Samuel
e soci sono indiscutibilmente il gruppo più di successo del
panorama italiano.
Una band che, partita da concerti in centri sociali e piccoli club,
spesso davanti ad una manciata di spettatori, ha riscosso sempre un
maggior seguito di pubblico, che spazia dai ventenni ai quarantenni.
Ai cinque musicisti bisogna dare l'importante merito di aver
costruito un sound del tutto personale e difficilmente
paragonabile ad altri nomi, sia nazionali che stranieri, una
qualità sempre più rara in un'epoca in cui il
citare artisti del passato e/o nomi di successo è sempre
più frequente nella quasi totalità delle nuove
produzioni.
Semmai
sono gli stessi Subsonica ad
aver tracciato nuove strade che qualche imberbe formazione cerca in
maniera imbarazzante di imitare.
L'operazione
costante elaborata dal gruppo è stata quella di
pescare dal calore del dub reggae, dalla comunicabilità
del pop rock, dal ballo come dall'impatto cerebrale della
musica elettronica, un mix non innovativo ma che nelle loro mani si
è manifestato con originalità anche grazie alle
doti interpretative di voce, danza ed espressività di
Samuel, un cantante che ha conquistato il cuore di tante fans con
liriche sempre intelligenti e, perché no, poetiche.
Dopo il burrascoso divorzio dalla Mescal, l'etichetta che li aveva
lanciati, i Subsonica nel 2005 hanno esordito su major con
“Terrestre”, un disco che ha diviso la
critica ed il pubblico tra chi lo ha trovato pretenzioso e con reali
poche idee al suo interno, e chi invece ha apprezzato lo spirito
più aggressivo come ad esempio delle chitarre.
Rimane
probabilmente un disco di non immediato impatto e che tuttora
merita un ascolto e studio più approfondito,
poiché le sue gemme sono apprezzabili solo se si scava a
fondo e con attenzione.
Probabilmente
però i Subsonica hanno abituato ad un
approccio più diretto e di impatto che sappia colpire sin da
subito.
Ed allora questo nuovo quinto cd, “L'eclissi”,
torna a citare il vibrante groove ritmico degli esordi,
l'elettronica techno dance decisamente massiccia del
centrale “Amorematico”, il riff distorto
e angosciato delle sei corde caratteristico del penultimo
“Terrestre”.
Il risultato è un buon compromesso tra le parti
in cui un certo pessimismo di fondo, evidenziato anche dalle immagini
di copertina in cui il tema principale è il ghiaccio, viene
squarciato da effetti di luce come un lampo elettrico o il raggio di un
opaco sole.
Nei
testi il concetto si traduce nel prendere atto di
un'alienazione che almeno due generazioni stanno
vivendo attualmente, sospese tra precariato lavorativo,
notizie costanti di guerre, tensioni e violenze, una politica assente
ed autocelebrativa collusa con la mafia che tiene i fili di questo
teatrino.
Viene
citato, anzi tributato, Roberto Saviano, il
giovane scrittore che deve vivere sotto scorta per le minacce della
camorra dopo la pubblicazione del suo libro
“Gomorra”, romanzo in cui racconta il potere di
questa potente associazione criminale le cui infiltrazioni arrivano
fino ai vertici dello Stato.
La speranza è nella gente comune, in
coloro che vogliono ancora riflettere e ribellarsi ad un costume
manipolato dai media, secondo i quali conta solo se si appare in
televisione presso qualche trasmissione di basso profilo, o se si
è protagonisti di orrendi fatti di cronaca.
L'eclissi di questa epoca è al massimo: un'oscurità
nerissima che, si spera, venga affievolita da una coscienza nuova,
in una sorta di Rinascimento collettivo.
Tutti i testi
dei Subsonica
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grazie
io vi amo ragazzi