Il suo nome è My sweet Lord, letteralmente, ‘Mio dolce Dio’.
Sembra un’invocazione, mentre è il titolo di una statua. Ovviamente, la statua è quella di Gesù nella posizione della crocifissione.
Che c’è di strano? Ecco, la statua è fatta di cioccolato al latte.
Un Gesù scurissimo, di cioccolato, posto su una croce invisibile, che ha fatto infuriare parecchi cristiani.
L’opera, che avrebbe dovuto essere esposta in aprile alla Lab Gallery di New York, è frutto del lavoro dell’artista italocanadese Cosimo Cavallaro.
Purtroppo, le proteste di un gruppo di cattolici integralisti, avevano costretto l’artista e i gestori della galleria a rimandare l’esposizione.
Minacce di morte, e-mail minatorie, ma anche tante altre lettere di sostegno, secondo Cavallaro, che dice: “Non c’è niente di offensivo. Se la mia intenzione fosse stata quella di offendere, se avessi fatto qualcosa di sbagliato, non avrei fatto questo”.
Parecchi cristiani, evidentemente meno suscettibili, lo hanno apprezzato e sostenuto, come anche studiosi di teologia.
Il problema dell’esibizione passata, secondo i portavoce della lega cattolica, era il luogo. L’esibizione sarebbe avvenuta in una galleria che è visibile dalle strade di Manhattan, appena un giorno prima della domenica delle Palme.
Insomma, una specie di affronto: esibire un cristo di cioccolato al latte in periodo di digiuno e penitenza non poteva essere tollerato.
Ora, però, il Cristo di cioccolata tornerà alla Proposition Gallery di New York, in una mostra che si terrà dal 27 ottobre al 24 novembre.
La mostra si chiama “Chocolate saints..sweet Jesus” e sarà accompagnata da un set di sculture (sempre di cioccolata) di altri santi, Vergine Maria compresa.
Non sono state scelte a caso, precisa la galleria, ma l’artista le ha create pensando ai doni e al simbolo che rappresentano.
Un’ulteriore affronto? “Non approviamo l’esibizione, ma non protesteremo – spiega la portavoce della Lega Cattolica Kiera McCaffrey – questo non è un attacco frontale e non avviene nella settimana santa”.
Cavallaro ha ammesso di essere amareggiato, ma le proteste non lo hanno affatto reso meno sicuro.
“Dopo la cancellazione dello show, ho iniziato a pensare ai santi, a come sono stati ostacolati e poi canonizzati”.
Forse, lui stesso si sente un piccolo martire, con il suo Cristo dalla croce invisibile e senza il sudario.
Un altro particolare scandaloso. Quella esposta, tra l’altro, sarà al seconda versione del Cristo perché la prima statua è stata ‘attaccata’ anche dai topi. Purtroppo, Cavallaro ha dovuto ricostruirla perché naso, mani e altre parti erano state mangiate da topi poco rispettosi.
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