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Ieri, M-oggi e domani?

Intercettazioni telefoniche, partite truccate, calcio scommesse, procuratori troppo "aggressivi", federazione e arbitri conniventi e coinvolti. Sembra che nessuno o quasi sia estraneo a quella che molti (senza originalità) definiscono "Calciopoli". Ad innescare l'inchiesta sono state le conversazioni telefoniche rubate all'eminenza nera del calcio: Luciano Moggi. Cosa accadrà ora?


LUCIANO MOGGI STORY:

Luciano Moggi da Monticiano (Siena), è un ex ferroviere, conosciuto nell'ambito giornalistico-sportivo con il nomignolo di "Paletta". Poco più che ventenne, grazie alla possibilità di viaggiare spesso e gratis, comincia a coniugare passione calcistica e lavoro: dopo una breve carriera da calciatore, (stopper mediocre in serie D) Moggi si reinventa osservatore sui campetti di oratori e periferie, nel tentativo di scovare e piazzare nuovi giovani talenti. Appena è in età per la pensione minima, si libera di berretto e paletta, e si butta anima e corpo nella nuova attività. Ottiene i primi riconoscimenti offrendo alla Juventus due giovanotti di belle speranze: Gaetano Scirea e Franco Causio. I due diventeranno dei campioni, tanto da vincere il mondiale di Spagna '82. Moggi diventa "osservatore ufficiale" della Juventus e poi, una volta "silurato" dal neo-presidente bianconero, Giampiero Boniperti, si trasferisce nella capitale, alle dipendenze della Roma di Gaetano Anzalone e poi di Dino Viola. Nel 1976 con un abile mossa di mercato "scippa" Roberto Pruzzo alla Juve e si vendica della macata riconferma a Torino.

Roma per Moggi è una tappa fondamentale: nella Capitale costruisce una fitta rete di amicizie molto influenti. Allaccia rapporti con parlamentari (soprattutto democristiani di fede andreottiana), magistrati, diplomatici, ufficiali dell'esercito, medici, dirigenti Rai, gente dello spettacolo e ovviamente dello sport. Conosce i tecnici che curano il rigoglioso vivaio giallorosso (e sono quelli che gli segnalano i giovani migliori, come Carlo Ancelotti, futuro "nazionale"). Ma soprattutto, conosce giornalisti, ai quali a Natale non fa mai mancare un gentile "pensiero".
I metodi poco convenzionali di Moggi cominciano a palesarsi, e domenica 25 novembre '79, dopo la partita Roma-Ascoli, (vinta dai giallorossi) il presidente ascolano Costantino Rozzi si infuria con l'arbitro della partita, Claudio Pieri (papà del Pieri di oggi), e prende Dino Viola e Moggi a male parole. Salta fuori che sabato sera, alla vigilia della partita, Moggi è stato sorpreso in un ristorante romano in compagnia dell'arbitro Pieri e dei due guardalinee. Il testimone-informatore della cena Moggi-Pieri è l'avvocato Luigi Girardi, legale dell'Ascoli calcio. Tutto viene messo a tacere e Moggi la fa franca per la prima volta. Di qui in poi seguono altre squadre per cui Moggi offre i suoi loschi "servigi": il Napoli del Maradona cocainomane e delle collusioni con la camorra, e poi il Torino di Gian Mauro Borsano e delle "disinvolte accompagnatrici" offerte agli arbitri dei primi turni di Coppa Uefa, nonchè dell'affare Gian Luigi Lentini (che va al Milan per oltre 30 miliardi di lire, tanti dei quali in nero).

Nella primavera del 1994 Moggi torna alla Juve e nasce la Triade: Roberto Bettega, Antonio Giraudo e Moggi Direttore Generale con delega al mercato. Luciano dà il meglio e un giorno del '97 lo chiama Gianni Agnelli: "Caro Moggi, è vero che abbiamo venduto Vieri all'Atletico Madrid?". "No, Avvocato, sono fandonie dei giornali". Poche ore più tardi, l'annuncio: Vieri all'Atletico. Agnelli, divertito: "Moggi ha mentito anche a me". Il resto è storia recente: 7 scudetti, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa 'Intercontinentale, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe Itialiane, 1 supercoppa Europea e 1 Coppa Intertoto. In data 11 maggio 2006 Moggi ha rassegnato (insieme agli altri membri del CdA) le proprie dimissioni da Direttore Generale della Juventus, disfando così la cosidetta "triade".

LE INTERCETTAZIONI:

il 4 maggio 2006 il tribunale di Torino ha reso note alcune intercettazioni telefoniche in cui il dirigente consigliava al designatore arbitrale Pierluigi Pairetto i nomi di alcuni direttori di gara a cui destinare la conduzione di determinate partite di precampionato ed il comportamento che essi dovevano assumere sul campo di gioco. Ma non solo, altre telefonate compromettenti inchioderebbero anche giornalisti e dirigenti della Figc. Le intercettazioni rese pubbliche sono una parte minima di quelle esistenti, circa ventisei pagine su quasi mille in mano alle diverse procure. Secondo la procura di Napoli sono almeno 18 le patite combinate, (12 quelle che vedevano in campo la Juventus.)  A rischiare grosso sono anche altre otto società: Lazio, Fiorentina, Siena, Udinese e Messina in A, Avellino Crotone e Arezzo in B. 50 gli indagati, 1400 le pagine d'inchiesta sul campionato scorso.

In ordine cronologico:

- 12 ottobre 2004, Carraro e Moggi: Carraro si rivolge a Moggi perche' intervenga su Lippi nella scelta della formazione della Nazionale. In quel colloquio (ricordano i pm nell'atto giudiziario emesso giorni fa) si raccomanda affinche' Moggi solleciti Lippi ad evitare l'impiego di alcuni calciatori ritenuti meno attrezzati tecnicamente e schierando quindi Totti e Gilardino nell'incontro Italia-Bielorussia del 13 ottobre successivo

- 6 novembre 2004, sequestro dell'arbitro Paparesta: dell'episodio avvenuto nello spogliatoio della terna arbitrale dopo Reggina-Juve, Moggi ne parla con il giornalista Damascelli: ''...so entrato nello spogliatoio li ho fatti neri tutti quanti! Poi li ho chiusi a chiave e volevo porta' via le chiavi, me le hanno levate, senno' le portavo via...''

- 3 dicembre 2004, i dossier: telefonata tra Moggi e Innocenzo Mazzini, (vice presidente della Figc). I due parlano di un dossier per screditare il presidente della Fiorentina, Diego Della Valle, che si opponeva all'elezione di Galliani alla presidenza della Lega professionisti.

- 22 dicembre 2004, Zeman: l'allenatore boemo aveva piu' volte denunciato la presunta responsabilita' della Juve riguardo l'uso di sostanze dopanti. E Moggi dice all'amministratore delegato del club bianconero, Antonio Giraudo: ''...Bisogna ...bisogna fargli qualcosa, non so un sistema, peccato che... bisogna dargli una legnata... Bisogna prendere le emorragie, dandogli un danno a questo qua, inventandoci qualcosa, portandogli via un giocatore, trovargli qualche...''.

- 17 gennaio 2005, i giornalisti: Moggi parla con Fabio Baldas, ex arbitro e moviolista del "Processo": Baldas dice: ''...c'e' il fuorigioco di Trezeguet sul gol''. Moggi: ''...l'arbitro deve essere assolto alla grande! Anzi!''. E Baldas: ''...ma tutto quello che vuoi...no pero' voglio dire, siccome sai, siccome e' in virtuale, si vede che c'e'...che ci sono 50 cm di fuorigioco!''. E Moggi: ''... poi i 50 cm li accorci, devono diventa' 20''.

- 19 gennaio 2005, condizionamenti sulla Figc: telefona di Moggi a Francesco Ghirelli, segretario della Figc. Moggi si sarebbe interessato per tutelare l'arbitro Salvatore Racalbuto, che doveva essere sentito dall'Ufficio indagini dopo la gara Cagliari-Juventus del 16 gennaio 2005. Moggi: ''...si pero' Racalbuto lo farete mica venire a Roma...perche' se no veramente ci sarebbe...sarebbe una cosa stupida''. Ghirelli: ''...ora io lo sento Pappa, che venga utilizzata la sera che lui viene per come si chiama l' oscar del calcio, lo sente....'' Moggi: ''...no ma diglielo, avvisalo perche' Pappa e' un impreciso eh...no, avvisalo che quando gli capita di andare su al nord...e poi chiudete questa pratica cosi' come sta perch' se no veramente siamo le vittime di tutti, qua''. Ghirelli: ''Lucia', non ti preoccupare, fidati''.

- 9 febbraio 2005, la scelta degli arbitri: telefonata di Moggi con l'allora designatore arbitrale Paolo Bergamo. Moggi: ''...Ora invece ti dico quello che mi ero studiato io''. Bergamo: ''...Vediamo cosa torna con quello che ho studiato io. Vediamo chi ha studiato meglio... Chi ci metti in prima griglia di squadre? Di partite?''. Moggi: ''...aspe'...fammi piglia' il foglietto!

- 21 febbraio 2005, Lotito reclama la sua parte: Lotito parla con il vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini. C'è in vista Lazio-Parma e l'arbitro designato è un amico: Domenico Messina. "Bisogna salvarsi in tutti i modi, eh?". "Aoh, domenica ho il Parma eh? Che è importante". La Lazio vince 2-0. Mazzini : "Ti arrestano...ti arrestano". Lotito: "Aho? E perché mi devono arrestare?" Mazzini : "Ehh! Chiediglielo a quelli del Parma!"

- 10 aprile 2005, il Milan non è esente da dubbi: per Milan-Brescia del 10 aprile, Leonardo Meani (dirigente accompagnatore addetto all'arbitro) parla direttamente con l'assistente di gara Gabriele Contini e per festeggiare la sua designazione lo invita a cena per il dopo partita. In un'altra telefonata Meoni dice a Mazzei, (designatore dei guardalinee): Adesso state attenti, mandateci anche a noi il Consolo della situazione, non è che lo mandi sempre a Torino Consolo, manda anche a noi gente così". (Milan-Chievo è l'altra partita su cui aleggiano dubbi)

- 22 maggio 2005, Della Valle e Fiorentina coinvolti: alla fine del campionato i viola rischiarono la retrocessione, e Della Valle fece di tutto per salvarla, fino a scusarsi per aver messo i bastoni tra le ruote a Moggi. La Fiorentina pareggiò la penultima giornata di campionato 1-1 con la Lazio e l'arbitro Rosetti non vide un fallo di mano in area di Zauri. Decisiva l'ultima partita, il Parma non doveva vincere a Lecce. Mazzini e Bergamo mandano l'arbitro più affidabile, De Santis. Della Valle: "Mi raccomando...", Moggi: "Ci pensiamo noi a salvarti, se lottiamo ce la facciamo". Bergamo: "Massimo, (De Santis) è tutto a posto?" De Santis: "Ho parlato con i guardalinee gli ho spiegato un po' velatamente le cose, ci mettiamo in mezzo noi". Bergamo: "L'importante è che tu vinca".

- 29 maggio 2005: la Fiorentina batte il Brescia 3-0 e il Lecce ferma il Parma sul 3-3. Mazzini: "I cavalli boni vengono sempre fori. Le nostre pedine funzionano sempre, l'operazione chirurgica è stata perfetta". Della Valle: "Certi errori non li faremo più".


LE SCOMMESSE ILLECITE:

Le Procure di Torino e Parma stanno indagando su forti puntate effettuate via internet da giocatori della Juventus o che hanno militato in bianconero. Si tratterebbe di Enzo Maresca (lo scorso anno alla Fiorentina, ora al Siviglia), Mark Iuliano (lo scorso anno a Maiorca in Spagna e ora alla Sampdoria) e Antonio Chimenti (alla Juventus fino a metà di questa stagione e ora al Cagliari), oltre a Gianluigi Buffon , appunto, portiere della Vecchia Signora e della Nazionale azzurra.
Si parla di forti puntate (fino a mezzo milione di euro su una partita) effettuate tramite un magazziniere della Parmalat (Buffon è cresciuto nel Parma prima di passare alla Juventus nel 2001) che da un internet point di Parma contattava dei broker inglesi. Se le scommesse fossero esclusivamente su match di campionati esteri la questione sarebbe sicuramente più semplice, il problema è che il sospetto è caduto su Juventus-Atalanta, ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia 2004/05 finita 3-3 al Delle Alpi. Non cè nessuna ufficalità, ma sembra che sul risultato esatto della partita sia stata fatta una puntata 'pesantè. In esame ci sarebbe anche la gara d'andata a Bergamo finita 2-0 per gli orobici, oltre al preliminare di Champions con il Djurgardens (2-2 a Torino, 4-1 in Svezia per la squadra di Capello).

CASO GEA:

Dopo il presidente della Gea Alessandro Moggi e il padre Luciano, la procura di Roma ha inviato un avviso di garanzia anche ai due soci fondatori della società, Chiara Geronzi e Franco Zavaglia. La Gea, società che gestisce procure sportive, in questi ultimi anni di attività avrebbe manipolato il mercato di allenatori e giocatori, minacciando i migliori e costringendoli a lasciare i propri procuratori, per passare sotto la loro "ala protettrice". Ad inguaiare la Gea sarebbe stato un appunto, un pezzo di carta, trovato sul tavolo di Franco Zavaglia e indirizzato ai collaboratori Gea. "Ai nostri collaboratori va detto di non andare a sbandierare il nome di Luciano Moggi e così far presa sui giocatori, ma illustrare quale è la nostra organizzazione, senza minacciare nessuno come avvenuto in passato". Questo biglietto fa ipotizzare ai pm Palamara e Palaia il reato di "illecita concorrenza con violenza e minacce".

I figli noti: Oltre al presidente della Gea, che è Alessandro Moggi, ci sono: Andrea Cragnotti, figlio di Sergio, ex presidente della Lazio. Chiara Geronzi, primogenita di Cesare, numero uno di Capitalia, il gruppo bancario che tiene in piedi la Lazio e che ha importanti rapporti anche con Perugia, Parma e Roma. Francesca Tanzi, figlia di Calisto, numero uno di Parmalat e Parma, nonché membro del consiglio di amministrazione della stessa Capitalia. Riccardo Calleri, figlio di Gian Marco, ex presidente di Lazio e Torino. Si dice anche che siano coinvolti nella società il figlio dell'attuale tecnico della nazionale Marcello Lippi, e quello di Franco Carraro. A tal proposito Luciano Gaucci, ex presidente del Perugia, ha recentemente dichiarato: "Il figlio di Franco Carraro, anche se direttamente non faceva parte della Gea, indirettamente era socio della figlia di Geronzi in una societa' che lavorava per la federazione. Poi quando io ho scoperto il fatto e l'ho detto pubblicamente hanno cancellato questa societa''.

Cosa fare ora? Tutti colpevoli o tutti innocenti? E gli "addetti ai lavori" sapevano tutto, o non "volevano sapere"? E gli scandali passati accantonati in fretta? (i rolex di Sensi agli arbitri, i passaporti falsi di Roma e Milan) E i presidenti di società, che si son sempre tutti, o quasi, contesi Moggi? Ce ne siamo già scordati?

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Commenti dal 23 al 27
(27)

m.a venerdì, 2 novembre 2007

ex radiocronista sportivo

meglio che sia uscito in anticipo dalla ferrovia, chi sa che disastro avrebbe combinato !!
ho visto anche tante partite del milan essendo amante dello sport e bel spetacolo.
questo perche ... l inter non giocava tutte le domeniche a san siro !!!

n° 27
Fabio venerdì, 2 giugno 2006

L'obiettivo di vincere i mondiale è sempre il prim

malgrado tutto ricordiamocci sempre che è la nostra nazionale, e andranno in giornale per tenere alta la nostra bandiera. Viva lo sport italiano e viva gli uomini buoni che lo ripuliranno.

comunque i nostri giocatori in germania dovranno "vincere o morire" nel senso che se vincono moto probabilmente su le loro malfatte si chiuderà qualche occhio, s eperderanno pagheranno con gfli interessi

n° 26
pepino lunedì, 29 maggio 2006

povero moggi

Non solo moggi, hanno mangiato tutti!!!!

n° 25
Emanuela giovedì, 25 maggio 2006

Tutto falso

Sono una grande tifosa del milan.. anche se ora mi vergogno moltissimo di essere una tifosa e una nata in italia...ùChe diavolo di figura facciammo davanti a tutta l'europa durante i mondiali... di calcio 2006 di germania...
Come si può anche solo sperare di poter vincere i mondiali di calcio....
La Moggi la Juve e qualssiasi altra squandra si colpevole devo essere allontanate dalla più alta serie italiana per non fare un altra figura di merda davanti a tutto il globo ..........

n° 24
Tommaso venerdì, 26 maggio 2006

la juve come chiunque

Questa italia fa proprio schifo....il mondo del calcio fa schifo..
E nn mi vengano a dire che a falsare il campionato siano stati solo Moggi e la Juve. La serie A è formata da 20 squadre, se Moggi è arrivato a tanto potere senza che nessuno dicesse niente, vuol dire che stava bene a TUTTI !!!!! Non credo che un Moratti o un Galliani ne fossero all'oscuro.
Poi...Vorrei fare i complimenti a quei dirgenti che prima si comprano le partite e poi si fingono estranei attaccando chi ha esaurito il suo "desiderio"...mi riferisco al Sig. DELLA VALLE !!! Che prima si compra la salvezza e poi cerca di passare per vittima della situazione.
E io che avrò buttato milioni in biglietti per lo stadio, totocalcio e scommesse varie!!! ANDATEVENE TUTTI A FARE IN CULO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

dottor tofu giovedì, 25 maggio 2006

simpatia canaglia

povero moggi: all'inizio di questo "scandalo" (sì, tra virgolette perchè a me proprio non ha scandalizzato, a voi?)disse che non era "colpevole", che gli avevano ammazzato l'anima, ... Beh, credo si consolerà con la montagna di denaro, appartamenti, auto, ... accumulati in tanti anni di calcio (cacio?!?)- gli unici che ci hanno rimesso veramente sono i tifosi juventini (dei quali non condivido la fede calcistica, sia ben chiaro)- ciò che sta accadendo, indipendentemente da fatti rilevabili penalmente, getta delle ombre sui successi della juve e rafforza le dicerie di questi ultimi anni: è innegabile.
Squadre son retrocesse in serie C per molto meno...
In bocca al lupo alla nuova Juve.

n° 23
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