbiamo tutti (o quasi) questo
genere di tendenze e propensioni.
Cambia solo il livello di responsabilità: se siedo nel
salotto buono, se occupo ruoli dirigenziali e sono deputato a decidere
nella comunità che mi compete ho una
responsabilità totale in quello che succede nella stessa. E
anche in quello che non succede.
Rimangono imbrogliati i pochi ligi alle regole, ormai relegati
ai margini di questa società. Che dovrebbero fare?
C’è per questa sparuta minoranza
un’ancora di salvezza?
La mia
non è una domanda retorica, ma è un quesito
sincero.
Parlando da persona inglobata in questo sistema non credo ci
sia né la volontà né la
mentalità per cambiare lo stato delle cose.
Passeranno pochi giorni e saremo spettatori attivi (perché
compreremo tal giornale, ci sintonizzeremo su tale canale, navigheremo
su tale sito, etc. etc.) di un nuovo episodio di questo teatrino
perpetuo.
Prima si farà passare quell’evento di cronaca
“X” come segno evidente di una minaccia
apocalittica per l’intera comunità.
Nei giorni che seguiranno il “fattaccio” tutti i
fari saranno puntati sulla vicenda. Sapremo i dettagli
più scabrosi.
Ma si andranno a notare gli effetti e si farà
passare per la causa.
Così
non si andranno mai ad analizzare le cause reali, non si
arriverà mai a capire le motivazioni e non ci
sarà mai un tentativo di risolvere un’esigenza
sociale.
Ripeto: possibile sia tutto casuale? Coincidenze che si
ripetono negli anni e nei decenni?
Cambiano governi, cambiano repubbliche, ma da certe
attitudini/abitudini non ci si schioda.
Non parlo di chissà quale “Grande
Vecchio” che manovra i fili di noi stupidi burattini.
Né alludo a un “Grande Fratello” che
tutto sa e tutto dispone.
Mi riferisco più che altro ad un sistema vetusto
ma sempre in piedi, fatto di abitudini inattaccabili e metodi
consolidati, tenuto in vita dalla maggior parte della
popolazione.
C’è una via d’uscita secondo
voi?
Commenti dal 1 al 5
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questa è l'italia
il deputato mele, beccato con una prostituta e un po di coca, si dimette dal partito (e non dalla carica di parlamentare, !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).
il segretario del suo partito CESA accetta le dimissioni e aggiunge:
“C'è molta polemica sugli stipendi dei parlamentari – ha spiegato il segretario dell'Udc - e invece andrebbero sostenuti perché conducano una vita serena. La vita del parlamentare è dura, comporta molti impegni, parlamentari ed esterni”.
In un paese come questo non c'è speranza.
semplice
Certo che c'è una via di uscita.
Mi ubriaco, ammazzo 4 bambini, mi danno un residence con vista mare a San Benedetto del Tronto e mi offrono 300.000 euro per sfilare su un palco. Come sta succedendo al rumeno di merda assassino in questione.
Cosi non ho più problemi di pensare all'Italia, a tasse, a muti... a furbetti, ecc..
Semplice no? Perchè tanti discorsi?
Re: semplice
> Certo che c'è una via di uscita.
> Mi ubriaco, ammazzo 4 bambini, mi danno un
> residence con vista mare a San Benedetto del Tronto
> e mi offrono 300.000 euro per sfilare su un palco.
> Come sta succedendo al rumeno di merda assassino in
> questione.
> Cosi non ho più problemi di pensare all'Italia, a
> tasse, a muti... a furbetti, ecc..
> Semplice no? Perchè tanti discorsi?
non e rumeno ........ e non sparare tanto che non penso che sei un figlio di buona donna
come su rumeni
hai capito si...
continua così figliolo, la tua penna è rovente e affilata come una baionetta...
edo
italia: il paese ... di Matteo De Rose
L'immagine è quella di un uomo che viene offeso e calpestato, si rialza a fatica e, facendo appello alla volontà e al senso del dovere, riprende la sua strada.
Ma di nuovo viene offeso e calpestato, e di nuovo si rialza... ecc.
Fino a quando?
Re: italia: il paese ... di Matteo De Rose
Fino a quando? mah .. è quello il quesito .. forse per sempre, anche perchè spesso quell'uomo non è proprio integerrimo, non è proprio fuori dal sistema di cui ho scritto sopra..
> L'immagine è quella di un uomo che viene offeso e
> calpestato, si rialza a fatica e, facendo appello
> alla volontà e al senso del dovere, riprende la sua
> strada.
> Ma di nuovo viene offeso e calpestato, e di nuovo
> si rialza... ecc.
> Fino a quando?
italia: il paese ... di Matteo De Rose
Sono lontano, sono fuori da prima accadesse tutto,l'ho seguito con qualche notizia e perlopiu' su you tube.
Il disco e' rotto da troppo tempo e' vero suona sempre la stessa canzone che suona la frustrazione dei molti sulla colpa dei pochi.
Ma alla fine quei molti hanno le stesse colpe,quelle di fare lo stesso gioco,quelle di seguire le notizie,di incendiarsi e di spegnere quello stesso incendio troppo presto.
Allora torniamo su you tube troveremo altro a cui pensare.....per noi sembra nn ci sia piu' nulla da fare.
Re: italia: il paese ... di Matteo De Rose
> Sono lontano, sono fuori da prima accadesse
> tutto,l'ho seguito con qualche notizia e perlopiu'
> su you tube.
> Il disco e' rotto da troppo tempo e' vero suona
> sempre la stessa canzone che suona la frustrazione
> dei molti sulla colpa dei pochi.
> Ma alla fine quei molti hanno le stesse
> colpe,quelle di fare lo stesso gioco,quelle di
> seguire le notizie,di incendiarsi e di spegnere
> quello stesso incendio troppo presto.
> Allora torniamo su you tube troveremo altro a cui
> pensare.....per noi sembra nn ci sia piu' nulla da
> fare.
EEEEEEEHHHHHHHHH???
non c'è verso
ottimo servizio, purtroppo per vedere cambiare le cose ci vorrà (ammesso che ci sia la volontà e la possibilità) molto tempo, forse solo di questi tempi ,grazie ad internet (ma presto attaccheranno anche la rete) diciamo la "massa" di persone viene informata di fatti,ragionamenti e meccanismi simili, che portano avanti questo Paese, grazie anche alla classe politica piena di "anziani".........i quali non hanno nessuna intenzione, nè tanto meno quella nuova,emergente, di abbandonare la nave quando è tutt'ora navigabile con grandi vantaggi e profitti, sì ma solo per loro stessi!!!!
UNICA SOLUZIONE: EMIGRAZIONE
Re: non c'è verso
mi sa che hai della ragione, basturk.. emigrazione o sopravvivenza sono l'unica solusao..
> ottimo servizio, purtroppo per vedere cambiare le
> cose ci vorrà (ammesso che ci sia la volontà e la
> possibilità) molto tempo, forse solo di questi
> tempi ,grazie ad internet (ma presto attaccheranno
> anche la rete) diciamo la "massa" di persone viene
> informata di fatti,ragionamenti e meccanismi
> simili, che portano avanti questo Paese, grazie
> anche alla classe politica piena di
> "anziani".........i quali non hanno nessuna
> intenzione, nè tanto meno quella nuova,emergente,
> di abbandonare la nave quando è tutt'ora navigabile
> con grandi vantaggi e profitti, sì ma solo per loro
> stessi!!!!
> UNICA SOLUZIONE: EMIGRAZIONE