Ci si può imbattere talvolta in dischi realizzati da artisti assolutamente anonimi, e quando si ha tra le mani uno di questi lavori si rimane fino all’ultimo con il dubbio se l’ascolto sarà un piacere o tutto il suo contrario.
Ovviamente le prime incertezze vengono subito fugate quando si spinge il tasto magico del play, un movimento che fa partire le prime note che possono regalare un viaggio di piacere o un puro incubo per le proprie orecchie.
Non c’è dubbio che la goduria è tanta quando il gruppo si dimostra valido ed emozionante poiché a quel punto il tutto si trasforma in qualcosa di prezioso che solo in pochi conoscono, una scoperta personale che o si custodirà come un proprio segreto o che invece si avrà voglia di far conoscere a chi ancora ne ignora l’esistenza.
Gli Snowden possono creare proprio questo tipo di situazioni poiché il loro album d’esordio è un teso quanto melodico excursus nell’ambito del rock a tinte grigio scure, con passaggi musicali in cui poesia, drammaticità , armonie più ariose e liberatorie si condensano in dodici canzoni tutte di elevato livello.
La band proviene da Atlanta (Georgia, Usa) e nasce come evoluzione alle iniziali composizioni casalinghe realizzate dal cantante chitarrista Jordan Jeffares.
Il fratello, ammaliato dalle sue capacità, fa ascoltare questi abbozzi ad alcuni musicisti del luogo invitandoli a formare una band con lui.
Questa storia prosegue con l’effettiva nascita del quartetto che inizialmente realizza un ep ben accolto dalle radio della propria città, e che prosegue con concerti realizzati anche a New York come spalla ad affermati artisti di matrice indie rock.
Ad accorgersi delle loro potenzialità è la Jade Tree che li mette sotto contratto producendo l’ottimo esordio Anti-Anti.
Il cd piace per il suono abrasivo delle chitarre e per le dinamiche della sezione ritmica poiché il tutto si sviluppa con un incedere musicale vagamente pop wave, ma ben presto interviene un umore più “storto”, anche nel cantato, che trasforma il tutto in atmosfere più tese e straziate senza però risultare depressive.
Sostanzialmente questo è un disco che pulsa vibrazioni cupe quanto sensuali che potranno essere apprezzate dai fan dei più noti Interpol senza dimenticare che alcuni richiami, soprattutto psichedelici, possono far citare anche i connazionali Calla, altra band che molte più persone dovrebbero conoscere.
Se un po’ di curiosità è nata in voi non dovete far altro che ricercare questa formazione in qualche negozio di dischi ma anche nel database della nostra Radiogiovani.it.

SNOWDEN
"Anti-Anti"
(Jade Tree/distr.Goodfellas)
2006
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