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"Lust lust lust" dei Raveonettes

La famosa band danese, dopo aver cambiato casa discografica, torna con un nuovo album, libera di rappresentare le proprie idee senza costrizioni

1Il gruppo è un duo composto da uomo e donna. Lei è bionda e lui è moro. Vengono dai paesi scandinavi. Chi sono?
No, non si sta parlando dei Roxette, la band svedese pop che tanto successo ebbe tra la fine degli eighties e i '90, bensì dei The Raveonettes che sono invece danesi e che fanno un graffiante e scarno garage blues rock molto intenso. Che poi sarebbe forse più giusto dire facevano.
Infatti con il nuovo “Lust lust lust” molte cose sono cambiate, già a partire dalla casa discografica che ora è l'indipendente italiana Sleeping Star, un accordo avvenuto dopo il brusco divorzio con la major Columbia/Sony.
Ma per la band questo non è stato un fallimento bensì si è rivelato un sospiro di sollievo come quando ci si toglie un grande peso che intralciava la serenità del lavoro.

Proprio il chitarrista della band Sune Rose Wagner ha espresso senza mezzi termini come l'importante label tendesse a castrare la loro più naturale indole creativa per scopi più commerciali e di vendite.
The Ravenottes ora si sentono come se debbano ripartire da capo e con grande entusiasmo tanto che annunciano ulteriori pubblicazioni di 45 giri, dischi in vinile ed altri supporti amati anche da tutti  i  fans collezionisti.
Intanto ecco arrivare il loro nuovo disco, e questo istinto lasciato libero lo si percepisce già dalla prima canzone principalmente basata su una rumorosa ed “urticante” chitarra che ricorda molto i Jesus & Mary Chain del periodo del primo “Psychocandy”.

2Probabilmente questa selvaggia attitudine nasce dal fatto che ora i testi sono scritti e raccontati in prima persona dalla affascinante Sharin Foo che tratta il tema dell'amore e della passione con carnale trasporto, parole che nascono da esperienze personali e che si riflettono in maniera decisiva sulla visceralità del suono.
Ma non c'è solo un aspetto più ruvido nella loro ultima uscità poiché spesso le canzoni si vestono anche di aspirazioni shoegaze di scuola My Bloody Valentine, dunque atmosfere più sognanti ed effettate in cui la dolcezza si unisce alla malinconia.
In fondo cos'è la lussuria se non il concedersi i piaceri più desiderati nella loro forma più libera, con sensi di colpa e moralismi messi del tutto da parte?
Ecco, il duo invita l'ascoltatore a lasciarsi andare nei suoi più reconditi piaceri e sensazioni, una sorta di condivisione che nasce dal ritrovato gusto da parte della formazione nell'esprimere la propria arte senza alcuna catena castrante addosso, e l'album ne guadagna in sincerità e trasporto.

Tutti i testi dei Raveonettes

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