In
un’epoca in cui molti, troppi, lottano contro
malattie gravi come il tumore, facendo di tutto per rimanere in vita,
per conservare questo dono prezioso che è la vita, questo
stesso valore viene messo in secondo piano dalle stesse
persone.
La nostra Italia perde ogni giorno dei lavoratori, vittime
della mancata sicurezza sui luoghi di lavoro, una buona
percentuale dei lavoratori la mattina si alza e va a rischiare la
propria vita, spesso per salari bassissimi, lavorando “in
nero”, e sempre perché mancano le condizioni di
sicurezza adatte a lavorare.
La cosa grave è che giornali e TV riportano ogni
giorno notizie tragiche di lavoratori feriti, più
o meno gravemente, o morti sul luogo di lavoro; già quelli
che fa notizia sono tantissimi, ma ce ne sono altri, altri che non
vengono neanche nominati, che muoiono silenziosamente.
Il 31
marzo sono state riportate quattro notizie di tragedie legate
al lavoro: a Caserta, nel centro della città, in
Corso Triste, un operaio trentanovenne, con due figli, ha perso la vita
cadendo da una impalcatura di venti metri. Michele Sposito De Lucia
è stato trasportato in ospedale dove sono state riscontrate
una serie di fratture, ma nonostante il lavoro dei medici,
l’operai è deceduto dopo due ore.
Dalla stessa è altezza è caduto un operaio di
Teramo di quarantaquattro anni, la tragedia è accaduta
durante i lavori di smantellamento della fabbrica; l’operaio
romeno, Ioann Mariciuk è arrivato in ospedale senza vita a
causa del gravissimo trauma cranico riportato.
La stessa sorte è toccata, nella stessa giornata a un
agricoltore del Veronese, morto perché schiacciato
dal trattore con cui stava lavorando. Angelo Siviero, 75 anni
era uscito per lavorare i campi e improvvisamente il trattore si
è ribaltato togliendogli la vita.
Lo stesso è accaduto in provincia di Torino dove un anziano
agricoltore ottantenne, Giovanni Bertolo, schiacciato da un trattore si
trova in condizioni gravissime.
Nel
nostro continente si verifica una morte sul lavoro ogni tre
minuti, mentre ci stiamo alzando qualcuno sta già
morendo, mentre ci rechiamo a lavoro, magari dietro una comoda
scrivania altre decine di persone in Europa muoiono, per non parlare
dell’intera
giornata.
Tra il 2003 e il 2005 sono morti 1328 in media, tra quattro e cinque
morti al giorno, nel 2006 i morti sono stati 1280 e anche nel 2007 il
numero di morti bianche ha superato notevolmente i
mille.
Negli ultimi tre anni il settore più interessato
è quello della lavorazione di metalli, con una media di sei
infortuni su dieci e il settore delle costruzioni.
E la maggior parte degli infortuni si verificano a carico di operai di
aziende piccole, che hanno fino a quindici dipendenti.
Non si può smettere di parlarne, non si
può far finta che tutto questo non accada, non si deve
dimenticare chi è morto mentre lavorava per vivere
decorosamente e onestamente. Non si possono accantonare i valori del
lavoro, dell’onestà, fingendo che sia normale,
dicendo che “capita”.
Bisogna lottare, battersi per la sicurezza.
Commenti dal 1 al 4
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Borse di studio per le vittime
La solidarietà continua.
E' possibile, fino al 10 maggio, inviare 1 SMS al 48585 per contribuire alla campagna di raccolta fondi finalizzata all’istituzione di borse di studio per gli orfani delle vittime
sul lavoro (informazioni sulle altre possibili modalità di donazione sono disponibili sulla pagina Sostienici del sito http://www.ilmondochevorrei.org
COntro le morti
Ci sono troppe persone che muoino per il pane, persone ch eaccettano lavori pericolosi perchè voglionocampare in maniera decente e potersi permettere di mandare i figli a scuola, e magari passare le vacanze al mare.....
Il lavoro è un diritto, ma è un diritto anche non morire per lavorare, ho fatto un tributo ad una vittima di questa spirale dannata: http://www.it.respectance.com/Marco_Friello , invito a commentare o a creare tributi per chi perda la vita lavorando, per levare un voce all'unisono...
Federico
Certo! Ma...
D'accordissima che le morti sul lavoro sono troppe e bisogna fare qualcosa, ma cosa?
Non è assolutamente giusto punire sempre, solo e comunque il datore di lavoro...certo, in alcuni casi è colpa del datore, ma in tantissimi altri no!
Tanti lavoratori non si mettono le protezioni individuali di sicurezza (occhiali, scarpe, copri-capo ecc.) perchè dicono sono ingombranti e poi se succede qualcosa si vanno a lamentare?
Quante volte passeggiando per la strada ci imbattiamo su operai edili senza protezioni? perchè nessuno denuncia il fatto?
Conosco un'architetta che un giorno mentre controllava il "proprio" cantiere ha ripreso 2 suoi operai per 3 volte nel giro di un'ora perchè facevano cose assurde e pericolose e questi se ne sono fregati!
Allora... cerchiamo di fare qualcosa, ma non inaspriamo le pene ai datori di lavoro che a volte ci vanno di mezzo senza colpe!
Re: Certo! Ma...
non penso sia giusto parlarne cosi', è compito del datore responsabilizzare i lavoratori, poi cè sempre il licenziamento quando non si viene ascoltati. (bisogna avere i controcazzi)
E' brutto che nei cantieri quando avvengono gli incendi non funzionano gli estintori, (cosa che mi è successa) e anche la scarsa manutenzione dei machinari (bruttissimo)
le protezioni poi ti assicuro sono utili fino ad un certo punto, il problema è che essendo un lavoro pericoloso gli incidenti capitano indubbiamente hai ragione
iS
Migliore e Di Salvo: profondo dolore per le morti bianche
L’assurdità di questa conta macabra ci rattrista e ci fa sentire impotenti. Stamattina altri due lavoratori sono morti mentre svolgevano la loro attività, tutti e due cadendo da alte impalcature: Michele Sposito De Lucia, 39 anni e Ioann Mariciuck, 44 anni, entrambi operai edili. Uno a Caserta, l’altro a Teramo. Come da copione verrà aperta un’inchiesta, e i due cantieri sono stati già posti sotto sequestro per rilevare eventuali irregolarità riguardo alle norme sulla sicurezza. Questa guerra subdola ed invisibile continua a fare vittime, dunque bisogna insistere con strumenti e proposte serie ed incisive e la Sinistra l’Arcobaleno è sulla buona strada visto il suo impegno per l’approvazione del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro.
Immediate le reazioni de la Sinistra l’Arcobaleno.
Gennaro Migliore, capolista alla Camera in Campania 2, esprime il suo profondo dolore alla notizia giunta da Caserta: “è con rabbia e sconforto che esprimo il cordoglio per la morte dell’operaio edile, precipitato da una impalcatura a Caserta. È l’ennesimo capitolo di una tragedia che sembra non arrestarsi. È necessario intensificare i controlli verso le aziende, soprattutto nel settore edilizio - sottolinea Migliore - il ponteggio da cui è caduto Michele - spiega – era fuori norma, ma nessuno ha denunciato una situazione di illegittimità e di assoluta assenza di sicurezza. Ora è necessario che intervenga la magistratura. Non serve una politica di incentivi, ma di dure sanzioni nei confronti di quelle aziende che non rispettano le misure di sicurezza previste dalla legge 123/2007. Questa sera - conclude Migliore - sarò al presidio a Caserta, proprio a corso Trieste, perché la morte di Michele rappresenta un ennesimo omicidio che doveva essere evitato”.
Titti Di Salvo, capolista alla Camera in Piemonte 2, ricorda che il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro contiene tutte le norme necessarie per rendere più sicuri i luoghi di lavoro, ma ricorda che ciò che in questo momento è altrettanto importante e necessario è “ricostruire una gerarchia dei valori sociali, al cui primo posto ci sia dignità e valore del lavoro”. La Sinistra l’Arcobaleno –conclude- è da questa parte: dalla parte del valore del lavoro”.
Tommaso Sodano punta il dito sulla mancanza di controlli: “in pochi mesi nel centro di Caserta si sono verificati diversi casi, e questo dimostra che non si riesce a garantire la sicurezza dei lavori con controlli efficaci, anche in zone in teoria più visibili e centrali”.
La soluzione secondo Sodano è quella di investire di più in sicurezza “garantendo sul territorio un maggior numero di ispettori del lavoro ed un maggior rispetto delle norme”.
Dello stesso parere Stefano Zuccherini che insiste infatti affinché “controlli nei cantieri e nelle fabbriche siano intensificati” e “a questo scopo le Asl devono assumere tecnici e ispettori, perché il personale del ministero del Lavoro non è sufficiente”.
Re: iS
la prox volta pubblica un articolo di giornale
Re: iS
> la prox volta pubblica un articolo di giornale
grazie per il consiglio... il classico commento di chi non ha niente da dire ma vuole dire per forza qualcosa