Home » News » Cronaca » Minorenne stuprata e accoltellata dal branco

Minorenne stuprata e accoltellata dal branco

Arrestati tre ventenni di Foggia. Cosa fare adesso?


Una serata in discoteca come tante, dei ragazzi che le fanno dei complimenti, delle avances, e che la invitano (con la forza) a seguirli fuori dal locale. Lei ha appena diciassette anni e i suoi aguzzini poco più di venti. A Vico del Gargano, un paesino a 100 chilometri da Foggia, il terrore è iniziata all'alba. Violentata, torturata con un coltello, minacciata e purtroppo, lasciata sola in una pozza di sangue. La ragazza è stata salvata da un passante che ha udito le sua grida. E' stata operata d'urgenza e ha rischiato la vita a causa delle profonde ferite. Oltre alla violenza sessuale anche sette coltellate tra addome, collo e braccia. La ragazza ha cercato di opporsi alla violenza, ma è stata sopraffatta. Tentando di fuggire, ha gridato che avrebbe raccontato tutto e li avrebbe denunciati e, a questo punto, è stata bloccata e accoltellata. Poche ore dopo la violenza i carabinieri hanno arrestato tre ventenni, Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e Vincenzo Pane.

Immediate e unanimi le reazioni del mondo politico. Il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini dichiara che "contro un'infamia come questa non c'è che tolleranza zero. Faccio un appello al parlamento perché venga accelerato l'iter del disegno di legge contro violenze e molestie, approvato dal governo nel dicembre scorso". Alessandra Mussolini commenta con il solito impeto: "Pene esemplari e nessuna pietosa indulgenza. Sono maggiorenni e vanno castigati anche per dare un segno forte contro le violenze sulle donne e sui minori. Devono pagare duramente per la loro vigliaccheria e per i danni procurati. Mi auguro di non sentire nelle stucchevoli indagini televisive alcun cenno di pietà: sono bestie e tanto basta".

Cosa prevede attualmente la Legge sulla violenza sessuale?

Lo stupro o violenza sessuale è, secondo la definizione data dall'articolo 609bis del codice penale italiano, la costrizione mediante violenza o minaccia a compiere o subire atti sessuali. Il termine latino per l'atto di stupro è raptus. La Legge 15 febbraio 1997 n. 66, "Norme contro la violenza sessuale" dispone la reclusione da 5 a 10 anni. La reclusione è da 6 a 12 anni se lo stupro è commesso:

  1. nei confronti di una persona che non ha compiuto gli anni quattordici;
  2. con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;
  3. da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricati di servizi pubblici;
  4. su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale;
  5. nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l'ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore.

È considerato stupro anche l'indurre taluno a compiere o subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica di questo o traendolo in inganno. Un'altra aggravante per lo stupro è l'aver commesso il fatto in gruppo (violenza sessuale di gruppo, articolo 609octies) e gli autori sono puniti con la reclusione da 6 a 12 anni. Se lo stupro è commesso su minori di anni dieci la pena è la reclusione da 7 a 14 anni.

Profilo psicologico dello stupratore:

L'abuso è spesso una manifestazione di forza con cui l'aggressore cerca di dimostrare a sé stesso o agli altri il proprio potere. La violenza carnale sulle donne delle popolazioni sconfitte in guerra era largamente praticata nel passato e, sebbene gli eserciti moderni la vietino, sia durante la seconda guerra mondiale, sia nelle guerre contemporanee, è stata e viene utilizzata come strumento per umiliare e annientare psicologicamente l'avversario. In ambienti criminali viene usata come punizione e minaccia, così come viene praticata nelle istituzioni carcerarie come affermazione di potere della banda dominante.

Associare la violenza sessuale alla forza e al potere è una tradizione presente in molte culture umane primitive. Gli atti sessuali vengono, infatti, considerati una manifestazione di energia vitale e l'erezione maschile il simbolo della potenza. Ovviamente si tratta di una confusione simbolica dovuta a semplificazione, ignoranza e percezione distorta. C'è da ritenere che in coloro che compiono abusi sessuali, l'eccitazione sessuale e l'aggressività non vengano ben distinte l'una dall'altra. Questo dipende sia dalle convinzioni presenti nell'ambiente culturale di provenienza (ad es. nelle fasce sociali più emarginate gli episodi di violenza sono frequenti e tollerati), sia da convinzioni elaborate a livello personale. In genere l'abusatore è una persona ostile che si sente sessualmente rifiutato e che manifesta odio e disprezzo verso le sue vittime. Compiendo l'abuso prova l'eccitazione della vendetta e della sua affermazione personale verso un "nemico" creato dalla sua mente. Non è un caso che molti mariti pratichino gli abusi sessuali verso le loro mogli ritenute "colpevoli" di mancanze nel rapporto coniugale. In Italia l'abuso sessuale è stato tollerato sino a pochissimo tempo fa e i processi per stupro venivano condotti all'insegna del più marcato disprezzo verso la vittima, verso la quale veniva scaricata la responsabilità di aver, in qualche modo, attivato la "naturale eccitazione" del colpevole.

I casi più eclatanti di "malagiustizia"

- Nel 1992 una diciottenne fu stuprata dal suo istruttore di scuola guida, che durante una lezione condusse la ragazza in un luogo appartato e sfilatele i jeans, la costrinse ad un atto sessuale. Il processo che ne seguì provocò un vespaio di polemiche a causa della sconcertante sentenza: "Impossibile commettere violenza carnale su una ragazza che indossa i jeans, perchè l'indumento non è sfilabile senza la fattiva collaborazione di chi lo indossa". La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione annullò la sentenza della Corte di Appello di Potenza (rinviando il fascicolo alla Corte d'appello di Napoli) che aveva condannato l'istruttore.

- Marco T., allevatore 41enne cagliaritano, ex tossicodipendente, violentò e minacciò la figlia di 14 anni della sua convivente e fu condannato in primo grado a Cagliari a tre anni e quattro mesi, sostenendo che la ragazza non era più vergine. La giuria accolse questo particolare e stabilì che lo stupro di una minorenne è meno grave se la vittima ha già "avuto rapporti sessuali". È lecito ritenere che siano più lievi i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti con altri uomini prima dell'incontro con il violentatore". Anche in questo caso la sentenza creò disgusto e la condanna fu unanime e trasversale nel mondo politico. Per fortuna una presa di distanza arrivò dalla stessa Corte di Cassazione: "E' stato uno sbaglio, questa sentenza sarà seppellita con ignominia".

La castrazione chimica è un rimedio efficace?

La castrazione chimica è solitamente non definitiva e indotta da farmaci a base di ormoni. Fu sviluppata come misura temporanea preventiva per stupratori e pedofili. Per gli uomini colpevoli di reati a sfondo sessuale, la castrazione chimica è da alcuni considerata più umana della castrazione vera e propria, ed è applicata come parte della pena di tali reati in diversi paesi, inclusi gli Stati Uniti. L'ACLU (American Civil Liberties Union), sostiene che essa sia contraria alla costituzione americana. Roberto Calderoli della Lega Nord tentò di legiferare al riguardo durante il governo Berlusconi. Fu rallentato dagli stessi alleati e dal parere contrario di psicologi e criminiloghi: "La terapia potrebbe rendere ancora più aggressivi".

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

Commenti dal 13 al 17
(17)

mario venerdì, 10 giugno 2011

maturità

io sono contro lo stupro in gruppo secondo me chi commete questo reato va punito no con un anno di reclussione ma be 28 anni di reclusione

n° 17
rosa martedì, 13 aprile 2010

x michele

salve volevo dire a quella gente che scrive infangando michele di pensare prima di scrivere fesserie perche non sapete come stanno realmente i fatti quindi fatevi un'esame di coscenza poi non difendetela lei cosa ci faceva in giro alle 2 di notte solo questo ci basta a farci pensare...... forza michele hai tante persone che ti vogliono bene baci

n° 16
Dylan sabato, 12 febbraio 2011

A chi difende gli stupratori

"Cosa ci faceva in giro alle 2 di notte?" Cara Rosa, sei donna anche tu, e se malauguratamente un giorno (o meglio una notte) capitasse anche a te di essere in giro alle 2 di notte, e qualche pervertito sociopatico ti stuprasse e ti riducesse in fin di vita, non credo tu diresti: "Eh, però ero in giro alle 2 di notte... forse me la sono cercata..." Brutto vizio quello di difendere gli stupratori a spada tratta, asserendo che, "poverini" hanno fatto una cavolata o sono stati tratti in inganno dalla "donna-arpia" che, non contenta di averli costretti a violentarla, li ha anche indotti ad accoltellarla. E' questa misoginia galoppante a generare i mostri di cui sentiamo quotidianamente. Ed è grave, MOLTO grave, che parenti e amici degli stupratori si levino in loro difesa, colpevolizzando la vittima e vittimizzando i colpevoli... poi ci stupiamo della brutalità che vediamo in giro. Alla luce del tuo commento, non mi soprendo più di niente. Qui si sta discutendo di ua ragazza che ha quasi perso la vita a seguito di uno STUPRO conclusosi con un feroce accoltellamento. Invece di dire cavolate della serie: "che ci faceva in giro alle 2 di notte" (avresti fatto più bella figura se ci avessi risparmiato l'infelice uscita), iniziamo ad indignarci e a prendere coscienza degli orrori che si consumano davanti ai nostri occhi... iniziamo a punire chi merita di essere punito, senza ipocrite indulgenze e ridicole compassioni.

Mastroiorio Valentino mercoledì, 31 marzo 2010

urgente da leggere

VICO DEL GARGANO , articolo pubblicato l’8 Maggio 2007 (articolo Michele Mastroiorio)
Salve sono la mamma di Michele Mastroiorio, il qual è stato accusato(da voi giornalisti) di aver commesso reati non accaduti. Vorrei chiederle una cortesia: il piacere di togliere tutti gli articoli pubblicati su internet riguardante mio figlio perché prima di accusare una persona bisogna informarsi molto bene, e ci sono documenti che dimostrano il contrario di tutto ciò che avete scritto. Per fortuna ci sono giornalisti che per amore non si sono espressi come ha fatto lei, anche perché hanno seguito meglio il processo e le contraddizioni che c’erano in lui. Per assicurarsi che ciò è vero può contattare il mio avvocato(Gaetano de Perna) che possiede referti medici legali per dimostrare che non c’è stata nessuna violenza fisica, né morale. Di conseguenza possiamo affermare che non c’è stato nessun tentato omicida. Non ci sono state sette coltellate, e non è mai stata in pericolo di morte e lo possiamo constatare dal fatto che è stata operata dopo sette ore( d’interrogatorio).Mi auguro che, un giorno tutta la verità venga a galla e si faccia realmente giustizia.

IN FEDE

Quagliano Anna Pia

n° 15
Fra giovedì, 24 maggio 2007

Stupro e donne

Le pene sono sempre troppo leggere e non servono minimamente nè come deterrente nè come punizione.
5 anni per uno stupro, considerando poi indulti, sconti di pena e cazzate varie, sono davvero una nullità rispetto alla gravità del reato.
Credo che se noi donne imparassimo a difenderci con altri mezzi, il problema si potrebbe risolvere.
Io giro armata di coltello con lama da 30 cm. Lo so che è illegale, ma non mi interessa, la mia dignità di essere umano viene prima e va tutelata. Lo so usare con particolare dovizia e precisione. Se potessi girerei con una pistola, ma in italia solo i delinquenti possono girare armati.
Non esiterei ad ammazzare chi tenta di stuprarmi. Anzi credo che facendolo renderei il mondo migliore.
In ogni caso se sciaguratamente dovesse capitarmi, non denuncerei il fatto: aspetterei il mio stupratore sotto casa con un fucile a pompa. Cercherei di non ammazzarlo subito, ma di renderlo invalido a vita.
Questo è quanto amiche donne. Diffidate di sociologi e psicologi che tentano di recuperare quegli animali: l'unica cosa che si può fare per loro è strappargli le loro inutili balle.

n° 14
ragazza mercoledì, 16 maggio 2007

commento

ho letto questo articolo x puro caso e ho deciso di lasciare anche la mia opinione che forse potrà essere svalutata inquanto sono una ragazza di 15 anni!forse chi ha lasciato gli altri commenti è molto più grande di me e capisco il loro disprezzo verso questo tema però magari non ci si accorge di quanto sia un pochetto più difficile la vita di noi più piccole. ovviamente io parlo con le mie coetanee di questi problemi che ci circondano e vi assicuro che non ci sentiamo neanche più tranquille a salire su un autobus da sole.. questo è un vero e proprio disagio x noi ragazze e donne e spero che qualche rimmedio concreto si trovi al più presto perchè ormai è un fenomeno diffusissimo nella nostra società.

n° 13
michele lunedì, 12 aprile 2010

R: commento

E' una famiglia su cui contare si esce di sera,si scherza di giorno,ci si ritrova nelle feste,ci divertiamo nelle feste insieme.Io sempre pronto e disponibile con tutti, mangiare allo stesso tavolo,considerarci come fratelli,il rispetto dei miei genitori,come se i miei fossero i vostri,tutto "perfetto". Poi un giorno all'improvviso incominciò il mio destino,ringrazio tutti quei veri amici che a quella madre che era anche la vostra,vorrei ringraziare tutti voi che siete stati molto vicini alla mia famiglia,e non finirò mai di ringraziarvi,accusato senza sapere. Sono caduto per sbaglio,oppure sono voluto cadere?A tutti i miei amici dico:se sono voluto cadere,accetterò il mio destino.A tutti i miei amici dico:saprò dimostrare di sapermi alzare con amore e umiltà perché chi cade e sa rialzarsi riconosce l'errore. Voglio ringraziare tutti voi che in questo brutto momento della mia vita mi siete stati vicini,e avete creduto in me avendo fiducia nei miei confronti.Vi ringrazio di essere stati vicini soprattutto alla fonte del mio pensiero(la mia famiglia)che in questo momento mi sta vicina dandomi conforto, e soprattutto amore.Cosa sarebbe una vita senza le persone che ti vogliono bene e ti aiutano nel momento del bisogno?Penso che dei veri amici non mi posso lamentare perché (i veri amici) sono stati vicini a me e alla mia famiglia.Ho capito in questa situazione che non tutte le persone ti stanno vicino per amore ma solo per comodità perché magari sei una persona che tutti i giorni ha i soldi in tasca e quindi può offrire qualcosa. Voglio ripetere il fatto che in questi tre anni io sono stato solamente condannato,ma non abbandonato dalle persone che mi vogliono bene. Sono sempre stato amico di tutti e, non sono il tipo che usa violenza nei confronti di una ragazza frequentata in passato anche perché non n'avevo bisogno perché in quel momento amavo un'altra persona. Sono caduto, ma dimostrerò (come ho fatto in questi tre mesi) di sapermi alzare e nuovamente amare;voglio salutare tutte le persone che mi vogliono bene e mi sostengono standomi vicino. Vi ringrazio dal profondo del cuore a tutti coloro che hanno creduto in me dal primo momento..
MASTROIORIO MICHELE ...
CARISSIMI VI PENSO SEMPRE ...

nana venerdì, 18 maggio 2007

Re: commento

Castrateli tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii sti bastardi

lucia venerdì, 9 aprile 2010

R: Re: commento

ciao volevo solo rispondere a tutti i vostri commenti, non giudicate o scrivere parole inutili come ad esempio (castrateli tutti,sono mostri ecc ecc..). solo da un'articolo bisogna sapere prima di condannare una persona anche solo con queste parole brutali..............

Chiudi
Aggiungi un commento a Minorenne stuprata e accoltellata dal branco...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori