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Gardaland: giostre vietate ai down

Un gruppo di ragazzi down in gita a Gardaland non sono potuti andare sull'ottovolante e su altre attrazioni adrenaliniche. Per loro aperte solo le giostre più tranquille. È giusto?

Gardaland è il parco di divertimenti più famoso in Italia ed ogni anno è visitato da migliaia di persone.
L’ultimo fine settimana di settembre, un gruppo di ragazzi down di Padova hanno organizzato una gita al famoso parco giochi, intenzionati a divertirsi e a provare tutte le giostre, soprattutto quelle più emozionanti: montagne russe, canoe sull’acqua, space vertigo e così via.
Ma la loro gita si è rivelata molto diversa da come l’avevano immaginata.
Infatti, appena entrati, è stata consegnata loro una piantina con tutte le giostre a cui avrebbero potuto accedere: la “mappa per i disabili”.
E tutte le attrazioni più emozionanti sono vietate per loro.
Infatti secondo questa mappa, i ragazzi down sono considerati “ospiti con problemi mentali/psichici” e per  questo motivo non possono salire sulle attrazioni più “adrenaliniche”.
i ragazzi si sono sentiti discriminati: “Ci siamo portati anche i vestiti di ricambio perché pensavamo che ci saremmo bagnati sulle canoe, invece per noi c'erano solo giostre per bambini. E' così, ci hanno fatto sentire dei diversi”.
Ed ora ci si chiede: è giusto che un’attrazione adrenalinica possa essere vietata indistintamente a tutti o sarebbe il caso di valutare singolarmente ogni situazione?

I ragazzi hanno protestato, cercando di far capire che potevano salire senza problemi su queste giostre, ma i dipendenti del parco non hanno potuto far nulla, perché nel parco ci sono regole precise da rispettare.
Secondo queste regole e con la collaborazione di persone che lavorano quotidianamente con i disabili è stata fatta una lista delle attrazioni con alcune restrizioni a seconda dei casi e delle varie disabilità.
I down sono considerati persone con problemi mentali e psichici e per la loro incolumità non possono salire su queste giostre. Cosa potrebbe succedere se durante un “giro della morte” uno di questi ragazzi venisse colpito da una crisi?

Il direttore del parco, Danilo Santo, è stato irremovibile, pur proclamandosi dispiaciuto per l’accaduto: “Ci sono regole sulla sicurezza ben precise, e io ne sono il diretto responsabile. Noi compriamo le giostre, e i costruttori ci forniscono le prescrizioni. Poi, con il buon senso, mettiamo alcune restrizioni”. Ed ha aggiunto: “Noi vogliamo solo tutelarli ed evitare che capitino incidenti. Dobbiamo mettere in discussione la classificazione? Noi cerchiamo di migliorarci e la guida è già stata aggiornata in passato”.
Ma i responsabili delle associazioni down non sono pienamente d’accordo con queste restrizioni.
Le persone down possono svolgere una vita normale come tutti gli altri ed allora perché una giostra gli deve essere vietata?

La coordinatrice delle 70 associazioni di persone down, Franca Bruzzo Torti, ha così commentato l’accaduto: “Le persone down non soffrono di una disabilità psichica, ma intellettiva. Io dico che, sempre nel rispetto della sicurezza, non è giusto negare un'opportunità a una persona down, perché ogni caso è differente. Ci sono ragazzi down che fanno rafting, possibile che non siano in grado di andare sulle canoe di Gardaland? Solo un accompagnatore è in grado di valutare cosa un ragazzo può fare o no”.
Anche Antonella Costantino, direttore di Neuropsichiatria del Policlinico di Milano, concorda sul fatto che non si può parlare di problemi psichici per i ragazzi down: “E' una terminologia vecchia parlare di disabilità intellettiva per i down e negare in assoluto e a priori è sbagliato. Ogni situazione va valutata. Nella fascia dei down lievi non è assolutamente scontato che salire su certe giostre non vada bene.”

Patrizia Tolot, presidente veneta dell’associazione Down, Autismo e Disabilità Intellettiva, si è dichiarata disponibile a collaborare con il responsabile del parco per aggiornare la mappa delle attrattive e delle restrizioni.
Allora la conclusione più ovvia sembrerebbe proprio quella di valutare ogni caso singolarmente.
Ma in tal caso chi si prenderebbe la responsabilità di decidere se un ragazzo down può salire sulle montagne russe oppure no?
Basterebbe la garanzia di un accompagnatore o dovrebbe esserci una persona specializzata all’interno del parco, capace di poter stabilire in pochi minuti se una persona è adatta a salire su una giostra?

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Commenti dal 1 al 1
(1)

marco giovedì, 28 aprile 2011

gardaland

sono un ragazzo disabile precisamente cerebroleso con problemi fisici più che intellettivi.
ma quali giostre adrenaliniche non mi hanno lasciato andare su nessuna giostra. Mi hanno mandato via perfino dalla monorotaia, dal cinema 4D. sono arrabbiatissimo

n° 1
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