Paolo
Pobbiati, presidente della sezione italiana di Amnesty
International, ha denunciato un nuovo caso di condanna
a morte tramite impiccagione in Iran nei confronti di un omosessuale.
Condanne che in Iran sono sempre più numerose e rivolte
spesso a persone colpevoli di aver avuto rapporti omosessuali.
Anche per Barbara Pollastrini, ministro per i
Diritti e le Pari Opportunità si tratta di un
“ dramma assurdo che attiene al grande tema dei diritti umani
verso i quali non sono permesse distrazioni e relativismi”.
Makwan Moloudzadeh non aveva ancora compiuto 20
anni: è stato impiccato il 5 dicembre nel carcere
di Kermanshah, nell'Iran occidentale, dopo una condanna a
morte per un rapporto omosessuale avuto quando aveva appena 13 anni.
Eppure, spiega in un'intervista ad Aki-Adnkronos International Saiid
Eghbal, avvocato di Makwan, il capo dell'Autorità
Giudiziaria, l'ayatollah Mahmoud Shahroudi, "aveva assicurato che
avrebbe chiesto la revisione del processo, che anche secondo lui non si
era svolto regolarmente".
Eghbal dice di non essere stato nemmeno avvisato dell'imminente
esecuzione. "Ho saputo dell'impiccagione - spiega - a sentenza eseguita
e nemmeno per vie ufficiali. Lo stesso vale per i familiari del
giovane".
"Il mio
assistito - dice - nel corso del processo aveva detto chiaramente che
la confessione rilasciata durante il dibattimento era stata estorta con
la violenza".
Secondo l'accusa, all'età di 13 anni Makwan avrebbe stuprato
tre suoi coetanei, mentre lui sosteneva di aver avuto rapporti sessuali
con uno di loro e senza alcuna forma di violenza.
Nella Repubblica Islamica i rapporti omosessuali non sono
ammessi e sono puniti con la pena di morte. "Le tre persone
che in un primo momento avevano presentato denuncia contro Makwan -
sottolinea l'avvocato Eghbal - hanno in seguito ritirato la denuncia,
ma nemmeno di questo il tribunale ha tenuto conto".
Un portavoce del tribunale di Kermanshah ha dichiarato che "il giovane
delinquente è stato condannato in base alle leggi in vigore
per il reato di lavat (omosessualità, ndr) e non per
violenza carnale, che ha bisogno della parte civile".
L'esecuzione di Makwan ha scatenato una nuova ondata di
proteste nel mondo, trattandosi dell'impiccagione di un
giovane che al momento del reato attribuitogli aveva solo 13 anni.
In Iran altri 12 ragazzi che hanno commesso reati quando erano
minorenni sono in attesa nel braccio della morte. Dall'inizio
dell'anno nel paese sono state eseguite condanne a morte contro oltre
210 persone.
Almeno seimila abitanti di Paveh, una cittadina del
Kurdistan iraniano
con 8.000 residenti, hanno partecipato ai funerali di Makwan
Moloudzadeh.
In un filmato diffuso dal comitato per
l'abolizione della pena di morte in Iran si vedono 300 vetture entrare
nel cimitero di Paveh.
Tantissimi i giovani presenti alla cerimonia
funebre.
Fonte: Adnkronos/Aki/Ign
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purtroppo non sono gli unici a pensarla così
scommetto che anche da noi in Italia molti desidererebbero una simile sentenza verso tutti gli omosessuali, non è vero???????????????
(poveretti)
Re: purtroppo non sono gli unici a pensarla così
> scommetto che anche da noi in Italia molti
> desidererebbero una simile sentenza verso tutti gli
> omosessuali, non è vero???????????????
Sei una persona di scarsa cultura se dici cosi', per non dire ignorante!
La sodomia è una cosa magnifica, le terminazioni nervose che portano all'eccitazione della prostata sono tutte nell'ano, non solo per gli omosesuali ma anche per gli etero; non centra niente il sesso; lo stesso punto G dell'uomo si trova nell'ano! sono sensazioni indescrivibili e molto piacevoli te lo assicuro provare per credere.
Re: purtroppo non sono gli unici a pensarla così
> scommetto che anche da noi in Italia molti
> desidererebbero una simile sentenza verso tutti gli
> omosessuali, non è vero???????????????
>
> (poveretti)
e sono gli stessi che condannano l'inciviltà dei mussulmani...
(poveretti)