Nelle
trame dei film dell’orrore capita di imbattersi in vicende
in cui le istituzioni, che dovrebbero garantire
l’incolumità e il benessere degli inquilini dei
propri edifici, compiono, al contrario, le peggiori nefandezze
proprio nei luoghi votati alla protezione. Così possiamo
trovarci ad assistere a storie di malati di mente che vengono seviziati
nei manicomi oppure di bambini torturati negli orfanotrofi, nella
più completa impotenza di agire e ribellarsi contro i propri
aguzzini.
Però, una volta finita la visione del film, ci consoliamo
pensando che queste cose nella realtà non avvengono.
Niente di più sbagliato: a volte la
realtà supera l’incubo più agghiacciante.
Sta destando clamore, infatti, la scoperta riguardante
l’orfanotrofio Haut de la Garenne situato sull’isola
Jersey, nel canale della Manica: questo edificio sarebbe stato
luogo di tortura e morte per centinaia di bambini tra il 1960 e il 1986,
anno di chiusura dell’istituto.
La polizia inglese avrebbe avviato le indagini dopo centosessanta
denunce di ex-bambini torturati e sottoposti a violenza fisica e
psicologica in questa struttura, e un dato sconcertante è
emerso: il silenzio intorno a questa storia sarebbe
stato garantito da una rete di funzionari di polizia, imprenditori e
politici locali, i quali avrebbero messo a tacere tutte le denunce
emerse negli anni di attività dell’orfanotrofio.
Questi
discutibili personaggi hanno addirittura lanciato una campagna
diffamatoria ai danni degli agenti impegnati nel caso,
arrivando ad esplicite minacce inviate per mezzo posta. Questo
però non ha fermato le indagini, ma, anzi, ha fornito alla
polizia un’ulteriore motivazione per continuare.
Gli inquirenti hanno iniziato in questi giorni ad ispezionare
l’edificio, scoprendo due camere sotterranee in cui
venivano compiute le torture: un cane poliziotto ha rinvenuto
resti umani e tracce di sangue, in prossimità di catene e di
un bagno in muratura.
Un portavoce della polizia ha dichiarato l’esistenza di
un’altra camera, tre volte più grande di quelle
ispezionate e raggiungibile più difficilmente: per
visitarla, sarà scavato un varco dal soffitto in cui saranno
calati un cane poliziotto e un’unità di medici
legali.
Un anonimo testimone, una delle tante vittime di
quest’orfanotrofio, ha dichiarato alla BBC: “Ho
trascorso due brevi periodi presso l’orfanotrofio Haut de la
Garenne e pensavo che sarebbero stati un sollievo per me. Ma
così non è stato. A Haut de la Garenne,
gli abusi fisici erano la regola ed era comune norma
essere
picchiati sulla testa. La scuola era la stessa cosa: punizioni
corporali erano la routine per quelli che, come me, non
erano servili e non seguivano volentieri le dure regole.
Tutte le istituzioni mi hanno deluso. La scuola, che avrebbe dovuto
essere un rifugio dall’orfanotrofio, era un posto in cui
avevo il terrore di andare. L’ospedale locale, dove ho
ricevuto attenzioni in più di un’occasione, non ha
mai riportato niente di negativo alla polizia o ai servizi sociali. La
polizia locale, ed in particolare la locale polizia
“onoraria”, ha sempre assicurato che questi
problemi si sarebbero risolti a porte chiuse, senza destare
allarme”.
L’istituto nasce nel 1867 come scuola industriale
aperta ai giovani delle classi più basse e disagiate della
società e ai bambini trascurati. Nel 1900 il nome cambia in Jersey
Home for Boys e ci sono testimonianze del periodo a proposito
delle severe punizioni fisiche che venivano compiute ai danni dei
ragazzi.
Nel 1960 il nome cambia nuovamente in Haut de la Garenne e nel 1986 la
struttura chiude. Nel 2004 è stata poi rilevata
per costruirvi un ostello con cento posti letto.
Al momento sono quaranta le persone sospette indagate
e sono tuttora in atto i sopralluoghi nelle aree segrete
dell’edificio. E’ importante trovare i responsabili
delle crudeltà nei confronti dei bambini che hanno
soggiornato presso questo luogo dell’orrore
e soprattutto capire il motivo delle connivenze delle altre istituzioni
locali. Certo è che una scoperta del genere desta profondo sconcerto
e indignazione non solo nell’opinione pubblica, ma negli
stessi apparati di polizia inglesi: il Ministero della
Giustizia britannico ha infatti disposto l’invio di
magistrati indipendenti sull’isola per poter garantire un
regolare procedimento giudiziario.
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