Premi, riconoscimenti, offerte per le figlie e il ringraziamento ufficiale del sindaco di New York. Il Superman della metro è il nuovo eroe degli Stati Uniti. Il giorno dopo il suo gesto eclatante tutta l'America si inchina ai suoi piedi e dimentica per un momento Bush, le elezioni e Saddam. Wesley Autrey, 50 anni, muratore afroamericano che abita nel Bronx ha salvato dalla morte uno studente ventenne gettandosi sui binari della metropolitana. Senza pensarci due volte è saltato giù e ha protetto il corpo del ragazzo premendolo contro il suolo, lasciando che il treno passasse sopra le loro teste e pregando che non accadesse nulla di male. Ha rischiato la vita per un giovane sconosciuto, mentre le sue figlie di 4 e 6 anni stavano a guardare. Però, a quanto ha raccontato lui stesso non avrebbe potuto fare altro. Non è vero, ovviamente: molti di noi sarebbero inorriditi, sarebbero scappati o avrebbero urlato dalla paura. Altri avrebbero tentato di aiutare il giovane, ma si sarebbero ritratti prima di rischiare la vita. Pochissimi avrebbero sfidato il destino per fare una buona azione. Autrey stava aspettando la metro nella fermata di Manhattan, per portare a casa le figlie Syshe e Shuqui prima da andare al lavoro. Veterano della marina, Autrey ora lavora come muratore.
Mentre stava aspettando con gli altri passeggeri, uno studente della New York Film Academy, Cameron Hollopeter, viene preso da convulsioni e cade sui binari. Due donne cercano di aiutarlo a tirarsi su, ma il treno sta per arrivare. Wesley Autrey ci pensa un secondo, ma decide di provare a salvarlo e si lancia. Il treno frena, ma cinque carrozze passano sopra i corpi, tra le urla dei passeggeri. Incredibilmente, nella confusione generale emerge la voce di Autrey che grida "Noi qui sotto stiamo bene, ma io ho lasciato due figlie lì sopra. Ditegli che il padre sta bene". Il Superman della metro ha anche rifiutato le cure mediche, dicendo che non si era fatto niente. Dopo il lavoro è andato in ospedale a trovare il ragazzo, che ha solo qualche contusione ed è stato ringraziato dal padre e da tutti i familiari. "Ho solo visto qualcuno che aveva bisogno di aiuto e ho fatto quello che mi sembrava giusto. Non ho fatto niente di spettacolare". La gente di New York non la pensa così, anzi. Proprio la sua discrezione e il rifiuto di sentirsi una persona speciale lo sta rendendo ancora più ricercato. Tutti ne parlano, chiamandolo
angelo e gli alunni del Bronx gli hanno scritto lettere di ammirazione. Lo stesso sindaco Bloomberg lo ha ringraziato nella seduta comunale e David Letterman lo vuole ospite nel suo show.
Non solo: Donald Trump gli ha donato 10.000 dollari, altri si sono offerti di pagare il college alle figlie e la New York Film Academy, dove studia il ragazzo salvato, ha messo a disposizione delle ragazzine 5000 dollari per frequentare i propri corsi. Wesley è solo frastornato e parla del suo gesto con tranquillità "Quello che ho fatto l'ho fatto per gentilezza, non per la gloria o per i soldi". Questo è sicuro, essendo Autrey una persona semplice e schiva. Il suo gesto però ha avuto un enorme risalto proprio per l'assenza di un fine e l'enorme rischio che ha comportato. "Una volta visto il treno arrivare, considerando la mole e lo spazio tra i binari, ho pensato che ce l'avremmo fatta tutti e due". Non tutti avrebbero messo la propria vita in pericolo per uno qualsiasi e non sempre le azioni disinteressate vengono notate o ricompensate. Qui in Italia avremmo avuto lo stesso risultato? "Un eroe non è solo una persona che ha i soldi, come un giocatore di basket – ha scritto a Wesley Juliette Parissi, 8 anni - Tu sei un eroe".
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