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The gift dei Sons and Daughters

E' uscito il terzo album della band scozzese, che si conferma tra le sorprese più entusiasmanti di questo 2008

1Bravi, bravi, bravi!
Tre volte questa esclamazione così come il numero di album che questi scozzesi di Glasgow, i Sons and Daughters,  hanno realizzato sino ad ora.
Il plauso arriva spontaneo perché il gruppo ha saputo maturare nel giro di quattro anni un sound godibilissimo e potente che risulta soprattutto passionale, un credo nei propri mezzi espressivi che arriva ben diretto all'ascoltatore.
Fautori in passato di un approccio rock dagli umori un po' blues noir, la band ha messo da parte le malinconie ed ha lasciato andare a tutta birra le proprie chitarre con riff potenti e distorti che poi si aprono a fraseggi più melodici di puro gusto british.

Ecco, in loro convive perfettamente un sound grezzo e punk di matrice Usa (vedi Sleater Kinney, Erase Errata, Yeah Yeah Yeahs)  con l'orecchiabilità irresistibile di scuola inglese, già a partire dagli Smiths per arrivare ai Pulp o Babyshambles.
2Ma sono solo nomi da esempio poiché innanzitutto a cantare è la voce femminile di Adele Bethel che sovente si interseca con quella maschile di Scott Paterson regalando avvincenti intrecci e cori molto ben amalgamati e soprattutto personali..
Il merito di tale riuscita va in parte dato anche all'ispirata produzione di Bernard Butler, il chitarrista degli Suede, che ha saputo alzare bene i volumi dove necessario, non disdegnando però il lato melodico in altri passaggi.

Lavoro di esperienza dunque che, unito alla maturità acquisita dal gruppo, offre un lavoro esplosivo che si candida tra le più belle sorprese dell'ancor giovane 2008.
Non vi è dubbio che si stia delineando all'orizzone per i Sons And Daughters un positivo futuro: con alcune promesse già certe: loro saranno tra i protagonisti della nuova edizione del Coachella Festival, una delle più importanti rassegne musicali mondiali e che andrà in scena dal 25 al 27 aprile.
La band dividerà il palco con gente del calibro di Portishead, Roger WatersKraftwerk, Verve  e tanto altro.
Se dimostreranno di essere altrettanto validi dal vivo come su disco, allora i quattro si candideranno  come la reale next big thing da non lasciarsi sfuggire.

Tutti i testi dei Sons and daughters.

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