
Gli
investigatori stanno valutando l'ipotesi di riaprire il caso del
rapimento di
Natascha
Kampusch. Le ultime indiscrezioni riguardano le
dichiarazioni ambigue e sospette del miglior amico e socio d'affari
di Priklopil, Ernst Holzapfel.
L'uomo
avrebbe confessato di aver passato otto ore nella casa dell'amico il
giorno della fuga della ragazza. Inoltre, interrogato da un
poliziotto poco dopo l'agghiacciante scoperta della cantina-prigione
nella casa di Priklopil e del successivo suicidio del rapitore,
avrebbe subito chiesto: "L'ha
uccisa?". A cosa si riferiva?
Holzapfel non sapeva nulla, a suo dire, della ragazza segregata nello
scantinato dell'amico.
Le stesse fonti hanno fatto trapelare un'altra notizia. Holzapfel
avrebbe
raccontato ai poliziotti, nella stessa occasione, che l'amico gli
aveva precedentemente confessato di possedere nella sua abitazione
del materiale pornografico normale ma anche pornografia
infantile. Inoltre gli inquirenti avrebbero
riscontrato
dei
movimenti sospetti nel computer del migliore amico del sequestratore
di Natascha: una grande quantità di materiale era stato
cancellato dal computer precipitosamente una volta trapelata la
notizia della sua amicizia con
Priklopil.
Da qui partono i sospetti
sull'uomo, che forse sapeva più di quanto adesso vuole far
credere.
Tutti
ricorderanno la storia di Natascha. Una ragazzina austriaca come
tante altre, rapita all'età di 10 anni da uno squilibrato e
tenuta a lungo prigioniera. Quella che allora era ancora una bambina,
dal
2 Marzo del 1998
é stata tenuta rinchiusa in casa dal suo
sequestratore senza mai poter uscire. L'insensata e folle prigionia
della Kampusch é durata otto
lunghi anni e si é
conclusa con un lieto fine solo il 23 Agosto del 2006.
La 18enne
Natascha quel giorno riesce infatti a fuggire quando ormai anche le
sue speranze di ritrovare la libertà stavano scomparendo.
Mentre si trova in giardino per lavare la macchina del suo rapitore,
approfittando di un momento di distrazione dell'uomo, inizia a
correre gridando e cercando di attirare l'attenzione dei passanti.
Nessuno le crede. La Kampusch continua a scappare, chiedendo alla
gente di chiamare la polizia ma nessuno lo fa, fin quando non bussa
alla porta di una vicina di 71 anni che finalmente alza la cornetta e
chiama la polizia. Accortosi
della fuga della ragazza il rapitore, Priklopil, si é
immediatamente tolto la vita buttandosi sotto un treno nei pressi
della stazione di Vienna Nord.
Fino a quel
giorno Natascha aveva vissuto in uno scantinato, posto sotto il
garage di Priklopil. La stanza non aveva finestre, era sigillata con
una porta metallica ed era isolata acusticamente. Lo spazio vitale
della ragazza era di appena 5
metri quadrati. Natascha ha
poi deciso di acquistare la casa in
cui è
stata tenuta prigioniera per più di 8 anni da Wolfgang
Priklopil.
"Niente
è così minaccioso come allora, anche se d'altra parte
per me rimane la casa dell'orrore - aveva raccontato la
Kampusch ai
giornali - é come un
passato oscuro, come se avessi perduto la
memoria e adesso iniziassi a vivere una vita completamente nuova".
Nel
frattempo anche il padre di Natascha, il Signor Koch, con il quale la
Kampusch ha deciso di non avere più contatti, si é
attivato ed ha deciso di chiedere un risarcimento alla Stato per
negligenza durante l'inchiesta sul sequestro della figlia. Il legale
dell'uomo, Dietmar Heck, ha dichiarato: "Ludwig Koch chiede
100mila Euro di danni e interessi e 30mila di Euro di
spese" aggiungendo poi che in realtà si tratta di
cifre "molto modeste" in comparazione alla gravitò
dell'accaduto.
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Domanda
!ma perchè su Giovani.it non vengono più pubblicati articoli e l'ultimo risale a prima dell'estate?
Re: Domanda
me lo chiedevo pure io..
Re: Domanda
mi associo