TEN è un album personale ed introspettivo. E' la vita di Vedder in versi. La maturità dell'esordio stupisce. E' il momento del grunge e dell'ombelico rock di Seattle. E' l'annata di "Nevermind" dei Nirvana, degli Alice In Chains che stanno per pubblicare "Dirt", e di quell'infinita quantità di band che interpretarono la nuova wave del metallo scemata solo pochi anni dopo. Ma i Pearl Jam dimostrano di andare oltre alla dimensione garage, il loro suono gronderà blues ed hard rock a dispetto della matrice punk più diffusa. La Epic Sony fa tredici, perché l'album in soli pochi mesi venderà oltre due milioni di copie e la band otterrà un successo ed una celebrità planetaria: saranno nel cast di partecipazione del "Lollapalooza II", registreranno un "Mtv unplugged" mai uscito (ufficialmente) sul mercato, e si rituffano sugli strumenti dopo un anno davvero stancante ed impressionante per impegni.
VS del 1993 si apre col cambio alla batteria: se ne va Krusen sostituito dal texano Abbruzzese. L'album è di denuncia sociale (abusi di potere, droga, possesso di armi da fuoco) e proprio sulla questione armi da fuoco avverrà la prematura rottura tra la band ed il nuovo arrivato Abbruzzese che, da buon texano, aveva delle posizioni certamente diverse. E' durante il tour di VS che i Pearl Jam si scontreranno con l'agenzia Ticketmaster per contenere il prezzo dei biglietti dei concerti sotto i 20 Dollari.
VITALOGY del 1994 appare diverso dagli altri. Il suono è più oscuro e il tutto gira attorno alla morte: fisica e mentale. Da pochissimo Seattle aveva dovuto seppellire il corpo di Kurt Cobain, e quella morte rappresentò senz'altro uno spartiacque nel grunge, che adesso si chiudeva in se stesso con ancora più rabbia e oscurantismo. Last Exit, Not For You, Corduroy e Immortality sono tutti pezzi in cui aleggia la morte del leader dei Nirvana.
NO CODE del 1996 vede i Pearl Jam al massimo della forma. La loro maturazione umana e musicale è all'apice e ne guadagna la creatività: la tracklist è frammentaria e variegata, al punk di "Lukin", si accosta la ballata acustica "Off he goes" e ancora la semi-gospel "Who you are" e la tribale "In my tree", la preghiera di "Sometimes" o la ninna nanna finale "Around the bend".
YIELD del 1998 arriva dopo le "malattie" di Vitalogy e la "follia" di No Code. I Pearl Jam sfornano un album pieno di sentimenti puri e veri. L'amore per la libertà e per la bellezza, la tenerezza di una lista di desideri, la penombra. Ma anche episodi più arrabbiati come "Do the evolution", "Push me, Pull me" e "Brain of J". Yield è anche uno degli album più a stesura collettiva, non solo Vedder per le lyrics, tutti i componenti si cimentano nella prova della scrittura.
BINAURAL esce nel 2000 ed è un disco d'amore a tutto tondo. "Solo l'amore c'è rimasto" dirà Vedder durante alcune interviste, e sul capitolo videoclip lo stesso leader affermerà che la band vuole parlare solo attraverso le canzoni e nient'altro. Il disco registra l'addio di Irons sostituito da Matt Cameron (disoccupato dopo la fine dei Soundgarden nel 1997) e la presenza al mixer di Tchad Blake, che prende il posto dello storico Brendan O'Brian. Il post Binaural è accompagnato da un tour intercontinentale che rimarrà alla storia come motivo della più grande operazione commerciale mai voluta da una casa discografica: le centinaia di tappe dell'itinerario in musica dei PJ vengono registrate e incise come bootlegs ufficiali, presto a disposizione negli scaffali dei negozi, tranne quello del concerto di Roskilde (Danimarca) in cui avevano perso la vita nove ragazzi, schiacciati e sotterrati nel fango dalla calca. Quest'avvenimento sconvolge la band che per mesi rimase convinta di sciogliersi perché impossibilitata a continuare dopo la tragedia.
RIOT ACT del 2002 contiene la canzone "Love Boat Captain", che ricorderà i nove morti di Roskilde. Ma Riot Act è soprattutto l'album che mostra la facciata più polemica della band contro la politica interventista bushiana dell'ultimo quadriennio. Resterà celebre un concerto a Seattle in cui Eddie canterà con la maschera di George W. Bush Jr infilzata sull'asta del microfono tra il clamore della gente ed anche il dissenso di una piccola minoranza. L'impegno politico è stata una caratteristica dei Pearl Jam degli ultimi anni, soprattutto in opposizione al neoconservatorismo di Bush, e in sostegno prima al candidato dei verdi Ralph Nader e, nelle elezioni 2004, allo sfidante democratico (perdente) John Kerry.
PEARL JAM con i singoli "Life Wasted" e
"World Wide Suicide" offre da subito il passato ed il futuro dei PJ: Rock semplice, sentito, sudato. Vedder tira fuori una voce possente nei ritornelli come per urlare quanto ancora oggi dopo anni dal primo album, quant'è arrabbiato con il mondo e con l'America di Bush.
Chitarre vigorose e sempre presenti, crescendi continui di tutti gli strumenti e di Eddie che guida le melodie. Senza dubbio un gruppo in salute.
Curiosità:
- Il 25 Ottobre 1993 Eddie Vedder é sulla copertina del Time
- Nel 1998 viene presentato da Mtv America Il videoclip di "Do The Evolution", il primo dai tempi di "Jeremy". Il video a cartoni animati è ideato da Todd McFarlane, creatore di "Spawn"
- Sul nome del gruppo esiste una leggenda metropolitana, secondo la quale Pearl Jam sarebbe riferito ad una fantomatica marmellata di nonna Pearl, presunta nonna di Vedder, fatta con l'allucinogeno chiamato "peyote"
- Inizia nel Natale del 1991, lo speciale rapporto tra i PJ e i propri fans: Tramite il "Ten Club", ogni anno la band invia ai membri iscritti un un singolo con due canzoni inedite (le prime due furono "Let Me Sleep (Christmas Time)" e "Ramblings")
- Nella versione italiana del booklet di "Yield" figurano le traduzioni in Italiano dei brani, ed una lettera di Vedder che racconta che durante un viaggio nell'amata Roma fu grande il suo disgusto nel leggere le traduzioni che alcuni book tricolori davano delle sue canzoni. I testi tradotti all'interno del disco così, sono di una sua amica fidata.
Discografia in studio:
1991 - Ten, 1993 - Vs., 1994 - Vitalogy, 1996 - No Code, 1998 - Yield, 2000 - Binaural, 2002 - Riot Act, 2006 - Pearl Jam
Concerti Italiani del 2006:
14 Settembre - Palamalaguti - Bologna
16 Settembre - Arena - Verona
17 Settembre - Datch Forum - Milano
19 Settembre - Palaisozaki - Torino
20 Settembre - Piazza Duomo - Pistoia
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