Canadese di nascita, ha seguito da bambino in India i suoi genitori ed in questo paese ha poi iniziato ad organizzare i primi party. Se Goa è divenuto un centro di divertimento e sballo elettronico tra i più quotati il merito è anche suo.
Tornato in patria trova la scena cittadina di Montreal spenta, e per movimentarla crea un club, etichette discografiche (Dna, Turbo) ed
organizza i primi rave, coinvolgendo i più famosi djs e producer internazionali che renderanno più viva ed eccitante le notti locali.
Tiga è proprio un ottimo imprenditore di sé stesso e ciò gli permette di conquistare notevole visibilità e contatti giusti per far girare al massimo il proprio nome. Inoltre la sua bravura esecutiva non è secondaria, poiché il lavoro ai piatti e come produttore di remix lo segnalano tra i più capaci degli ultimi anni.
La proposta di base è house, ma i suoi ascolti sono ben più vasti: elettropop anni '80, il romanticismo degli Smiths, la tecnologia distorta dei Nine Inch Nails, il folk di Van Morrison, ed ulteriore varietà ancora.
L'ultima scommessa è proporsi come
interprete con proprie musiche e voce: Sexor ne è il risultato.
Ad accompagnarlo in questa coraggiosa quanto stimolante avventura l'artista ha scelto due eccellenti amicizie come i belgi Soulwax e lo svedese Jesper Dahlback (attivo ultimamente anche con i Dk7). Se il disco funziona, come ha affermato lo stesso protagonista, è in gran parte dovuto a queste preziose collaborazioni.
L'album è un autentico scrigno dei divertimenti del ballo, mosse che si eseguono a base di house contaminata con l'elettronica di venti anni fa, molto in voga attualmente.
Non sono quindi peregrini confronti con i Soft Cell, Depeche Mode e soprattutto New Order, per via di
melodie pulsanti e scure che hanno un loro fascino e sensualità del tutto coinvolgenti. Anche l'approccio al cantato è quello giusto, grazie ad un'interpretazione quasi soffusa e tenebrosa perfetta per questo tipo di atmosfere.
Anticipato dall'irresistibile singolo "You gonna want me", in heavy rotation sui media televisivi e radiofonici quanto sulle piste da ballo, il cd propone canzoni originali ma anche tre riuscite cover tributo: "Louder than a bomb" dei Public Enemy, "Burning down the house" dei Talking Heads, "Down in it" dei Nine Inch Nails.
Scommessa vinta e il premio potrebbe rivelarsi redditizio.
Tutti i
testi di Tiga
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In Da House!!
Mitico Tigaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!